Con un annuncio un po’ in sordina, la scorsa settimana Microsoft ha fatto sapere che, anche attraverso l’accesso gratuito al programma ESU (Extended Security Updates) dedicato a Windows 10, sarà possibile ricevere aggiornamenti di sicurezza fino al 12 ottobre 2027. È certamente una buona notizia per gli utenti fermi alla vecchia versione del sistema operativo, ma cosa significa per la software house? E perché è stata presa questa decisione?
Perché Microsoft continua ad aggiornare Windows 10?
Il supporto ufficiale a W10 è terminato il 14 ottobre 2025. Da lì in poi, il gruppo di Redmond avrebbe voluto vedere milioni e milioni di utenti passare al successore Windows 11. Così è stato, ma solo in parte. Qualcuno non ha potuto effettuare l’upgrade per ragioni legate ai requisiti hardware da soddisfare, altri sono stati bloccati dall’obbligo di dover fare i conti con le tante funzionalità AI incluse a forza nella piattaforma (Copilot su tutte). Altri ancora hanno scelto di passare a una distribuzione Linux.
E poi ci sono i numeri. Secondo l’analisi di StatCounter, a fine maggio il 26,21% dei PC con installato il sistema operativo faceva girare Windows 10, più di uno su quattro. La percentuale è in calo (un anno fa era il 53,19%), ma non così rapidamente come sperato da Microsoft. Nello stesso periodo, W11 è cresciuto dal 43,22% al 71,84%.

Per la software house, assicurare un altro anno di aggiornamenti per la sicurezza significa non lasciare tutti questi utenti esposti a vulnerabilità e attacchi. Sa bene che le conseguenze potrebbero essere disastrose. Questi update non includono alcuna nuova funzionalità.
Come effettuare l’accesso al programma ESU
Ricordiamo che per l’accesso gratuito al programma Extended Security Updates è sufficiente sincronizzare il proprio PC con un account Microsoft e seguire le istruzioni mostrate dall’utility Windows Update. Altrimenti, in alternativa c’è la formula a pagamento offerta al prezzo di 31,99 euro su base annuale.