Privacy Shield, le intenzioni non bastano

Senza un testo, con delle promesse di assicurazioni scritte ancora da formulare e ancora da incardinare su uno scheletro di principi, i garanti europei non hanno appigli per agire. E concedono un altro mese di tempo

Roma – Le autorità europee, a ridosso della scadenza del termine fissato, si sono rimangiate la comunicazione con cui si dolevano del ritardo e hanno annunciato il raggiungimento di un accordo con le controparti statunitensi: denominato EU-US Privacy Shield, è volto a riscrivere alle basi il controverso Safe Harbor, invalidato dopo 15 anni dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per l’incapacità di garantire adeguate tutele rispetto ai dati dei cittadini che vengano trattati Oltreoceano. Finché si tratta di semplici dichiarazioni d’intenti, l’Article 29 Working Party, nel quale sono rappresentati i garanti della privacy europei, ha scelto di non prendere posizione: temporeggerà ancora per un mese, prima di iniziare ad esercitare i poteri di vigilanza sul trasferimento dai dati personali a cavallo dell’Atlantico, prima di avviare indagini e di irrogare eventuali sanzioni.

Il parere del Gruppo di Lavoro, che nei mesi scorsi ha agito da pungolo per accelerare il processo di negoziazione, era atteso e temuto . I garanti si sarebbero dovuti confrontare con un testo, per soppesarlo sulla base del quadro normativo e sulla base della decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea: in mancanza di documenti , il parere è solo rimandato. Pur “accogliendo con favore la conclusione delle negoziazioni”, il Gruppo di Lavoro “attende di ricevere i relativi documenti per valutarne con precisione i contenuti, comprendere se siano vincolanti ai sensi della legge e stabilire se sappiano rispondere alle problematiche sollevate dalla decisione emessa nel caso Schrems”.

In attesa di un testo, o almeno delle assicurazioni scritte che gli Stati Uniti hanno accettato di fornire all’Europa ma che non sono ancora state vergate, i garanti europei ricordano che lo EU-US Privacy Shield dovrà fissare delle regole precise per il trasferimento dei dati, soprattutto a favore del cittadino che desideri tenere traccia del trattamento delle informazioni relative alla propria persona, e che voglia eventualmente rivolgersi ad un’autorità per esprimere i propri reclami mediante una procedura agevolmente percorribile. Queste regole, sottolineano i garanti, dovranno essere guidate dal principio di proporzionalità , soprattutto per quanto attiene l’accesso da parte di tutti gli stati , gli Stati Uniti come gli stati membri UE, che operino in vista della sicurezza nazionale e che dovrebbero limitare l’ingerenza al minimo indispensabile .

L’accesso da parte degli stati ai dati di cui vive il mercato, emerso con il Datagate, ha infranto le certezze fondate sulle rassicurazioni fornite dagli USA nel lontano 2000, alla firma dei primi accordi Safe Harbor. Ora queste rassicurazioni non sono che promesse di rassicurazioni . E in questo contesto l’Article 29 Working Party osserva che “nonostante si riconosca che nel 2014 e nel 2015 gli USA hanno compiuto degli sforzi per migliorare la protezione dei dati dei soggetti non statunitensi, è ancora in dubbio che l’attuale quadro normativo sappia offrire le necessarie garanzie”.

In attesa di un testo, tutto è rimandato alla fine di febbraio : è inevitabilmente rimandata l’analisi di accordi ancora da formalizzare, è rimandata l’analisi della posizione delle aziende, che in questi mesi hanno proseguito le loro attività aggrappandosi alle Binding Corporate Rules e alle cosiddette Model Contract Clauses. Se le multinazionali tirano un sospiro di sollievo, le autorità devono affrettarsi per dare concretezza ai propri propositi.
Il Commissario europeo per la giustizia Vera Jourová, incaricata per l’UE di gestire le negoziazioni con gli States, si è detta “sicura al cento per cento di aver ricevuto delle rassicurazioni concrete dagli Americani”.

