Viviamo tempi strani, nei quali si immagina il futuro di Gaza con l’AI e la guerra diventa un videogioco. In entrambi i casi c’è lo zampino di Donald Trump, uno che avrebbe già un pezzo dovuto insegnarci che nulla è impossibile, che non c’è niente da dare per scontato, nemmeno che un presidente USA si autoritragga come Gesù. Invece, tendiamo ostinatamente a stupirci, anche quando via social chiede un ordine restrittivo per la quarta carica dello Stato.
Trump e Meloni: c’eravamo tanto amati
È esattamente quanto accaduto nella tarda serata di ieri, quando sulla sua piattaforma Truth, il tycoon ha pubblicato il meme visibile qui sotto. La protagonista è Giorgia Meloni, fotografata mentre lo guarda con occhi ammirati, diciamo così. Ad accompagnare l’immagine la scritta È necessario un ordine restrittivo
.

I rapporti tra i due sono incrinati da qualche tempo, da quando Trump ritiene che l’Italia non si sia schierata apertamente al suo fianco nella gestione della guerra in Medio Oriente. Sembrano un lontano ricordo i tempi di quel bellissima
rivolto alla premier dal palco presidenziale, eppure è passato meno di un anno.
Di recente, un botta e risposta (naturalmente sempre via social) in cui prima il presidente USA ha raccontato di aver concesso una foto a Meloni dopo essere stato supplicato e poi la premier ha risposto in modo piccato su Facebook. Oggi i rapporti della diplomazia internazionale non si costruiscono o lacerano più nelle stanze dei bottoni, in modo segreto e silenzioso, ma sulle bacheche delle piattaforme, con post che hanno il doppio obiettivo di affermare una presa di posizione e di consolidare il consenso dei follower.
Viviamo tempi strani, dicevamo. E allora non c’è da stupirsi se per trovare qualcosa in grado di compattare gli esponenti di maggioranza e opposizione occorra un ignobile bullo da quattro soldi
, così Carlo Calenda ha dipinto Trump dopo la sua ultima uscita. Ovviamente tramite social, ma forse a questo punto specificarlo è ridondante.