Il paradosso del controllo dell'età sui siti porno

Il paradosso del controllo dell'età sui siti porno

Pornhub sostiene che la verifica dell'età introdotta nel Regno Unito abbia spinto gli utenti verso siti porno meno sicuri e non conformi.
Il paradosso del controllo dell'età sui siti porno
Pornhub sostiene che la verifica dell'età introdotta nel Regno Unito abbia spinto gli utenti verso siti porno meno sicuri e non conformi.

Del fatto che l’obbligo di verifica dell’età per l’accesso ai siti porno potesse alla lunga rivelarsi poco efficace abbiamo scritto in tempi non sospetti. Ad avvalorare la nostra tesi, ora, c’è anche un big del settore: Pornhub. Il portale, forse il più celebre della categoria, ha fatto sapere che la conseguenza diretta di quanto imposto lo scorso anno nel Regno Unito con l’introduzione dell’Online Safety Act è che ora gli utenti navigano sulle alternative che non rispettano la legge.

L’age check sul porno ha fallito in UK

In UK, digitando free porn su un motore di ricerca, ora i siti che non hanno implementato un age gate conforme alla normativa occupano mediamente sette delle prime dieci posizioni. È un circolo vizioso: chi è alla ricerca di contenuti XXX li visita più spesso, premiandoli in termini di indicizzazione, di conseguenza finiscono più frequentemente in cima alle pagine dei risultati e questo aumenta il loro traffico.

Il problema non è solo legato al danno economico per chi, come Aylo (che, tra gli altri, controlla proprio Pornhub), ha iniziato a rispettare la legge. Lo è anche per gli utenti e in particolar modo per i minori, che finiscono per accedere liberamente a portali che non verificano l’età e, in alcune occasioni, non effettuano un controllo sulla tipologia di video caricati, con tutti i rischi del caso.

C’è poi la questione legata alle VPN, che il legislatore tende a non sfiorare nemmeno, perché consapevole di poter fare ben poco. Dall’introduzione dell’obbligo nel Regno Unito, l’uso di questi strumenti è quasi raddoppiato (fonte Ofcom).

I vertici di Pornhub hanno scritto a centinaia di parlamentari britannici chiedendo loro di riconoscere che la norma ha fallito, che l’obiettivo di proteggere i minori non è stato raggiunto. Anzi, la sua introduzione li sta spingendo verso pagine meno sicure.

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Pubblicato il
20 ago 2026
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