Non di soli pirati vive la musica

C'è chi si fa pubblicità via BitTorrent, chi regala dischi, chi mette in piedi rivendite al dettaglio di musica e chi punta su chi non è ancora accasato

Roma – Ci sono diversi mezzi per arrivare al cuore dell’acquirente, o del potenziale acquirente, tutte le strade vanno tentate per tentare di catturarne l’attenzione e le preferenze: ci si può appellare alla solidarietà tra pari, alla fiducia nei propri simili, alla novità che sfrutta la libertà del Torrent per acquisire fama. Il risultato è che oggi, in Rete, in tanti sperimentano : la parentesi Radiohead , insomma, più che essersi conclusa ha scoperchiato il proverbiale vaso di Pandora.

Per superare la generosità del gruppo britannico, i conterranei Coldplay hanno deciso di fare di più: invece della formula “paga quanto vuoi” sono passati alla gratuità totale. Il loro prossimo album, un live intitolato LeftRightLeftRightLeft , sarà a disposizione dei fan sul sito ufficiale della band per il download , oppure potrà essere comodamente ritirato presso uno dei botteghini dei concerti del tour Viva la vida in formato “tradizionale”. Un gesto volto a dimostrare la riconoscenza del gruppo per i propri più affezionati sostenitori, spiegano , per restituire un po’ del calore che Chris Martin e compagni raccolgono dal loro pubblico durante i concerti.

C’è il trucco, per così dire: il download del disco, nove tracce in tutto, sarà possibile solo se si dimostrerà di possedere un biglietto per il concerto . Insomma, il nuovo LeftRightLeftRightLeft sarà per molti ma non per tutti: inevitabilmente presto finirà pure condiviso, ma resta da capire se poi i Coldplay magari vorranno venderlo anche nei negozi e raggranellare qualche sterlina o se invece resterà un’operazione isolata. In questo caso, occorrerà comprendere se il download via Torrent o eMule sarà gradito dalla band britannica.

Chi di certo non disdegna che il suo lavoro sia condiviso e distribuito via P2P è un duo della Florida, gli Awesome New Republic , che non solo hanno inserito spontaneamente e senza lacciuoli il loro secondo disco sulle pagine del celebre isoHunt in accordo con la loro etichetta, ma hanno addirittura comprato un banner piazzato in testa al sito per un intero mese per pubblicizzare l’operazione. Insomma, pure a volerlo ignorare salta immediatamente agli occhi: chiunque si rechi sul sito non potrà fare a meno di venire a sapere che il nuovo Rational Geographic vol.1 , già acclamato dalla critica, è a disposizione gratis a distanza di un click.

L’obiettivo del duo di Miami è ovvio: “Per quanto ne sappiamo si tratta della prima etichetta/band che si faccia pubblicità su un motore di ricerca per Torrent” spiegano i creativi che hanno dato vita alla campagna, che aggiungono che lo scopo è allargare la fama degli Awesome New Republic allargando il giro in cui la loro musica viene ascoltata, così da ampliare il pubblico potenzialmente interessato ad ascoltarli dal vivo, acquistare futuri album o altro materiale prodotto dalla band, e così via. I volumi 2 e 3 di Rational Geographic sono già ultimati, ed entro l’autunno la raccolta dei tre tomi dovrebbe pure essere distribuita nei negozi sotto forma di CD-box-set.

Gli Awesome New Republic e l’etichetta indie che li sostiene non hanno paura della pirateria: dove non può arrivare la promozione “vecchio stile” messa in campo dalle quattro grandi sorelle per lanciare i propri artisti, può arrivare secondo loro il passaparola . D’altra parte, come già in passato, neppure quanto sarebbe destinato al circuito di distribuzione tradizionale pare essere particolarmente intaccato dalla circolazione (in anticipo) sul P2P: il rilascio imprevisto e indesiderato di X-Men Origins: Wolverine non sembra aver ad esempio impedito al film di totalizzare oltre 80 milioni di dollari negli USA al botteghino durante il primo weekend di programmazione, risultato grosso modo in linea con quello dei precedenti capitoli della saga.

I titoli sui giornali che raccontavano e tentavano di spiegare il meccanismo grazie al quale una versione incompleta degli effetti speciali della pellicola fosse finita online, si potrebbe ipotizzare, hanno semmai incuriosito gli spettatori che si sono dunque decisi per andare al cinema e spendere i soldi del biglietto nonostante ci fosse un’alternativa potenzialmente gratuita. Magari qualcuno di loro avrà anche scaricato il Torrent con il film, gli avrà dato un’occhiata e avrà deciso di andare a vederlo confortato da quanto aveva visionato: magari, si potrebbe ipotizzare, ha anche suggerito a qualche amico di andare con lui al cinema.

