Pezzotto e IPTV Special, sanzioni per oltre 500 mila euro

Pezzotto e IPTV Special, sanzioni per oltre 500 mila euro

Un'operazione della Guardia di Finanza ha portato alla sanzione di decine di reseller di canali pirata, ma ora si cercheranno anche i 65 mila utenti.
Un'operazione della Guardia di Finanza ha portato alla sanzione di decine di reseller di canali pirata, ma ora si cercheranno anche i 65 mila utenti.

Secondo quanto comunicato dalla FAPAV (Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali), il finale dell'indagine “IPTV Special” del Nucleo di Polizia Economica-Finanziaria della Guardia di Finanza di Venezia aggiunge molta sostanza alla battaglia in corso contro la pirateria audiovisiva. La guerra al “pezzotto“, infatti, non può sortire risultati apprezzabili se a monte di tutto non si ha la possibilità di porre in essere azioni coercitive nei confronti degli utenti, la cui diminuzione renderebbe il rapporto guadagno/rischio molto meno favorevole da parte dei distributori di canali illegali di diffusione dei contenuti.

IPTV Special

L'operazione aveva fatto emergere un giro di abbonamenti pirata coinvolgente ben 65 mila utenti, con un giro d'affari da oltre 1 milione di euro:

I Finanzieri di Venezia, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Teramo, avevano infatti individuato una struttura operativa articolata su tre livelli: il primo, più tecnico, era costituito da chi decriptava il segnale delle pay tv e curava gli aspetti economico finanziari del sistema criminale; il secondo formato dai “reseller”, cioè da quei clienti che facendo il salto di qualità, si trasformavano in piccoli imprenditori vendendo gli abbonamenti pirata; il terzo composto dai 65.000 clienti finali che, con una spesa molto contenuta, usufruivano dei servizi televisivi offerti dalle principali piattaforme digitali.

Al termine della fase investigativa, si è arrivati alla sanzione dei reseller per oltre 500 mila euro (10 mila euro cadauno, alcuni già in fase di pagamento). Ora però si va avanti e la seconda fase è relativa proprio a quei 65 mila utenti, nel tentativo di individuare e dimostrare singole responsabilità: quest'ultimo passaggio sarebbe decisivo per cambiare marcia nella lotta alla pirateria e consentire così ai servizi streaming (DAZN, Netflix, Disney+ o altri) e satellitare (Sky) di poter offrire i propri servizi al riparo da problemi di concorrenza indebita di canali non autorizzati.

Fonte: FAPAV
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06 12 2021
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