Psystar: è Apple il cattivo soggetto

Il costruttore di cloni non si dà per vinto. E accusa a sua volta Cupertino di violare la legge. Una disputa che, è ormai quasi certo, rischia di finire molto presto in tribunale. Il punto di vista di Domenico Galimberti

Roma – Non ci sta a fare la fine di Open Tech, in svendita per 50mila verdoni: Psystar , la prima azienda ad aver proposto PC in tutto e per tutto compatibili con Mac OS X e venduti ad una frazione del prezzo dell’originale, ha presentato ad una corte californiana la sua risposta alla citazione ricevuta da Apple. E tra presunte violazioni delle norme antitrust e pratiche anticompetitive, c’è spazio pure per una richiesta di danni.

“Abbiamo comprato copie di Mac OS direttamente da Apple o da suoi rivenditori autorizzati” ha spiegato durante una conferenza stampa il presidente di Psystar, Rudy Pedraza , che assieme ai suoi legali ha spiegato il proprio punto di vista sulla questione. Non di pirateria o di violazione del codice del sistema operativo si tratterebbe, ma del semplice diritto di chi acquista un prodotto e modifica del codice rilasciato sotto licenza open source per utilizzare entrambi come più gli aggrada.

“Tutte le copie dell’OS sono stare regolarmente acquistate”, ha poi precisato Colby Springer, dello studio Carr & Ferrell, che fa parte del team di legali di Psystar: “Nonostante quanto sostenuto – ha proseguito – non esiste alcun master disc . Per quanto attiene poi le accuse secondo cui Psystar avrebbe modificato il codice di Mac OS X per girare su sistemi non-Apple, anche in questo caso non c’è nulla di vero”. Ad essere modificate sarebbero state alcune parti di codice open source distribuite da Apple assieme a Mac OS X, ma – sostiene Springer – nel pieno rispetto della licenza con cui questo codice viene rilasciato.

Piuttosto Apple, fanno sapere gli avvocati, sarebbe responsabile di “restrizioni al commercio illegali e lesive della concorrenza”, che violerebbero le leggi statunitensi in materia antitrust tentando di costringere il pubblico ad acquistare unicamente un Mac per usufruire dei vantaggi di Mac OS X e configurando così una sorta di monopolio nel settore . Per questo, al giudice verrà chiesto di dichiarare illegale la EULA del sistema operativo prodotto a Cupertino, oltre a rivendicare una imprecisata mole di danni per il calo di vendite subito da Psystar in seguito alla citazione in giudizio.

Per presentare il suo ricorso, l’azienda della Florida ha potuto godere di un rinvio dei termini grazie alla disponibilità mostrata da Apple. A quest’ultima ora tocca il compito di smontare le tesi della contro-querela, anche se è probabile che le due aziende tenteranno la via dell’accordo extra-giudiziale per non arrivare in tribunale. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 22 ottobre. Nel frattempo, Psystar si starebbe preparando anche a mettere in commercio un portatile in grado di montare Mac OS X.

Di seguito un editoriale di Domenico Galimberti, che illustra le possibili prospettive nel caso un giudice fosse chiamato ad esprimersi sulla vicenda. Nel marzo del 2000 esordivo sulle pagine di Punto Informatico parlando dell’architettura del Mac e del perché Apple, con tutta probabilità, sarebbe rimasta “chiusa” (sia nell’hardware che nel software) e inaccessibile alle terze parti.

Nello stesso anno, qualche mese più tardi, i ritardi nello sviluppo dei processori PPC davano l’occasione per parlare della possibile adozione dell’architettura x86, e verso la fine dell’anno giravano già le prime voci su un possibile cambio di architettura da parte di Apple.

Si trattava di voci incontrollate che apparentemente non avevano alcun fondamento reale, ma alla luce della situazione odierna si potrebbe immaginare che già allora, ancor prima dell’uscita ufficiale di Mac OS X, qualcuno si lasciò sfuggire informazioni riservate sulla versione x86 del nuovo sistema operativo, una versione da tenere nel cassetto in caso di brutte sorprese dai processori PPC.