Il peso che hanno i giudizi e le opinioni dei congiunti , degli amici o dei semplici conoscenti d’altronde è un riconosciuto mezzo di analisi e valutazione che tutti i consumatori utilizzano per scegliere cosa vedere, ascoltare, acquistare. Proprio sulla raccomandazione di blogger e semplici cittadini della Rete si basa il business model messo in piedi da Peoplès Music Store , azienda londinese che ha da poco annunciato di aver aggiunto al suo catalogo formato essenzialmente da etichette indipendenti anche 300mila brani provenienti dal catalogo Universal (Amy Winehouse, U2, Morissey, 50 cent e altri sono della partita).

L’idea è la seguente : ci si iscrive, si seleziona cosa vendere nel proprio negozio di musica digitale, si popola un sito di brani e magari di opinioni, recensioni e suggerimenti su cosa acquistare e ascoltare, e si attende. I navigatori arrivano, leggono, se sono convinti acquistano: il 10 per cento di quanto guadagna Peoplès Music finisce al proprietario dello shop , che può convertire gli introiti in credito per acquistare altra musica. Il passaparola, insomma, diventa strumento di guadagno: tutti possono reclamare una fetta del business, i brani sono offerti in formato MP3 senza DRM, tutti sono contenti. Almeno si spera, altrimenti altre alternative non mancano.

