Nuovi Atom, tutte le specifiche

Con il lancio di Moorestown, e del relativo SoC Z6xx, Intel lancia il guanto di sfida ad ARM. Ecco le caratteristiche della nuova piattaforma e le possibili strategie di Intel

Roma – Con circa un anno di ritardo rispetto ai piani iniziali, ieri Intel ha ufficialmente lanciato la prima piattaforma Atom, nome in codice Moorestown , espressamente indirizzata ai dispositivi mobili palmari: smartphone di fascia alta, MID, player multimediali portatili e tablet.

Intel Atom Z600 Al cuore della nuova piattaforma c’è un system-on-a-chip integrante una CPU Atom della nuova serie Z6xx ( Lincroft ), un motore per l’accelerazione grafica e uno per la codifica/decodifica video, oltre a un controller per memoria e display. Al SoC si affianca il Platform Controller Hub (PCH) MP20 ( Langwell ), che gestisce le interfacce di I/O (USB 2.0, USB OTG, porta host/device e HDMI) e include il supporto a due fotocamere (una con risoluzione VGA e una con risoluzione massima di 5 megapixel), all’accelerazione dell’audio, alla cifratura dei dati e agli SSD (sia di tipo SLC che MLC).

Il terzo componente della piattaforma Moorestown è il Mixed Signal IC ( Briertown ), o MSIC, il quale si occupa esclusivamente del power management. Per quanto riguarda invece la connettività wireless , Intel ha lavorato insieme a vari produttori, tra i quali ST-Ericsson e Marvell, per progettare moduli capaci di soddisfare un’ampia gamma di esigenze e di supportare WiFi, WiMAX, 3G, Bluetooth, GPS e TV mobile.

I processori Atom della serie Z6xx sono prodotti con una tecnologia di processo a 45 nanometri, hanno frequenze di clock comprese fra 1,5 e 1,9GHz , integrano 512 KB di cache L2 e supportano fino a 1GB di memoria LPDDR1 a 200MHz o fino a 2GB di memoria DDR2 a 400MHz. I nuovi Atom supportano poi la tecnologia Burst Performance , che consente al sistema di innalzare il clock della CPU in tempi rapidissimi, e quella Smart Idle , che spegne le parti inattive della CPU e del SoC. Queste due tecnologie, insieme ad altre implementate nel PCH e nel MSIC, contribuiscono a ridurre significativamente il consumo di energia di Moorestown . Rispetto alla piattaforma Atom di prima generazione ( Menlow ), Intel afferma che i nuovi chip forniscono una riduzione dei consumi di oltre 50 volte in idle, di 20 volte nell’elaborazione dell’audio, e di 2-3 volte in scenari d’utilizzo che prevedono la navigazione web e la riproduzione video. In soldoni, tutto ciò si dovrebbe tradurre in dispositivi capaci di fornire fino a 10 giorni di autonomia in stand by, 2 giorni in riproduzione audio e 4-5 ore in riproduzione video.

Intel Moorestown

I dati sui consumi vengono esaltati da quelli relativi alle performance , che secondo Intel sono da una volta e mezza a tre volte più elevati rispetto agli Atom “prima maniera”. Da mettere in conto inoltre i vantaggi prestazionali relativi a grafica (2x-4x) ed esecuzione di codice JavaScript (4x), e il supporto alla decodifica di video 1080p e codifica di video 720p. Gli esperti fanno poi notare che se Intel avesse adottato la sua ultima tecnologia di processo, quella a 32 nm, i miglioramenti in termini di performance e consumi sarebbero ancora più marcati.

Il fatto che i nuovi Atom si avvalgano ancora di un processo produttivo a 45 nm si spiega con il fatto che il progetto Moorestown è nato ben prima dell’avvento della tecnologia a 32 nm, la stessa impiegata da Intel sull’ultima generazione di CPU server, desktop e mobili. Del resto, come si è detto in precedenza, la nuova piattaforma di Intel avrebbe dovuto raggiungere il mercato quasi un anno fa, ma alcuni contrattempi tecnici e produttivi ne hanno fatto slittare il debutto ad oggi.

Il core grafico integrato in Lincroft è il GMA 600 , il quale ha un clock di 400MHz ed è in grado di supportare le specifiche OpenGL ES 2.0, Open GL 2.1 e OpenVG 1.1; di decodificare video HD in formato MPEG4 part 2, H.264, WMV e VC1; e di codificare MPEG4 part 2 e H.264.

Moorestown avrà il non facile compito di traghettare i processori Atom – e più in generale l’architettura x86 – in segmenti del mercato mobile da tempo dominati dalle architetture ARM. Questa piattaforma colma il vuoto lasciato dalla vendita della divisione Xscale , avvenuta quattro anni or sono . Basati sulla collaudata architettura ARM, i chip XScale di Intel si indirizzavano ad una grande varietà di dispositivi, dai PDA ai router, per passare attraverso i controlli industriali. Atom non ha ancora raggiunto una tale duttilità, ma si sta evolvendo molto in fretta, e Moorestown ne è la prova più concreta.

