Petizioni a rischio privacy?

Lo teme chi ha notato la dichiarazione sulla privacy del sito Firmiamo.it, sul quale sono state raccolte migliaia di firme legate a numerose diverse petizioni online. Il sito risponde a PI: non c'è da preoccuparsi

Roma – Da una decina di giorni o poco più, da quando ha ospitato una petizione che ha goduto di una certa copertura mediatica, qualcuno ha iniziato a storcere il naso su Firmiamo.it , sito dedicato all'”hosting” di petizioni e raccolta firme online, sulla scia di quanto già prodotto da siti noti come petitions online . Il motivo? Le politiche del sito sul trattamento dei dati di chi firma una petizione. E ieri un messaggio circolato in rete sollevava nuova attenzione sulla policy relativa alla privacy del sito italiano. Il timore di qualcuno è che chi firma una petizione, lasciando i propri dati, possa non essere consapevole del modo in cui si dichiara che verranno trattati. Ma è davvero così?

Nella policy si afferma, tra le altre cose, che l’utente autorizza “al trattamento dei miei dati per ricevere informazioni promozionali mediante posta, telefono, posta elettronica, sms, mms, effettuare analisi statistiche, sondaggi d’opinione da parte di società esterne” (…) “L’utente riconosce a Speakage Srl e/o a società ad essa collegate e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare la firma e il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi a quanto inviato. Pertanto con l’invio dei testi e delle informazioni, l’utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi a quanto scritto (…)”.

Va detto che le clausole potenzialmente più controverse della policy, come quella sull’uso dei dati per le informazioni pubblicitarie, sono ripetute ulteriormente sotto la policy stessa, e all’utente viene richiesto esplicitamente di contrassegnarle e, se non lo fa, un avvertimento chiarisce che per usare il servizio è necessario accettare la policy:

“DEVI CLICCARE SU ACCETTO IN ENTRAMBE LE CLAUSOLE SE VUOI POTER FIRMARE. Il decreto legge d.lgs. n. 196/2003 prevede che tu debba dare il consenso al trattamento dati per le finalità e con le modalità indicate nell’impegno di riservatezza. Se non accetti le clausole non potremo archiviare i tuoi dati e perciò non potremo accettare la tua firma in quanto contiene i tuoi dati personali che non ci autorizzi a trattare ed archiviare”

Punto Informatico ha girato le perplessità emerse in rete ai gestori del servizio, che intendono rassicurare gli utenti.

Da Marco di Firmiamo.it è infatti giunta questa risposta: “Siamo in fase di startup e l’avvocato che ci segue per l’Italia ci ha consigliato un disclaimer così ampio per evitare di avere problemi in futuro in quanto presto i petizionieri potranno comunicare con i propri firmatari attraverso il sito e potrebbero inviare qualunque tipo di materiale. Non abbiamo intenzione di inviare alcun tipo di pubblicità, è solo un modo per tutelarci ed evitare problemi in futuro. Abbiamo aperto da poco e abbiamo inserito quel disclaimer per tutelarci (e tutelare) provvisoriamente, presto lo rivedremo alla luce delle reali esigenze di un sito come questo”.

È naturalmente legittimo chiedere al sito, come dicono di voler fare alcuni, di cambiare la propria policy. Forse lo strumento più adatto potrebbe essere proprio una petizione. Il punto sarà decidere, semmai, su quale hoster aprirla.

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  • V-DAY scrive:
    USO DI FORZE DELL'ORDINE....
    per fini PRIVATI!!!!!La GDF piuttosto dovrebbe scovare I PROPRIETARI CHE AFFITTANO APPARTAMENTI IN NERO E CHE SONO GROSSI EVASORI DI MIGLIAIA DI EURO!!!!!Non i senegalesi che magari si guadagnano il pane e che diversamente ANDREBBERO A RUBARE in casa di poveracci innocenti!!!BASTA!!!
    • tom rosati scrive:
      Re: USO DI FORZE DELL'ORDINE....
      scusami.... sono un agente GDF impegnato tutti i santi giorni in un luogo della nostra amata Italia;vorrei dirti, dall'alto della mia ignoranza sul fatto che sia domenica, Pasqua, Natale o ferragosto(dovuto all'impegno del lavoro su turni che non conosce il calendario come i comuni mortali), che a noi non lasciano decidere cosa sia meglio; riceviamo degli ordini, e li dobbiamo eseguire, essendo essi legittimi e cio' a prescindere dalle personali convinzioni.Anche a me sembrerebbe piu' utile e spratutto sensato dare la caccia ad es, ai medici o agli Avvocati, o ai Notai, di cui il nostro Parlamento e' pieno, al contrario degli impiegati operai ed artigiani che latitano sensibilmente.....(a buon intenditor....)Ma se cio' non bastasse, mi chiedo se conosci la procedura attuata in italia per i soggetti clandestini...........se tu la conoscessi, avresti gia' dato una risposta ai tuoi dubbi....Ne prendi unom ed una pattuglia di tre uomini e' out per circa 36 ore se va bene ; senza straordinari (lavoriamo per la dedizione al servizio), ne cibo (arrangiati!!!), ne supporto logistico di vario genere.Quindi capisci che e' solo un altro dei loro escamotage atti a confondere le ideee ed a distogliere l'attenzione dai temi piu' scottanti ed attuali,!!!tanto non costa nulla!!!! le forze di Polizia sono gia' sovrapagate (ehehehehehhehehe MAGARI), quindi famole lavora'!!!!!!
  • rotfl scrive:
    ROTFL
    "che sempre più assurgono ad un ruolo pregnante nella moderna economia dell'intelligenza"MA ROTFL! (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
  • radafanas scrive:
    Avranno mangiato bene?
    chissa' che razza di buffet che c'era alla conferenza, sono proprio curioso di conoscere il menu'.. per il resto, tempo perso!!
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