Luca Annunziata

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  • longinous scrive:
    poche idee
    ma ben confuse.Non so se è chiaro, ma Eucalyptus serve ad avere il cloud computing IN CASA PROPRIA.- Niente problemi di banda (a meno che una 10/100/1000 non sia sufficiente)- Niente problemi di privacy (chi è il mentecatto che terrebbe il server cloud aperto a cani e porci sull'internet?)- Niente problemi di etica open/closed (sul server ci gira il software che ci hai messo te, open o closed lo scegli prima di usarlo, come sempre)-Se avviene un disastro sarebbe stato un disastro NEL TUO DATACENTER con o senza Eucalyptus.
    • xxx scrive:
      Re: poche idee
      Con Eucalyptus elabori i dati di migliaia di persone che ti pagano per essere spiate da te.Toglimi una curiosità: a cosa credevi che servisse il supporto dei protocolli compatibili con Amazon???
      • selected scrive:
        Re: poche idee
        Caro ultrastudio, sarebbe così se la licenza fosse AGPL. Non è questo il caso.Ma del resto hai appena dimostrato di non sapere nulla di licenze... quindi sai già di avere torto, non c'è bisogno che te lo dica io.
        • ultrastudio scrive:
          Re: poche idee
          Viene ridistribuito sotto licenza BSD
          • CCC scrive:
            Re: poche idee
            - Scritto da: ultrastudio
            Viene ridistribuito sotto licenza BSDche è cosa ben diversa dalla AGPL... una distinzione che sembra proprio tu non capisca, come già hai dimostrato ed ha fatto osservare selected...
          • ultrastudio scrive:
            Re: poche idee
            Tutta quest'importanza per l'Affero GPL francamente non la vedo.Se il paragone me lo facevate con GNU/GPL o con LGPL potevo anche capirlo, ma la AGPL non è nientaltro che una variante (per me pure spuria) della LGPL che impone esclusivamente un obbligo ausiliario di segnalazione del progetto madre e batte continuamente più volte SOLO su questo tasto.Ma il punto non era che dicevate che il prodotto non era coperto da una licenza identificabile con i dettami della Fondazione? http://www.opensource.org/licenses/bsd-license.phpChe la BSD sia scarna e per niente articolata posso anche concordarlo, ma dire che è meglio AGPL, scusate, non ne capirò nulla, ma a me sembra proprio ridicolo.AGPL è un'EULA mascherata che coglie dalla licenza madre solo il concetto di ereditarietà e crea più vincoli rispetto alla LGPL, rimanendo più imprecisa sulla riconoscibilità delle singole porzioni di codice.Di fatto sono entrambe riconosciute e quindi l'assunto che Eucalyptus non fosse un prodotto Open Source francamente credo che cada.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 06 maggio 2009 12.46-----------------------------------------------------------
          • CCC scrive:
            Re: poche idee
            - Scritto da: ultrastudio
            Tutta quest'importanza per l'Affero GPL
            francamente non la
            vedo.
            Se il paragone me lo facevate con GNU/GPL o con
            LGPL potevo anche capirlo, ma la AGPL non è
            nientaltro che una variante (per me pure spuria)
            della LGPL no... guarda che semmai è una "variante" della GPL
            che impone esclusivamente un obbligo
            ausiliario di segnalazione del progetto madre e
            batte continuamente più volte SOLO su questo
            tasto.mi sa che la AGPL o non la hai letta o non ci hai capito assolutamente nulla...
            Ma il punto non era che dicevate che il prodotto
            non era coperto da una licenza identificabile con
            i dettami della Fondazione?
            http://www.opensource.org/licenses/bsd-license.phpno... non hai minimamente capito quale sia il puntola fondazione? intendi FSF?la FSF tratta di licenze per il software libero...ma allora cosa c'entra il link al sito OSI?OSI tratta di licenze che rientrano nella categoria di quelle cosiddette open source...capisco che hai provato a documentarti un po'... ma hai ancora molto da studiare... di solito è meglio evitare di parlare di cose che non si conoscono, soprattutto lasciando intendere di essere chissà quale grande esperto...
            Che la BSD sia scarna e per niente articolata
            posso anche concordarlo, ma dire che è meglio
            AGPL, scusate, non ne capirò nulla, ma a me
            sembra proprio
            ridicolo.sei scusato... ma difatto non ne capisci nullae il meglio o peggio dipende caso per caso
            AGPL è un'EULA mascherata che coglie dalla
            licenza madre solo il concetto di ereditarietà e