Rispetto a XScale, Atom è pienamente compatibile con il codice x86, e dunque con tutte le applicazioni e i sistemi operativi a 32bit che girano sui tradizionali PC: ciò rappresenta un grande vantaggio per gli sviluppatori di software, che potranno portare le proprie applicazioni desktop sui dispositivi mobili con pochissimo sforzo . Microsoft, ad esempio, potrebbe sviluppare Windows Mobile direttamente sulla stessa base di codice di Vista e dei suoi futuri sistemi operativi desktop. Pare che il big di Redmond si stia già muovendo in questa direzione con il suo progetto Manlo , che stando a quanto fin qui carpito dalla giornalista Mary-Jo Foley è focalizzato a rimpiazzare Windows Embedded Compact (ex Windows CE) con un sistema operativo basato su un kernel NT (lo stesso utilizzato su tutte le versioni server di Windows e su tutte le versioni desktop a partire dalla 2000). Se questo intento verrà confermato, potrebbe non essere un caso che BigM abbia avviato un tale progetto proprio in concomitanza con l’avvento di Atom e l’ingresso delle architetture x86 – le uniche oggi supportate, a parte IA-64, dal kernel NT – nel settore smartphone.

Ma lo storico duo Wintel è oggi assai meno coeso rispetto a quanto fosse un tempo. Per spianare la strada ai suoi chip nel fertile mercato dei device mobili, Intel non ha alcuna intenzione di aspettare i comodi della sua vecchia partner: il gigante californiano ha già infatti implicitamente decretato MeeGo come sistema operativo d’elezione per Moorestown . Questo giovane OS open source, nato dalla recente unione tra Moblin e Maemo, sembra avere tutte le carte in regola per rivendicare una fetta del mercato mobile. Dal momento però che MeeGo è una piattaforma ancora in divenire, e assai poco collaudata, BigI ha già provveduto a realizzare un port di Android per Atom già ottimizzato per Moorestown.

Lo scontro-incontro delle attuali forze in gioco – Intel, Microsoft, ARM, Google e altri protagonisti del settore – potrebbe generare onde d’urto tali da rimodellare l’intero panorama dei dispositivi mobili e, forse, dell’intero personal computing.

