OpenAI aggiorna privacy policy per adeguarsi al GDPR europeo

OpenAI aggiorna privacy policy per adeguarsi al GDPR europeo

OpenAI si affretta a modificare i termini e le condizioni per ChatGPT per adeguarsi al Regolamento generale sulla protezione dei dati UE.
OpenAI aggiorna privacy policy per adeguarsi al GDPR europeo
OpenAI si affretta a modificare i termini e le condizioni per ChatGPT per adeguarsi al Regolamento generale sulla protezione dei dati UE.

Mentre gran parte del mondo festeggiava l’arrivo del nuovo anno, il team di OpenAI si è rimboccato le maniche e si è rimesso all’opera nei primi giorni del 2024. Secondo i rumors, infatti, l’azienda dietro ChatGPT sta lavorando in modo serrato per ridurre i rischi normativi in Europa, dopo essere finita sotto la lente d’ingrandimento per presunte violazioni della privacy.

È questo il motivo principale per cui l’azienda è tornata subito operativa nel 2024, con l’intento di apportare modifiche ai propri termini e condizioni di servizio per adeguarsi al GDPR, il regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali.

OpenAI nel mirino in Europa per la gestione della privacy

ChatGPT, il popolare chatbot di OpenAI, è finito sotto accusa in Europa per un presunto impatto negativo sulla privacy degli utenti. Sono in corso indagini da parte delle autorità sulla modalità di elaborazione e produzione dei dati da parte dell’intelligenza artificiale, ritenuta non conforme al GDPR.

La situazione è diventata critica quando l’Italia ha sospeso temporaneamente ChatGPT, in attesa che OpenAI apportasse modifiche per fornire agli utenti un maggiore controllo sui loro dati personali. L’azienda è quindi chiamata a intervenire rapidamente per adeguarsi alle normative europee sulla protezione dei dati ed evitare ulteriori conseguenze.

OpenAI apporta modifiche alla privacy policy per adeguarsi al GDPR

OpenAI sta inviando comunicazioni su come ha aggiornato la propria policy privacy per ChatGPT, in risposta alle preoccupazioni sollevate in Europa sulla protezione dei dati. L’azienda ha indicato la filiale di Dublino come entità responsabile per la regolamentazione dei dati degli utenti nell’area economica europea e in Svizzera, a partire dal prossimo mese.

Con il nuovo regolamento GDPR, la supervisione della privacy avverrà tramite un singolo organismo di controllo nell’UE. Gli altri enti dovranno rivolgersi ad esso per qualsiasi reclamo, limitando la propria possibilità d’intervento. Agli utenti che non accettano le modifiche viene consigliato di eliminare il proprio account OpenAI. L’azienda cerca così di allinearsi rapidamente alle normative europee ed evitare ulteriori conseguenze.

OpenAI rafforza la presenza in Irlanda per conformarsi al GDPR

OpenAI ha aperto nel 2022 un ufficio a Dublino e assunto personale in ruoli legali e privacy, principalmente per gestire la conformità al GDPR. Nonostante ciò, la maggior parte del personale risiede ancora negli Stati Uniti. Le autorità locali manterranno i poteri d’intervento urgente in caso di rischi. La nuova informativa privacy di OpenAI fornisce più dettagli sulle basi giuridiche per il trattamento dei dati, come l’interesse legittimo per sviluppare l’IA a beneficio della società.

L’azienda sostiene di utilizzare i dati senza consenso per motivazioni etiche e non di profitto, al fine di giustificarsi di fronte ai regolatori europei. Il rafforzamento in Irlanda mira ad allinearsi agli standard GDPR, data la stretta supervisione in Europa sull’impatto sulla privacy.

Le sfide per conformarsi al GDPR

La conformità di OpenAI al regolamento europeo sulla protezione dei dati è un tema complesso, ben presente ai regolatori del GDPR. L’Italia è stata particolarmente critica su come attuare efficacemente la tutela della privacy nell’intelligenza artificiale. Il trasferimento della sede legale in Irlanda non si applica agli utenti nel Regno Unito, esclusi dal GDPR dopo la Brexit.

Sarà interessante vedere l’impatto delle modifiche ai termini di servizio di OpenAI sul rischio normativo nell’UE. L’azienda è sotto esame per garantire che l’utilizzo dell’AI rispetti gli standard europei di protezione dei dati personali. Una sfida non facile, considerate le perplessità sollevate finora.

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Pubblicato il 4 gen 2024
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