            crea più vincoli rispetto alla LGPL, rimanendo
            più imprecisa sulla riconoscibilità delle singole
            porzioni di
            codice.non ho parole... leggi dal link qui sotto la parte sulla AGPL (e poi magari leggiti anche tutta la licenza) e poi renditi conto da solo del livello delle cose che dici...http://www.gnu.org/licenses/license-list.html#GPLCompatibleLicenses
            Di fatto sono entrambe riconosciute e quindi
            l'assunto che Eucalyptus non fosse un prodotto
            Open Source francamente credo che
            cada.nessuno ha detto che eucalyptus non sia rilasciato con una licenza che rientrano nella categoria di quelle cosiddette open source: questo è ciò che TU hai capito...l'assunto era: a) dire che eucalyptus (come qualsiasi altro sw) è rilasciato con una "licenza open source" NON significa NULLA di più se non che il codice sorgente POSSA essere reso disponibileb) per poter dire cosa e come e con quali implicazioni sia possibile utilizzare eucalyptus (o qualsiasi altro sw, più o meno "open" o "closed" che sia) bisogna per forza riferirsi alla SPECIFICA licenza con cui è rilasciata (ps: SPECIFICA licenza vuol dire: nome della licenza, versione della licenza, testo completo della licenza)e queste sono cose OVVIE per chiunque abbia anche solo un minimo di conoscenza della materia...
    • lufo88 scrive:
      Re: poche idee
      Così, mi starebbe già MOLTO meglio. Però, non è un po' tornare ai tempi dei terminali stupidi? Secondo me se è possibile rendere un operazione indipendente dagli alti e bassi di un server bisogna farlo. Cosa succede se si rompe un cavo? Rimango inoperoso per il resto della giornata?
  • lufo88 scrive:
    Ma dai!
    Inutile parlare di cloud computing se la banda continua a fare schifo! Prima le infrastrutture!
    • monk scrive:
      Re: Ma dai!
      perche' dici che mancano le infrastrutture?oggi e' abbastanza normale per determinati service provider avere anelli a 10Gbps, quindi le condizioni perfette per sfruttare un cloud e ridurre i costi operazionali.ciao
      • lufo88 scrive:
        Re: Ma dai!
        Sì, ma a livello "basso"? Le singole utenze vanno avanti con l'UTP3 dagli anni 70! Prima si rende TUTTO veramente veloce, poi si può parlare di cloud (di cui non sono un fan)
  • Federico scrive:
    E' open source, ma non libero
    Il cloud computing non ha niente a che fare con il software libero. Il cloud consiste nell'inviare dati a una "nuvola" che li elabora al nostro posto. Questo significa che:1) non so quale software gira sulla nuvola2) se anche fosse open source, non posso nè studiarne il codice, nè modificarlo, nè usarlo come voglio, quindi dal mio punto vi vista GNU/Linux quando su una nuvola è meno libero di Windows quando gira sul mio computer3) non so come è configurato questo software4) non so nulla dell'hardware5) non conosco le persone che possono mettere mano ai miei dati6) non ho modo di verificare che cosa stanno facendo con i miei dati (i termini di utilizzo del servizio sono una barzelletta)7) se avviene un disastro (un fulmine colpisce il server) ho un'unica soluzione: pregare allah che i tecnici della "nuvola" esistano, stiano bene in salute e conoscano il loro lavoroLo scopo principale di Eucalyptus è limitare il più possibile la libertà dei suoi utenti finali, arricchendo ingiustificatamente persone che sono già ricche, e che usano i loro soldi per rovinarci la vita.
    • CCC scrive:
      Re: E' open source, ma non libero
      - Scritto da: Federico
      Il cloud computing non ha niente a che fare con
      il software libero. Il cloud consiste
      nell'inviare dati a una "nuvola" che li elabora
      al nostro posto. Questo significa
      che:
      1) non so quale software gira sulla nuvola
      2) se anche fosse open source, non posso nè
      studiarne il codice, nè modificarlo, nè usarlo
      come voglio, quindi dal mio punto vi vista
      GNU/Linux quando su una nuvola è meno libero di
      Windows quando gira sul mio
      computer
      3) non so come è configurato questo software
      4) non so nulla dell'hardware
      5) non conosco le persone che possono mettere
      mano ai miei
      dati
      6) non ho modo di verificare che cosa stanno
      facendo con i miei dati (i termini di utilizzo
      del servizio sono una
      barzelletta)
      7) se avviene un disastro (un fulmine colpisce il
      server) ho un'unica soluzione: pregare allah che
      i tecnici della "nuvola" esistano, stiano bene in
      salute e conoscano il loro
      lavoro

