PI Test/ Oculus Touch

Grazie al nuovo controller, anche Oculus Rift consente finalmente di poter toccare la realtà virtuale. Questo visore VR sarà in grado di battere la concorrenza?

Chi vuole vivere alla grande l’esperienza della realtà virtuale, oltre ad un PC potente, necessita di un ottimo paio di occhiali VR. Il mercato è attualmente capeggiato da HTC Vive, Sony Playstation VR e Oculus Rift. Fino ad oggi, l’Oculus Rift presentava però uno svantaggio: i giochi potevano essere gestiti solo attraverso un gamepad tradizionale e solo i movimenti della testa venivano trasferiti nella realtà virtuale. Con i nuovi controller Touch (199 euro) la situazione è cambiata: anche i giocatori che utilizzano il visore Oculus potranno d’ora in poi spostarsi a piacere nella stanza e afferrare con le mani gli oggetti virtuali. Il test svela se Oculus Rift offre ad oggi il migliore sistema per la realtà virtuale.

Stringere il pugno virtualmente
A prima vista, l’aspetto dei controller Touch ricorda un gamepad diviso a metà. I tasti sono però disposti diversamente, per simulare i vari movimenti della mano.
I tasti offrono un confortevole punto di pressione e sono comodi da raggiungere con il pollice, l’indice e il dito medio. Nel gioco, il tasto per il dito medio consente di imitare il pugno, permettendo così la presa.
Salta subito all’occhio l’anello in plastica che abbellisce il controller. I sensori a infrarossi integrati nel dispositivo consentono di determinare la posizione precisa nella stanza, mentre la videocamera inclusa nella dotazione rileva il segnale ed invia i dati al PC.


Il controller si adatta sia al palmo della mano sinistra che al palmo della mano destra e si posiziona bene tra le dita. Per mani grandi le impugnature si rivelano però un po’ troppo corte e manca una superficie di appoggio per fare riposare le mani. A proposito di pause: per fare riposare le mani stanche dovrete sempre stringere bene le fascette di supporto del controller. Questo perché dopo faticose sessioni di gioco in VR la superficie liscia del controller diventa scivolosa.

Sudare anziché stare seduti
L’uso contemporaneo di occhiali, videocamera e controller, consente al giocatore di muoversi con tutto il corpo nel “vero” ambiente di gioco. A seconda del tipo di videogame, i vostri movimenti verranno trasmessi a maghi, sportivi o artisti. Con il sistema Oculus Rift, la superficie di gioco di 1,5 x 1,5 metri, è purtroppo limitata. L’HTC Vive, ad esempio, offre un’area di gioco grande più del doppio. La configurazione del Vive richiede però un tempo nettamente più lungo rispetto al Rift, che consente di entrare in azione in pochi minuti.


Comodissimo da gestire
Nelle prove, l’esperienza immersiva con l’Oculus Rift è stata convincente: l’immediato trasferimento dei movimenti ha consentito di eseguire gesti con la mano di precisione millimetrica. Manovre decisamente più precise rispetto a quanto offerto dal voluminoso controller dei Vive e nettamente migliori di quelle consentite dai controller Move in dotazione alla Playstation VR. Con i controller Touch di Oculus i tester, dopo breve tempo, non hanno più avuto la sensazione di tenere in mano un dispositivo per impartire comandi, ma hanno veramente vissuto l’esperienza di avere in mano un’arma o di lanciare palle di fuoco.

In conclusione…
All’inizio i tester erano un po’ scettici, ma la precisione del controller di Rift è tale da poter stabilire nuovi parametri di riferimento per l’intero settore VR. La intenzioni di Oculus si sono quindi realizzate: con i nuovi Touch Controller l’esperienza di gioco risulta ancora più convincente. Grazie ai migliori risultati ottenuti rispetto ai visori concorrenti, relativamente alla libertà di movimento, alla precisione e alla configurazione, Rift si rivela attualmente il sistema VR migliore. Il nuovo controller rende però più costoso di 200 euro il già dispendioso acquisto del visore VR.

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  • iRoby scrive:
    Non è malaccio
    Non è malaccio come macchina.Originale, interessante che lo schermo ruotando sull'asse centrale vada a posizionarsi sulla tastiera invece che sotto al corpo.Un po' caretto, ma se scendesse forse ne venderebbero molti.
    • ZLoneW scrive:
      Re: Non è malaccio
      Il problema grosso, amio avviso, è la scelta di usare come memoria di massa due SSD in RAID0, dimezzando il MTBF e raddoppiando il rischio di guasti: se si rompe uno solo dei dischi, è perso l'intero contenuto.Se avessero montato un solo SSD da 250 GB, sarebbe rimasto un secondo slot libero per permettere all'utente di aggiungere un secondo disco, magari in RAID1...
      • iRoby scrive:
        Re: Non è malaccio
        È vero ma non è un server.E poi l'utente esperto ne potrà fare ciò che vuole della configurazione dei dischi.
        • ZLoneW scrive:
          Re: Non è malaccio
          Vero, non è un server: è un dispositivo mobile, molto più stressato di un apparato che vive tranquillo in un CED, immobile e a temperatura controllata... :)
      • Sg@bbio scrive:
        Re: Non è malaccio
        Se ci sono unità m2 con tagli inferiori disponibili.
        • ZLoneW scrive:
          Re: Non è malaccio
          Forse intendevi "superiori"? In questo caso, certo che sì, ne ho comprato io uno da 250 GB di recente, e costa meno di due unità più piccole, naturalmente, quindi non è manco questione di costi.Evidentemente avevano una eccedenza di magazzino...
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