Non hai commesso crimini sessuali? Non basta

Il sistema adottato da MySpace per espellere i criminali è già incappato in almeno un falso positivo: accuse pesanti per una donna innocente. Preoccupa l'idea che le liste dei profili rimossi vengano consegnate alle autorità
Il sistema adottato da MySpace per espellere i criminali è già incappato in almeno un falso positivo: accuse pesanti per una donna innocente. Preoccupa l'idea che le liste dei profili rimossi vengano consegnate alle autorità

“MySpace è venuto a conoscenza del fatto che lei è registrata come criminale sessuale in una o più giurisdizioni”. L’accusa di essere una minaccia per gli altri utenti del portale di social networking ha lasciato di stucco Jessica Davis, 29enne del Colorado, il cui unico cozzare con la legge risale ad anni prima: le era stata ritirata la patente di guida.

Il social networking è da tempo nel mirino della legge USA : vi si anniderebbero alcuni orde di malintenzionati il cui unico intento sarebbe quello di circuire adolescenti. Per tutelare la propria immagine e limitare i casi di denuncia , MySpace aveva annunciato di voler incrociare i database federali con tutti profili degli utenti registrati, mediante la tecnologia Sentinel Safe , capace di effettuare automaticamente la comparazione. Nome e cognome, località, tratti somatici hanno permesso di individuare presunti recidivi colpevoli di reati sessuali, registrati su MySpace per mietere nuove vittime. Nel frattempo, i procuratori di otto stati americani hanno richiesto informazioni e subpoena : MySpace, dopo esitazioni e rimozioni , ha consegnato le liste, e ora Jessica Davis, per lo stato del Colorado, diventa suo malgrado celebre, perché sospettata .

La donna ha risposto all’email di MySpace, dichiarando la propria innocenza, sperando in un errore da rettificare al più presto. Un’email alla quale la media company ha risposto, senza possibilità di appello : i profili vengono rimossi nel momento in cui si riscontra una violazione di qualche termine del contratto e MySpace non tiene traccia dei profili rimossi. Un controsenso, dicono alcuni, se si pensa che i profili potrebbero rivelarsi dirimenti in tribunale o nel corso delle indagini, e per evitare che qualche recidivo decida di iscriversi di nuovo.

Jessica Davis, certa della propria fedina penale integerrima, temendo le conseguenze dell’ errore , non ha esitato a rivolgersi ai media, e ha contattato ABCNews .

Le verifiche di ABC sono state condotte attraverso il database pubblico dei condannati per reati sessuali: nessuna Jessica Davis risultava essersi macchiata di questo tipo di crimine. Se non nello Utah, stato in cui la donna non ha mai vissuto.

Contattato da ABC, il CEO di Sentinel John Cardillo non ha potuto che allargare le braccia, parlare di ” circostanza sfortunata ” e riconoscere la “falla” del sistema. La Jessica Davis che vive nello Utah possiede un secondo nome ed è nata “solo” con due giorni e due anni di differenza rispetto alla Jessica Davis registrata su MySpace: l’algoritmo di Sentinel è addestrato a riconoscere e sventare questi piccoli mascheramenti.

Ma, nel frattempo, una persona che non rappresenta una minaccia per la comunità, né reale né online, potrebbe essere stata consegnata da MySpace alle autorità , classificata come criminale ad opera di un algoritmo poco preciso, al quale non è affiancato alcun controllo umano per raffinare i risultati. Un sistema grossolano , che affibbia ad ignari netizen stigmi da dover smentire ed etichette che in futuro si potrebbero trovare a dover giustificare.

È Kevin Poulsen, fra gli altri , a sottolineare questo aspetto della vicenda, nel suo blog su Wired. Lo stesso Poulsen, nei mesi scorsi, aveva tentato , con un migliaio di stringhe di codice e l’occhio umano, di confrontare i profili di MySpace con un database di criminali. È questa una procedura che non promette di individuare abbinamenti sempre esatti, né di assicurare alla legge criminali coperti da pseudonimi ma che, nel contempo, non rischia di alimentare con noncuranza una caccia alle streghe generalizzata quanto pericolosa.

Gaia Bottà

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28 05 2007
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