Alessandro Del Rosso

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  • marinela irimia scrive:
    machina della verita
    se e possibile vorei che mi aiutate a fare un test con la machina della verita. e in giocco la mia credibilita davanti alle persone che gli voglio bene. grazie infinite!
  • luca vatiero scrive:
    test
    sono bello?
  • luca vatiero scrive:
    test
    troppo bella
  • LOGIT scrive:
    la fMRI non è in grado di fare questo...
    Uso una risonanza magnetica funzionale (fMRI) per ricerca da 10 anni negli US e conosco con buon dettaglio cosa questa macchina può e cosa non può fare; I principali problemi sono:1) non è ancora sviluppata una statistica che permetta di giungere a risultati significativi su sogetto singolo.2) La significatività dei risultati è strettamente connessa al disegno sperimentale adottato, quindi non può essere utilizzta nel corso di un interrogatorio3) Non vi è nessuno studio che abbia identificato con chiarezza di metodi "l'area cerebrale della menzogna"
  • ephestione scrive:
    Prigione perché colpevole dal 76 al 90%
    Almeno non abbiamo ancora invertito il procedimento giudiziale attuale e non siamo arrivati a minority report, ma stabilire un'accusa su un dato che ha tra 10 ed il 24% di probabilità di essere sbagliato...
    • Anonimo scrive:
      Re: Prigione perché colpevole dal 76 al 90%
      ma non andrebbe bene neanche se il margine d'errore fosse dell'1%!perché c'è sempre la possibilità che tu capiti proprio in quell'1%, e non è una bella cosa.Comunque, mi pare che non sia sufficiente una sola, singola prova (anche se schiacciante) per emanare una condanna. Ci vogliono più prove possibili, il maggior numero d'indizi, ipotesi e moventi, etc. Il tutto poi deve intrecciarsi insieme (senza stonare dal punto di vista logico) e dare un quadro generale accurato della situazione. IMHO.
      • corwyn scrive:
        Re: Prigione perché colpevole dal 76 al 90%
        Ahahahahahaattualmente in Italia (e non solo per la verità) si rovina la vita alla gente con un dato 'scientifico' con variabilità fino al 30% circa.mai sentito parlare del 'fattore di conversione' dell' etilometro?Ha un valore fisso stabilito per legge di 2300 ma è un dato biologico che può variare tra individui e anche nello stesso individuo in base al momento tra i valori di 1300 e 3300.Mi pare che già da tempo quindi ci si basi sulla presunzione di colpevolezza, almeno quando fa comodo per fare cassa, quando si tratta di crimini molto più gravi invece: garantismo oltre ogni limite mi raccomando!Ormai ho perso fiducia da tempo nel sistema... :( - Scritto da: Anonimo
        ma non andrebbe bene neanche se il margine
        d'errore fosse
        dell'1%!
        perché c'è sempre la possibilità che tu capiti
        proprio in quell'1%, e non è una bella
        cosa.
        Comunque, mi pare che non sia sufficiente una
        sola, singola prova (anche se schiacciante) per
        emanare una condanna. Ci vogliono più prove
        possibili, il maggior numero d'indizi, ipotesi e
        moventi, etc. Il tutto poi deve intrecciarsi
        insieme (senza stonare dal punto di vista logico)
        e dare un quadro generale accurato della
        situazione.
        IMHO.
        • Anonimo scrive:
          Re: Prigione perché colpevole dal 76 al 90%
          ma infatti ho detto "IMHO" mica per niente...il mio intervento era più che altro un'utopia di come dovrebbero andare le cose, per poter affermare di voler garantire "giustizia", il procedimento che ho espresso mi sembra il 'minimo'. poi vabbeh, alla fine si sa sempre come va a finire in realtà... :(
      • ... scrive:
        Re: Prigione perché colpevole dal 76 al 90%
        tu vedi troppo csi...nella realtà funziona che il giudice di turno se ne sbatte altamente di quello che succederà, manda in galera uno in base alle sue simpatie per l'avvocato che l'ha difeso, per l'accusa, ecc...più spesso l'avvocato della difesa tenta di costruirsi un nome portando avanti per anni processi inutili, solo per farsi pubblicitàpoi il giudice assegnato ad un proXXXXX cambia sempre ogni 3-4 mesi, col risultato che il giudice che arriva dopo decide di rimandare l'udienza perché deve studiare il caso, nel frattempo gli viene proposto un nuovo luogo di lavoro e viene trasferito, ne arriva un altro e si ripete tuttofinchè alla fine uno dei vari giudici non si stanca e decide di dichiarare qualcuno colpevole o innocente in base al ritorno immagine che ne ottieneesempi pratici che mi vengono in mente:causa di separazione per decidere l'affidamento dei figli, nel 99% dei casi il giudice se è una donna li affiderà alla madre, se è un uomo li affiderà alla madre comunque per fare bella impressione, nel 100% dei casi il marito sarà comunque costretto a pagare gli alimenti per il resto della sua vita, anche se la moglie è andata a letto con 47 mandingo, la colpa sarà sempre del marito, così giudice e avvocato dell'accusa fanno bella figura e si costruiscono la carrieravolete un consiglio? state lontano dai tribunali, a me è bastato andarci 1 volta per un banale caso assicurativo, se avete problemi risolveteli "alla vecchia maniera"
      • ninjaverde scrive:
        Re: Prigione perché colpevole dal 76 al 90%
        - Scritto da: Anonimo
        ma non andrebbe bene neanche se il margine
        d'errore fosse
        dell'1%!
        perché c'è sempre la possibilità che tu capiti
        proprio in quell'1%, e non è una bella
        cosa.
        Comunque, mi pare che non sia sufficiente una
        sola, singola prova (anche se schiacciante) per
        emanare una condanna. Ci vogliono più prove
        possibili, il maggior numero d'indizi, ipotesi e
        moventi, etc. Il tutto poi deve intrecciarsi
        insieme (senza stonare dal punto di vista logico)
        e dare un quadro generale accurato della
        situazione.
        IMHO.In Italia bastano 3 indizi.Ossia 3=1provaO anche (similmente) tre mele equivalgono ad una zucca. oppure tre zucche equivalgono ad una capra, tre veline ad un elefante ecc...E con questo pricipio si è arrivati a delle condanne (processi anche famosi).
      • franco bocche scrive:
        Re: Prigione perché colpevole dal 76 al 90%
        tieni conto che neanche il test del dna è sicuro....
      • Funz scrive:
        Re: Prigione perché colpevole dal 76 al 90%
        - Scritto da: Anonimo
        ma non andrebbe bene neanche se il margine
        d'errore fosse
        dell'1%!
        perché c'è sempre la possibilità che tu capiti
        proprio in quell'1%, e non è una bella
        cosa.Sarebbe pure peggio, perchè tenderebbero a considerarla "infallibile", quindi considerare il suo risultato come "prova indiscutibile". Se si sa che l'affidabilità è al 70%, almeno, chi è vittima di un errore ha speranza di vederlo riconosciuto.
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