Prima sono arrivati i podcast generati dall’AI a partire dalle proprie fonti. Poi i video in stile cinematografico e le spiegazioni visive. Ora Google NotebookLM aggiunge un altro formato, i video verticali di un minuto, perfetti per TikTok, Reel e Short. È sufficiente caricare i documenti, indicare il tema e l’AI realizza un filmato con voce narrante e immagini generate che riassume la ricerca in pochi secondi.
L’esempio condiviso da Google racconta la fallimentare guerra dell’Australia contro gli emù, con illustrazioni AI in stile ritagli di carta e narrazione.
Doom scrolling but make it educational 🤓
Introducing Short Video Overviews in NotebookLM! Turn your most complex sources into 60-second, vertical videos that deep dive into any concept.
Rolling out now to Google AI Ultra and Pro subscribers on mobile & web (free users soon!) pic.twitter.com/vaOa4ELbw4
— NotebookLM (@NotebookLM) June 30, 2026
NotebookLM crea video brevi dalle vostre fonti, come funziona
Per creare un video breve, basta aprire NotebookLM sul web o nell’app, e selezionare un notebook. Nella colonna Studio a destra, scegliere “Video”, selezionare “Short”, e scegliere l’argomento su cui NotebookLM si deve concentrare o scriverne uno di proprio pugno. Infine, premere “Genera”. Il risultato è un video verticale di 60 secondi con immagini AI, narrazione e contenuto estratto dalle proprie fonti.
Disponibilità
Per ora la nuova funzione è solo in inglese. È disponibile per gli abbonati Google AI Ultra e Pro. Il supporto per gli utenti gratuiti è in arrivo.
Leggeremo ancora le fonti originali?
NotebookLM è diventato silenziosamente uno degli strumenti Google più interessanti. È una piattaforma che converte i contenuti, si dà in pasto documenti, ricerche, appunti, e li trasforma nel formato che si preferisce.
Il video da 60 secondi è il formato più condivisibile, è quello che finisce su Instagram, TikTok, Short di YouTube. Per chi studia, insegna o divulga, è uno strumento rapido per sintetizzare argomenti complessi. Ma c’è anche un possibile effetto collaterale: se il riassunto diventa il contenuto principale, il rischio è che le fonti originali vengano lette sempre meno (o per niente) e che l’AI finisca per sostituire, anziché affiancare, il lavoro di approfondimento.