Dando seguito a quanto annunciato nel mese di settembre, NVIDIA ha acquisito quote di Intel per un totale pari a 5 miliardi di dollari, allungando le mani su un totale pari a 214,7 milioni di azioni (al prezzo stabilito in 23,28 dollari). La conferma è giunta con un documento depositato oggi presso la Securities and Exchange Commission statunitense.
5 miliardi di azioni Intel nelle mani di NVIDIA
La stretta di mano fa parte di un rapporto più ampio e di prospettiva che lega le due aziende, finalizzato alla realizzazione di componenti hardware da destinare ai data center e alla produzione di chip per il mercato PC. Il primo ambito, in particolare, è lo stesso che nell’ultimi bimestre ha innescato la crisi di RAM e SSD, facendo razzìa delle unità in circolazione.
Intel metterà a disposizione le fabbriche già in suo possesso e operative, mentre NVIDIA può contare su un portfolio evoluto di soluzioni AI da destinare ai settori più disparati, da quello consumer al mondo enterprise. Il via libera all’accordo ha richiesto una valutazione preventiva da parte dell’autorità antitrust Federal Trade Commission.
All’epoca dell’annuncio, poco più di tre mesi fa, l’investimento non fu accolto con favore da tutti, per diverse ragioni. Anzitutto per la rivalità storica tra le due aziende, andata avanti per decenni e non priva di tensioni anche sul fronte legale. Poi per il possibile coinvolgimento dell’amministrazione Trump, subito smentita dai diretti interessati.
AMD è osservatore interessato
Ai due capi della transazione ci sono da una parte la società che oggi vanta il più grande valore di capitalizzazione al mondo, NVIDIA (la prima a raggiungere i 5.000 miliardi di dollari), è dall’altra quella che invece non sta affrontando il più sereno dei periodi (per usare un eufemismo). Un osservatore esterno certamente interessato è AMD, che rischia di così veder rafforzare un concorrente diretto.