Gaia Bottà

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  • Skywalkersenior scrive:
    Per fortuna...
    ...quello su Windows funziona e mi permette di non vedere le invadentissime pubblicità su P.I.
    • panda rossa scrive:
      Re: Per fortuna...
      - Scritto da: Skywalkersenior
      ...quello su Windows funziona e mi permette di
      non vedere le invadentissime pubblicità su
      P.I.Ma PI non ha mica pubblicita'.A meno che tu non ti riferisca ai redazionali del Galimba.
      • Skywalkersenior scrive:
        Re: Per fortuna...
        No, infatti me la sono immaginata:http://imgur.com/NOQr3wMEd è già andata bene... altri banner arrivavano anche più in alto coprendo tutto-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 06 febbraio 2016 22.58-----------------------------------------------------------
  • AxAx scrive:
    Abusivi sono solo questi store maledetti
    Spero che quel tale steve stia bruciando all'inferno
  • Pianeta Advertisin g scrive:
    ...
    Finalmente qualcuno si muove contro questi strumenti abusivi! Speriamo che sia solo l'inizio! Se voglio spararti la pubblicità in faccia devi lasciarmelo fare, altrimenti stai compiendo un grave abuso e ne dovrai subire le conseguenze! @^
    • panda rossa scrive:
      Re: ...
      - Scritto da: Pianeta Advertisin g
      Finalmente qualcuno si muove contro questi
      strumenti abusivi! Speriamo che sia solo
      l'inizio!Purtroppo per te, qui non siamo nel pianeta apple.L'utente android se ne frega altamente del fatto che questa app non sia piu' nello store e se la scarica direttamente dal sito.http://adblockfast.com/
      Se voglio spararti la pubblicità in faccia devi
      lasciarmelo fare, altrimenti stai compiendo un
      grave abuso e ne dovrai subire le conseguenze!
      @^Se voglio spararti l'adblock in faccia, lo faccio senza che tu possa fare niente. Anzi, piu' sprechi soldi per impedirlo, piu' io aggiro i tuoi blocchi completamente AGGRATIS!
      • Pianeta Advertisin g scrive:
        Re: ...
        - Scritto da: panda rossa
        Se voglio spararti l'adblock in faccia, lo faccio
        senza che tu possa fare niente.Questo lo dici tu! @^
      • r1348 scrive:
        Re: ...
        Preferisco AdAway, blocca le pubblicità a livello di file hosts, quindi anche quelle in-app. Ovviamente bisogna avere un telefono "rootato".https://free-software-for-android.github.io/AdAway/
      • Ethype scrive:
        Re: ...
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Pianeta Advertisin g

        Finalmente qualcuno si muove contro questi

        strumenti abusivi! Speriamo che sia solo

        l'inizio!

        Purtroppo per te, qui non siamo nel pianeta apple.
        L'utente android se ne frega altamente del fatto
        che questa app non sia piu' nello store e se la
        scarica direttamente dal
        sito.Certo, cosa che riuscirà a fare meno dell'1% di chi ha un dispositivo android... tutti gli altri sottostanno alle regole di google.Chissà dov'è finita tutta quella libertà che propinavano i FanDroid...Tra parentesi, anche per un dispositivo iOS si può installare un'app senza passare da AppStore, basta volerlo, ma . appunto - lo fanno in pochi.
        • ... scrive:
          Re: ...
          - Scritto da: Ethype
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: Pianeta Advertisin g


          Finalmente qualcuno si muove contro
          questi


          strumenti abusivi! Speriamo che sia solo


          l'inizio!



          Purtroppo per te, qui non siamo nel pianeta
          apple.

          L'utente android se ne frega altamente del
          fatto

          che questa app non sia piu' nello store e se
          la

          scarica direttamente dal

          sito.
          Certo, cosa che riuscirà a fare meno dell'1% di
          chi ha un dispositivo android... Ma non dire cacate.
          • Ethype scrive:
            Re: ...
            - Scritto da: ...
            - Scritto da: Ethype

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: Pianeta Advertisin g



            Finalmente qualcuno si muove contro

            questi



            strumenti abusivi! Speriamo che sia
            solo



            l'inizio!





