Prodotti hi-tech, due anni di (quale) garanzia?

I consumatori si scontrano spesso con garanzie poco chiare e uno scarica-barile tra rivenditori e produttori. Ma i fornitori di elettronica ribadiscono: la garanzia funziona benissimo, nessun bisogno di nuove norme
I consumatori si scontrano spesso con garanzie poco chiare e uno scarica-barile tra rivenditori e produttori. Ma i fornitori di elettronica ribadiscono: la garanzia funziona benissimo, nessun bisogno di nuove norme

La garanzia sui prodotti tecnologici in Italia vale due anni: lo sanno anche i sassi ma troppo spesso case di produzione e certi commercianti lo dimenticano, o fingono di dimenticarselo o hanno interesse a farlo. Per evitare che sia del tutto compromessa la fiducia dei consumatori ieri si sono levate alte le parole delle imprese italiane del settore, per ribadire limiti e potenzialità del diritto dell’acquirente di prodotti informatici.

L’ Associazione Nazionale Telecomunicazioni, Informatica ed Elettronica di Consumo aderente ad ANIE e l’ ANDEC – Associazione Nazionale Importatori e Produttori di Elettronica Civile hanno dichiarato che non servono modifiche regolamentari o normative . Una dichiarazione forte, sostenuta dal fatto che, a detta dei produttori, il regime attuale è chiarissimo e non è foriero di interpretazioni dubbie.

Con questo statement , dunque, devono fare i conti i molti consumatori che negli anni hanno scritto a Punto Informatico lamentando di non riuscire a far valere la garanzia biennale. Anzi, a denunciare una notevole confusione delle norme in materia sono stati spesso gli stessi commercianti , che in molti casi si sentono presi tra incudine e martello. Questo può accadere , ad esempio, quando un consumatore italiano (l’incudine) si ritrova con un prodotto difettato realizzato da un produttore estero (il martello).

Invece ora si apprende dalle due associazioni di categoria che problemi di interpretazione non esistono e che la normativa importata dalla UE con apposito decreto legislativo non deve suscitare dubbi. Le due associazioni, comunica infatti una nota, “ribadiscono che la garanzia al consumatore è pienamente assicurata per 24 mesi sul mercato nazionale dalla legislazione nazionale ed europea”.

Ma perché questa presa di posizione? Perché i negozianti chiedono l’estensione a 24 mesi della garanzia convenzionale , un’estensione oggi prevista per la sola garanzia legale : in altre parole chiedono che i produttori siano direttamente coinvolti nel problema delle garanzie. E non parliamo di bruscolini: la garanzia convenzionale si riferisce infatti agli obblighi del produttore sia rispetto alla pubblicità del prodotto che alla dichiarazione di garanzia, quel documento che indica cosa è garantito, entro quale territorio e per quanto tempo.

Secondo i produttori, che ribadiscono comunque di tenere ad una informazione “corretta, completa ed indipendente” ai consumatori, la richiesta di estensione rischia di “mettere in dubbio l’efficacia e il funzionamento della garanzia legale, che costituisce uno dei pilastri della politica europea di protezione nei confronti del consumatore”. Quest’ultima, come noto, sulla carta vale per 24 mesi dalla consegna del bene, non ammette limitazioni, si applica anche ai beni usati, consente la riparazione o la sostituzione del bene e ne copre anche l’installazione.

Ciò che più interessa ai produttori, poi, è che la garanzia legale riguarda esclusivamente i rapporti tra consumatori e venditori .

L’industria dell’elettronica di consumo italiana si dice quindi fiduciosa sul fatto che già oggi i consumatori siano tutelati, dai commercianti evidentemente, per tutti i 24 mesi della garanzia legale, anche grazie ad un Codice di Autodisciplina che le associazioni hanno firmato “sotto l’egida della Camera di Commercio di Milano” nel 2004. Nel Codice si regolamentano i rapporti tra i vari attori della filiera (produttore e/o distributore e/o negoziante) per assicurare la tutela ai consumatori. “Analoghe iniziative di sensibilizzazione al consumatore – fanno sapere le due associazioni – sono state intraprese anche a livello istituzionale dal Ministero delle Attività Produttive”.

A detta dei produttori, dunque, “l’ampliamento della copertura prevista dalla Garanzia Convenzionale nulla aggiunge in termini di sicurezza e tutela del consumatore”. In realtà le due associazioni di categoria non si fermano qui: chi avesse da recriminare sull’assistenza , infatti, cadrebbe male. “La qualità del servizio reso esula inoltre dalla disciplina delle garanzie, in quanto assicurato da una capillare rete di assistenza, tra le più efficienti in Europa”.

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28 06 2006
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