Oggi, a otto anni di distanza, la situazione è molto cambiata: grazie all’iPod, all’iTunes Store, al cambio di architettura e all’iPhone, Apple si trova a cavalcare la cresta dell’onda. Da diversi anni a questa parte ogni trimestre fiscale si conclude con nuovi record di fatturato e/o di vendite, con percentuali di crescita che ultimamente fanno segnare valori doppi rispetto a quelli della concorrenza.

Nonostante tutto ciò, com’era prevedibile, la posizione di chiusura di Apple è rimasta invariata, e Mac OS X è ufficialmente installabile solo sui Mac originali. Ma se una volta bastava la diversa architettura a rendere difficile la produzione di “cloni”, il passaggio all’architettura x86 ha reso le cose assai più semplici per chi desidera imitare i computer della Mela.

Tralasciando i vari tentativi fai-da-te che danno risultati più meno buoni a seconda dell’hardware utilizzato, e che sono in balia di ogni minimo aggiornamento rilasciato da Apple, i rischi maggiori derivano da aziende come Psystar , che stanno tentando di creare un business basato sulla vendita di computer definiti “alternativi ai Mac”.

Sebbene si propongano con caratteristiche e prezzi più vantaggiosi, l’acquisto di macchine non supportate da Apple non è privo di rischi: potrebbe bastare un aggiornamento software per mettere k.o. questi sistemi, costringendo gli utenti ad attendere gli update di Psystar, con il rischio comunque di andare incontro ad eventuali future incompatibilità. In ogni caso, ognuno è libero di fare i propri conti per valutare se il risparmio vale i rischi ai quali si va incontro.

Come noto, dopo essere rimasta alla finestra per alcuni mesi, lo scorso luglio Apple ha citato in giudizio Psystar chiedendo non solo la sospensione della vendita, ma anche il ritiro di tutti i cloni venduti fino ad oggi.

Il primo faccia a faccia in tribunale tra le due aziende avverrà il prossimo ottobre, e per l’occasione Psystar si affiderà a Carr & Ferrell, uno studio legale specializzato in proprietà intellettuale che in passato è già uscito vittorioso da alcune cause con Apple, tra le quali una relativa ai brevetti sulle tecnologie di compressione utilizzate in Quicktime (brevetti reclamati da Burst, una società specializzata proprio in algoritmi di compressione video). Ma se in quel caso è presumibile che Apple avesse effettivamente torto (o fosse comunque intenzionata a chiudere la questione in tempi brevi con una mediazione), con Psystar la questione è di tutt’altro calibro: non si tratta solo di tutela del copyright, brevetti o marchi registrati, ma anche di questioni inerenti la licenza d’uso di Mac OS X, ed Apple farà tutto il possibile per dimostrare di avere ragione e continuare la sua politica di vendita che lega indissolubilmente hardware e software.

Ieri Psystar ha deciso di fare la propria contromossa, querelando a sua volta Apple con l’accusa di abuso di monopolio. Come spiegato dal titolare della società, Rudy Pedraza, Psystar giocherà la carta dell’antitrust, cercando di dimostrare che la politica di vendita di Apple infrange le leggi federali contro la libera concorrenza, e le permette di assumere una posizione dominante per quanto riguarda il proprio sistema.

In realtà la questione non sarà tanto semplice da districare visto che Apple, di fatto, non è né come Microsoft (che vende solo software) né come Dell, Asus, o HP (che vendono solo hardware). Apple vende una sorta di “sistema completo”, composto da hardware e software, e potenzialmente potrebbe anche avere il diritto di legare a doppio filo le due cose, visto che si è creata un proprio “ecosistema”. Affermare il contrario sarebbe come dire, per esempio, che anche il sistema operativo dell’iPhone debba essere obbligatoriamente installabile su qualsiasi altro telefono.