      Lo scopo principale di Eucalyptus è limitare il
      più possibile la libertà dei suoi utenti finali,
      arricchendo ingiustificatamente persone che sono
      già ricche, e che usano i loro soldi per
      rovinarci la
      vita.ottima sintesi;-)prevedo però risposte piccate... non so perché ma oggi sembra che alla gente piaccia tanto farsi fare "del male" e allo stesso tempo "difendere" chi glielo sta facendo... dire che viviamo nella società digitale non è abbastanza preciso... semmai viviamo nella società del masochismo digitale (anche se le "frustate" non sono mica virtuali)...
    • Nifft scrive:
      Re: E' open source, ma non libero
      - Scritto da: Federico
      Il cloud computing non ha niente a che fare con
      il software libero. Il cloud consiste
      nell'inviare dati a una "nuvola" che li elabora
      al nostro posto.Quindi?
      Questo significa
      che:
      1) non so quale software gira sulla nuvolaIn che senso?
      2) se anche fosse open source, non posso nè
      studiarne il codice, nè modificarlo, nè usarlo
      come voglio, quindi dal mio punto vi vista
      GNU/Linux quando su una nuvola è meno libero di
      Windows quando gira sul mio
      computerInvece si. Solo che il punto di vista qui è quello dello sviluppatore (come dovrebbe essere per l'open source in generale) che sviluppa applicazioni per cloud computing, non dell'utente (che comunque può visionare il codice se vuole, visto che è os).
      3) non so come è configurato questo softwareQuindi?
      4) non so nulla dell'hardwareQuindi?
      5) non conosco le persone che possono mettere
      mano ai miei
      datiDipende dalla tua fiducia in chi ti fornisce il servizio (e dalla "sensibilità" dei tuoi dati). Ma questo vale per qualsiasi operazione che fai su internet. Pensa per esempio ai servizi di hosting.
      6) non ho modo di verificare che cosa stanno
      facendo con i miei dati (i termini di utilizzo
      del servizio sono una
      barzelletta)Vedi sopra.
      7) se avviene un disastro (un fulmine colpisce il
      server) ho un'unica soluzione: pregare allah che
      i tecnici della "nuvola" esistano, stiano bene in
      salute e conoscano il loro
      lavoroSu certe cose Manitù è più efficace...
      Lo scopo principale di Eucalyptus è limitare il
      più possibile la libertà dei suoi utenti finali,
      arricchendo ingiustificatamente persone che sono
      già ricche, e che usano i loro soldi per
      rovinarci la
      vita.Come internet...
      • kmatteo scrive:
        Re: E' open source, ma non libero
        nifft, i tuoi commenti che iniziano con "quindi?" mi sembrano gli esempi di come l'ignoranza possa chiedere, senza alcuna umiltà, spiegazioni.
        • Nifft scrive:
          Re: E' open source, ma non libero
          Quindi?
        • Bruno scrive:
          Re: E' open source, ma non libero
          Avrà anche usato risposte piccate, ma sono azzeccate e pertinenti a delle affermazioni campate in aria e bislacche come quelle.cmq poco più giù nella discussione c'è chi ha spiegato perchè sono affermazioni campate in aria, meno male che c'è qualcuno che sa di cosa sta parlando
    • Whishper scrive:
      Re: E' open source, ma non libero
      Mi sa che non hai le idee tanto chiare... (non è che forse confondi il grid con il cloud?)- Scritto da: Federico
      Il cloud computing non ha niente a che fare con
      il software libero. Il cloud consiste
      nell'inviare dati a una "nuvola" che li elabora
      al nostro posto. Questo significa
      che:
      1) non so quale software gira sulla nuvolaFalso. Il software è il tuo (alla nuvola mandi sia i dati cheil sw che deve elaborarli)
      2) se anche fosse open source, non posso nè
      studiarne il codice, nè modificarlo, nè usarlo
      come voglio, quindi dal mio punto vi vista
      GNU/Linux quando su una nuvola è meno libero di
      Windows quando gira sul mio
      computerVedi il punto 1. In ogni caso, l'implementazione DELLA nuvola è OS, ma il software che gira NELLA nuvola è il tuo (ergo te lo puoi studiare... l'hai fatto tu!)
      3) non so come è configurato questo softwareVedi punto 1. La nuvola virtualizza l'hardware. Il che significa che l'OS che vi gira l'hai montato e configurato tu...
      4) non so nulla dell'hardwareDirei che questo è un bene...
      5) non conosco le persone che possono mettere
      mano ai miei
      datiNel caso di AWS, concordo. Nel caso di Eucalyptus non ci sono problemi relativamente a questo, la nuvola è la tua e gira nel tuo datacenter...
      6) non ho modo di verificare che cosa stanno