            Purtroppo per te, qui non siamo nel pianeta

            apple.


            L'utente android se ne frega altamente del

            fatto


            che questa app non sia piu' nello store e
            se

            la


            scarica direttamente dal


            sito.

            Certo, cosa che riuscirà a fare meno dell'1% di

            chi ha un dispositivo android...

            Ma non dire cacate.Se chiunque avesse potuto accedere a questi store alternativi, google non avrebbe tolto l'app dal SUO store, l'avrebbe lasciata. La realtà è che ben poca gente va su store alternativi: togliere l'app è un metodo efficiente per mantenere il controllo sulla pubblicità.Tanto ci saranno sempre i f.ssi che osanneranno google per la sua "libertà", salvo poi che questa viene limitata al massimo proprio da google stessa.
          • panda rossa scrive:
            Re: ...
            - Scritto da: Ethype
            - Scritto da: ...

            - Scritto da: Ethype


            - Scritto da: panda rossa



            - Scritto da: Pianeta Advertisin g




            Finalmente qualcuno si muove
            contro


            questi




            strumenti abusivi! Speriamo
            che
            sia

            solo




            l'inizio!







            Purtroppo per te, qui non siamo
            nel
            pianeta


            apple.



            L'utente android se ne frega
            altamente
            del


            fatto



            che questa app non sia piu' nello
            store
            e

            se


            la



            scarica direttamente dal



            sito.


            Certo, cosa che riuscirà a fare meno
            dell'1%
            di


            chi ha un dispositivo android...



            Ma non dire cacate.
            Se chiunque avesse potuto accedere a questi store
            alternativi, google non avrebbe tolto l'app dal
            SUO store, l'avrebbe lasciata. La realtà è che
            ben poca gente va su store alternativi: togliere
            l'app è un metodo efficiente per mantenere il
            controllo sulla
            pubblicità.Io posso. E tanto mi basta.
            Tanto ci saranno sempre i f.ssi che osanneranno
            google per la sua "libertà", salvo poi che questa
            viene limitata al massimo proprio da google
            stessa.Meglio uno store libero, magari pieno di fessi, ma dove i pochi furbi fanno e disfano, piuttosto che un giardino recintato dove TUTTI sono schiavi in egual misura.
    • denzel scrive:
      Re: ...
      - Scritto da: Pianeta Advertisin g
      Finalmente ben detto ispettò!
    • ..... scrive:
      Re: ...
      - Scritto da: Pianeta Advertisin g
      Se voglio spararti la pubblicità in faccia devi
      lasciarmelo farequesto lo dici tu @^
    • pianeta video reloaded scrive:
      Re: ...
      - Scritto da: Pianeta Advertisin g
      Finalmente qualcuno si muove contro questi
      strumenti abusivi! Speriamo che sia solo
      l'inizio!


      Se voglio spararti la pubblicità in faccia devi
      lasciarmelo fare, altrimenti stai compiendo un
      grave abuso e ne dovrai subire le conseguenze!
      @^Quoto, per colpa loro la gente non noleggia più film, perchè può bloccare le pubblicità e tranquillamente scaricare film dai siti torrent.
    • Il grande petomane scrive:
      Re: ...
      - Scritto da: Pianeta Advertisin g
      Finalmente qualcuno si muove contro questi
      strumenti abusivi! Speriamo che sia solo
      l'inizio!


      Se voglio spararti la pubblicità in faccia devi
      lasciarmelo fare, altrimenti stai compiendo un
      grave abuso e ne dovrai subire le conseguenze!
      @^Concordo! Io se ho voglia di spararti peti in faccia, tu devi restare impassibile è con la bocca aperta! Sniffare aria petomane è un tuo dovere, e io devo poterlo fare tutte le volte che ne ho voglia!CAPITO!! LUNGA VITA AL GRANDE PETOMANE. E RICORDA BOCCA BEN APERTA.
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