PosteMobile: tutti i clienti sono su rete TIM, migrazione completata

PosteMobile: tutti i clienti sono su rete TIM, migrazione completata

Poste Italiane conferma di aver completato la migrazione: tutte le utenze PosteMobile sono ora gestite sulle infrastrutture della rete TIM.
PosteMobile: tutti i clienti sono su rete TIM, migrazione completata
Poste Italiane conferma di aver completato la migrazione: tutte le utenze PosteMobile sono ora gestite sulle infrastrutture della rete TIM.

Detto, fatto: Poste Italiane ha confermato che la migrazione alla rete TIM degli utenti PosteMobile è stata completata nel mese di aprile. L’annuncio era giunto la scorsa estate, facendo riferimento a un passaggio graduale e prevedendone la conclusione nel corso del 2026. Le tempistiche sono state rispettate.

Tutti i clienti PosteMobile sono su rete TIM

Vale a dire che oggi tutti i clienti dell’operatore virtuale sono collegati all’infrastruttura di rete controllata da TIM (e non più a quella di Vodafone), senza alcuna variazione contrattuale o tariffaria. Non cambia il gestore, che rimane PostePay. E lo stesso vale per le modalità di ricarica, le stesse di sempre.

Dal comunicato del gruppo si apprende inoltre che i ricavi generati sono sostanzialmente invariati rispetto allo scorso anno.

I ricavi da servizi Telco sono rimasti stabili a 82 milioni di euro, -0,2% anno su anno, grazie a una solida acquisizione della clientela e alla migrazione verso l’infrastruttura della rete
mobile TIM, completata ad aprile.

TIM rimane il grande obiettivo di Poste

E a proposito di telco, Poste Italiane ribadisce la volontà di acquisire TIM, ritenendola una strategia coerente con il proprio modello di business e finalizzata a supportare gli investimenti digitali e accelerare le iniziative strategiche volte a sostenere la crescita. Queste le parole dell’amministratore delegato Matteo Del Fante.

La combinazione delle attività di Poste Italiane in ambito telecomunicazioni con il segmento consumer di TIM creerà l’operatore mobile numero uno in Italia, dando avvio alla prossima fase del consolidamento domestico nel settore delle telecomunicazioni.

Ricordiamo che l’offerta (OPAS, offerta pubblica di acquisto e scambio) messa sul tavolo ammonta a 10,8 miliardi di euro. Il gruppo è già il principale azionista dell’operatore, detenendone oltre il 27% della quota. Per l’eventuale esito positivo serviranno inevitabilmente i via libera delle autorità. In ogni caso, il marchio TIM rimarrà in circolazione e manterrà la sua autonomia.

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Pubblicato il
7 mag 2026
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