      facendo con i miei dati (i termini di utilizzo
      del servizio sono una
      barzelletta)Vedi pto 5
      7) se avviene un disastro (un fulmine colpisce il
      server) ho un'unica soluzione: pregare allah che
      i tecnici della "nuvola" esistano, stiano bene in
      salute e conoscano il loro
      lavoroVedi punto 5. Se la nuvola è la tua, allora stai parlando di te...
      Lo scopo principale di Eucalyptus è limitare il
      più possibile la libertà dei suoi utenti finali,
      arricchendo ingiustificatamente persone che sono
      già ricche, e che usano i loro soldi per
      rovinarci la
      vita.Ma credevo fosse free... chi si arricchisce?
      • xxx scrive:
        Re: E' open source, ma non libero
        Riusciresti a rispondergli senza usare termini sbagliati?
      • CCC scrive:
        Re: E' open source, ma non libero
        - Scritto da: Whishper
        In primo luogo, do per assodato che il tipo di
        nuvola di cui si sta parlando è una nuvola
        computazionale, alla EC2 per intenderci.
        L'assunto lo faccio non perché sono figo e ho
        ragione io, ma perché l'articolo parla di
        Eucalyptus che si pone in quel
        mercato.ok benissimoio do per assodato che, siccome stiamo commentando a partire dal post "E' open source, ma non libero" di Federico, il punto di vista e le problematiche di cui si parla sono quelle DELL'UTENTE e non di chi offre un servizio utilizzando un sistema di cloud quale che siadetto questo, ti ringrazio per le tue spiegazioni così dettagliate... peccato solo che il "lato" della cosa che ti ostini a voler considerare sia solo quello di chi offre il servizio "cloud" e NON quello dell'utente, che è invece quello di cui si sta parlando in *questo* thread[...]
        Ma soprattutto: che differenza passa secondo te
        fra la nuvola ed un servizio di hosting?bella domanda! qualunque risposta necessita però che prima sia data una definizione precisa di cosa sia la "nuvola"... e credo che una tale definizione, chiara ed accettata da tutti, non esista...comunque sia la differenza fra la nuvola ed un servizio di hosting sia molto sottile, tanto che forse non c'è proprio... un approccio per definire questa differenza credo stia nel "punto di vista personale", nel senso che la differenza la fa l'utente stesso: dipende cioè dalle finalità dell'utilizzo del/dei servizi e, soprattutto, da quantità e qualità dei dati che l'utente "affida" al servizio stesso...ciao
        • Whishper scrive:
          Re: E' open source, ma non libero
          ok. Abbiamo trovato il bandolo della matassa. Ma allora ha senso dire ad esempio che Apache è software libero? Secondo te dipende!1: se ti installi un Apache sul tuo PC è libero perché puoi studiarne i componentima se2: usi un servizio di hosting basato su Apache allora NON è libero parché non si sa se è la versione originale o una versione modificata per rovinarti?------Perché tutto il discorso fatto dall'OP, IMHO, riguarda il fatto di avere servizi da parte di terzi e non il cloud in senso stretto. Soprattutto considerando il fatto che l'articolo parla di un sw di cloud open cosicché chiunque abbia una server farm e sia paranoico verso le terze parti si possa fare una cloud in casa. Citando l'articolo "I prodotti realizzati dalla nuova azienda avranno come principale target le grandi imprese" ergo gli utilizzatori del sw saranno i provider, e non gli utenti finali...
    • ultrastudio scrive:
      Re: E' open source, ma non libero
      - Scritto da: Federico
      Il cloud computing non ha niente a che fare con
      il software libero. Il cloud consiste
      nell'inviare dati a una "nuvola" che li elabora
      al nostro posto. Questo significa
      che:
      1) non so quale software gira sulla nuvola
      2) se anche fosse open source, non posso nè
      studiarne il codice, nè modificarlo, nè usarlo
      come voglio, quindi dal mio punto vi vista
      GNU/Linux quando su una nuvola è meno libero di
      Windows quando gira sul mio
      computer
      3) non so come è configurato questo software
      4) non so nulla dell'hardware
      5) non conosco le persone che possono mettere
      mano ai miei
      dati
      6) non ho modo di verificare che cosa stanno
      facendo con i miei dati (i termini di utilizzo
      del servizio sono una
      barzelletta)
      7) se avviene un disastro (un fulmine colpisce il
      server) ho un'unica soluzione: pregare allah che
      i tecnici della "nuvola" esistano, stiano bene in
      salute e conoscano il loro
      lavoro

      Lo scopo principale di Eucalyptus è limitare il
      più possibile la libertà dei suoi utenti finali,
      arricchendo ingiustificatamente persone che sono
      già ricche, e che usano i loro soldi per
      rovinarci la
      vita.Hai una visione un po' casalinga del cloud computing...Di fatto alla base del cloud computing ci sono gli stessi pregi/difetti di Internet: neanche quando hai a che fare con un hoster o quando usi un social network hai queste sicurezze.Pensi davvero che il tuo server POP non abbia la possibilità di accedere alla tua posta elettronica?La tua soluzione è quella di non usare MAI servizi di rete.E' come dire che per evitare che qualcuno faccia un commento sulla tua persona passi la vita chiuso in casa: di fatto possono farti qualsiasi torto indiretto e procurarti un danno, ma con la sicurezza che non te ne accorgerai mai e che non potrai mai porci rimedio.Il cloud computing è una cosa già applicata da anni nel concetto di lavoro differito a distanza anche se non nella sua sostanza informatica attuale: un telelavoro o un workgroup aziendale già svolgono queste stesse funzioni.Da quello che scrivi, anche Apache non è che una forma di schiavismo informatico: se affitti un pacchetto di hosting Linux non hai la ben che minima possibilità di modificare il software che gira sul server, ne sai che software ci giri oltre a quello che materialmente permette la visualizzazione del sito web: di fatto l'hoster potrebbe fare una copia di tutte le e-mail od appoggiare file sul tuo spazio web senza che tu possa accorgertene. Ti affidi al contratto che hai stipulato con l'azienda.Nel progetto presentato nell'articolo i sorgenti sono di fatto scaricabili ed accessibili: puoi modificarli ed usarli a tuo piacimento, ne più e ne meno come per il progetto Apache.Di fatto è una questione politica legata al fatto che il concetto "open source" è stato "colorato" e che soprattutto qui in Italia gli viene data una connotazione che non ha e non ha mai avuto: uno sstrumento di lotta contro il potere fatto dal popolo dei navigatori senza scopo di lucro per i navigatori liberi.Praticamente non sono state lette le istruzioni perché erano scritte in inglese...Open source è tutta un'altra cosa e con la politica non centra assolutamente nulla. Prima lo si capirà e prima si smetterà di soffrire quando si scopre che dietro un progetto ci campano centinaia di lavoratori (perché le aziende in questione fanno anche questo: danno posti di lavoro).
      • xxx scrive:
        Re: E' open source, ma non libero
        Secondo te un servizio che devi in parte gestire da solo (se non funziona generalmente è colpa tua e non puoi prendertela con nessuno) è paragonabile al cloud? Forse non sai come è nato il termine. Un giorno il signor Gugol disse: "care aziende, date a noi i nostri dati e non preoccupatevi: sono su una nuvola!"... traduzione: tu non devi scrivere programmi php, non devi configurare niente, non devi nemmeno osare chiedere quali programmi usano per elaborare i tuoi dati. Un hoster, se ti dice che usa Apache 2 e invece usa Apache 1.x, rischia di pagarla molto cara.
        • selected scrive:
          Re: E' open source, ma non libero
          Quello che capisco io leggendo è che Google ha inventato il termine cloud computing. Risulta anche a me.Il resto del tuo post però è interessante.
    • Enrico scrive:
      Re: E' open source, ma non libero
      - Scritto da: Federico
      Il cloud computing non ha niente a che fare con
      il software libero. Il cloud consiste
      nell'inviare dati a una "nuvola" che li elabora
      al nostro posto. Questo significa
      che:
      1) non so quale software gira sulla nuvola
      2) se anche fosse open source, non posso nè
      studiarne il codice, nè modificarlo, nè usarlo
      come voglio, quindi dal mio punto vi vista
      GNU/Linux quando su una nuvola è meno libero di
      Windows quando gira sul mio
      computer
      3) non so come è configurato questo software
      4) non so nulla dell'hardware
      5) non conosco le persone che possono mettere
      mano ai miei
      dati
      6) non ho modo di verificare che cosa stanno
      facendo con i miei dati (i termini di utilizzo
      del servizio sono una
      barzelletta)
      7) se avviene un disastro (un fulmine colpisce il
      server) ho un'unica soluzione: pregare allah che
      i tecnici della "nuvola" esistano, stiano bene in
      salute e conoscano il loro
      lavoro

      Lo scopo principale di Eucalyptus è limitare il
      più possibile la libertà dei suoi utenti finali,
      arricchendo ingiustificatamente persone che sono
      già ricche, e che usano i loro soldi per
      rovinarci la
      vita.Esattamente! ed è proprio per questo che il caro Richard Stallman ci consiglia caldamente di farci la nostra piccola cloud sul nostro stesso pc di casa (per poterla usare col portatile quando siamo lontani).Ma in fin dei conti, che ce ne famo di ste cloud? Ne abbiamo davvero così bisogno?
    • attonito scrive:
      Re: E' open source, ma non libero
      - Scritto da: Federico
      Il cloud computing non ha niente a che fare con
      il software libero. Il cloud consiste
      nell'inviare dati a una "nuvola" che li elabora
      al nostro posto. Questo significa
      che:Tutta 'sta roba esiste gia' e si chiama (rullo di tamburi)OUTSOURCING. Prendi il tuo dipartimento IT, taglia via il 95% del personale, affida il controllo dei tuoi server ad una banda di rumeni/indiani/quello_che_e', dagli ovviamente le password di tutti i tuoi database, ed ecco fatto il cloud computing.PS: dopo 18 mesi il Business riprende per disperazione i servizi in casa pagnado una mostruosa penale per resciassione del contratto con l'outsourcer.
      • xxx scrive:
        Re: E' open source, ma non libero
        Vero. Però il cloud è qualcosa di più vasto, perchè non riguarda solo le aziende, ma anche il 13enne che scrive su facebook che si è fatto un trip, rovinandosi i successivi 80 anni che gli restano da vivere.
        • ultrastudio scrive:
          Re: E' open source, ma non libero
          I "trip" i ragazzini se li facevano anche prima che i computer entrassero nelle case: evidentemente sei così giovane che credi che il mondo è iniziato con la tua generazione: Internet, Facebook, la TV, i fumetti sono solo scuse per chi dovrebbe educare, e non lo fa, per convincersi che non è colpa sua se alcui giovani si drogano o passano le loro giornate a perdere tempo.Si può essere giovani pur rimanendo astemi e senza provare neanche uno spinello.Lascia stare 'sti facili ritornelli cretini che i giovani si rovinano perché stanno davanti a Facebook: i giovani si rovinano perché le famiglie e la scuola latitano e perché nelle comitive se si riuniscono 10 decerebrati al massimo insieme fanno un decerebrato grave, non una persona normale.
          • CCC scrive:
            Re: E' open source, ma non libero
            - Scritto da: ultrastudio
            I "trip" i ragazzini se li facevano anche prima
            che i computer entrassero nelle case:
            evidentemente sei così giovane che credi che il
            mondo è iniziato con la tua generazione:
            Internet, Facebook, la TV, i fumetti sono solo
            scuse per chi dovrebbe educare, e non lo fa, per
            convincersi che non è colpa sua se alcui giovani
            si drogano o passano le loro giornate a perdere
            tempo.
            Si può essere giovani pur rimanendo astemi e
            senza provare neanche uno
            spinello.
            Lascia stare 'sti facili ritornelli cretini che i
            giovani si rovinano perché stanno davanti a
            Facebook: i giovani si rovinano perché le
            famiglie e la scuola latitano e perché nelle
            comitive se si riuniscono 10 decerebrati al
            massimo insieme fanno un decerebrato grave, non
            una persona
            normale.complimenti!così tante banalità e luoghi comuni tutti in una volta è difficile trovarli (amche su rete4)...
          • ultrastudio scrive:
            Re: E' open source, ma non libero
            Qui chi afferma banalità sei solo tu.Soprattutto complimenti per la tua patetica mania di bollare politicamente chi non la pensa come te nascondendoti pure dietro un nick.Comportamento più ridicolo non potevi tenerlo.
          • selected scrive:
            Re: E' open source, ma non libero
            Dovevi rispondere al periodo principale, non all'inciso. Chi se ne frega dei trip.
      • lufo88 scrive:
        Re: E' open source, ma non libero
        Non diciamo bestialità. A me il cloud non piace per questioni di affidabilità (se si rompe un cavo sei costretto all'inoperatività) senza parlare dei concetti di privacy e compagnia.L'outsourcing è ben altro. Hai presente la FIAT? Pensi che i tachimetri e altri pezzi li facciano loro? No, li commissionano ad altre aziende che glieli forniscono. Questo è outsourcing e funziona alla grande (pensa se le aziende dovessero fare tutto, sarebbe un macello).Il cloud è ben altro. Tu trasferisci l'intero sistema operativo e i tuoi dati da qualche altra parte. Più simile ad un azienda che affitta un capannone, dove alle operazioni di manutenzione del capannone ci pensa il proprietario. Non è outsourcing questo, questo è esternalizzare cose che non fanno parte del tuo corebusiness.P.S. Sottolineo il SIMILE, ovviamente non è la stessa cosa.Attonito scrive:"il controllo dei tuoi server ad una banda di rumeni/indiani/quello_che_e'"Se sei scemo affidi la gestione (non il controllo) a gente non qualificata. Se sei intelligente li affidi a gente qualificata.
  • CSOE scrive:
    Parole Parole Parole
    Come al solito, software che fanno poco o nulla, spacciati come rivoluzioni proletarie.Pateticità open.
    • CCC scrive:
      Re: Parole Parole Parole
      - Scritto da: CSOE
      Come al solito, software che fanno poco o nulla,
      spacciati come rivoluzioni
      proletarie.che fanno poco o nulla???i sw per il cosiddetto "cloud computing" fanno pure troppo...tantìè che il "cloud computing" è l'ultima "invenzione" del peggior capitalismo digitale (quello del condizionamento e del controllo delle persone, del disprezzo per gli utenti, del disprezzo per la privacy, ecc...)a vederci addirittura le "rivoluzioni proletarie" ce ne vuole di fantasia...
      Pateticità open."open" non significa nulla... patetico è chi (da un verso e dall'altro che sia) usa questo insulso termine come vuota generalizzazione, senza alcuna specificazione...insomma: o ci sei o ci fai...
    • Giambo scrive:
      Re: Parole Parole Parole
      - Scritto da: CSOE
      Come al solito, software che fanno poco o nulla,
      spacciati come rivoluzioni
      proletarie.Poche idee, ma confuse ;) !
    • palle scrive:
      Re: Parole Parole Parole
      - Scritto da: CSOE
      Come al solito, software che fanno poco o nulla,
      spacciati come rivoluzioni
      proletarie.

      Pateticità open.Sei per caso ebreo?
    • freax scrive:
      Re: Parole Parole Parole
      - Scritto da: CSOE
      Come al solito, software che fanno poco o nulla,
      spacciati come rivoluzioni
      proletarie.

      Pateticità open.per caso ti hanno appena fatto un clistere?
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