Psystar dichiara che la versione di Mac OS X abbinata alle sue macchine è una versione originale, dotata di licenza e non modificata, ma la realtà è che non è possibile prendere una qualsiasi versione di Mac OS X e installarla su un “clone” di Psystar: le modifiche al sistema di Apple dunque ci sono, anche se con tutta probabilità riguardano la parte di codice open source, e sarà molto complesso stabilire se queste modifiche sono lecite o meno in relazione alla licenza di vendita di Mac OS X.

In ogni caso, per rispondere ai legali di Psystar, Apple si affiderà a James Gilliland, esperto tanto di tutela del copyright quanto di antitrust: fu lui che vinse una causa contro Microsoft (proprio in merito all’antitrust) costringendola a sborsare oltre un miliardo di dollari.

Se Apple vincerà la causa, tutto resterà com’è sempre stato, anzi, Apple si sentirà maggiormente autorizzata a vincolare Mac OS X alle proprie macchine. Ma se dovesse perdere, quali strade si apriranno?

La breve parentesi aperta da Michael Spindler , ex CEO di Apple, negli anni ’90 diede risultati fallimentari sul fronte dei cloni: invece di portare nuovi clienti sulle macchine di fascia bassa (settore in cui Apple era carente), i produttori delle piattaforme compatibili erodevano quote di mercato alla stessa Apple sui prodotti professionali, senza contribuire in alcun modo alla diffusione della piattaforma MacOS, e portando la casa della Mela sull’orlo del fallimento.

Oggi la situazione sarebbe molto diversa: Apple ha una visibilità maggiore, può contare su un’alta percentuale di fatturato proveniente da settori paralleli (iPod e iTunes), Psystar ha intrapreso il business dei cloni Mac autonomamente, segno che sul mercato inizia a diffondersi l’esigenza di sistemi PC-like basati su Mac OS X. Ciò non toglie che la possibilità di utilizzare il sistema operativo di Apple su macchine compatibili, almeno inizialmente, potrebbe andare ad intaccare non di poco le vendite di computer con la Mela. A quel punto, visto che Jobs è molto geloso delle proprie creature (e a detta dei suoi collaboratori non è molto semplice fargli cambiare idea), Apple potrebbe prendere le dovute contromosse quantomeno per rendere più difficile la vita dei “clonatori”. Già si vocifera, per esempio, che Apple non sia molto soddisfatta delle soluzioni adottate da Intel in Montevina, tanto che secondo alcune fonti Apple sarebbe in procinto di adottare, sulla sua prossima generazione di portatili, schede madri altamente personalizzate (forse con chip creati ad hoc) che nel prossimo futuro potrebbero tagliar fuori qualsiasi eventuale produttore di cloni, un po’ come succedeva ai tempi della piattaforma PowerPC.

Giusto o sbagliato che sia, la forza di Apple sta proprio in questa sua “indipendenza” dagli obblighi di compatibilità: se Windows dev’essere compatibile con tutto l’hardware disponibile sul mercato (perché per sua scelta si rivolge a tutto quell’hardware), Apple sceglie l’hardware che ritiene più opportuno e lo adotta per i propri sistemi, focalizzando l’ottimizzazione del software per le proprie macchine.

Il mio primo Mac aveva un Motorola della famiglia 68k (per la precisione un 68020), fino allo scorso anno utilizzavo macchine con processori PowerPC (PPC-603, G4, G5), e oggi scrivo da un MacBook Pro con Intel Core 2 Duo. Domani potrei usare chissà cosa, ma avrei sempre la certezza che Apple ha lavorato per dare il meglio sull’hardware che sto utilizzando. Ovviamente questa scelta ha anche un rovescio della medaglia: non è un caso che Mac OS X, pur in forte crescita, abbia comunque una piccola fetta di mercato, e non è un caso che non esista un portatile Apple da 700 euro, o un desktop consumer (che non sia all-in-one) configurabile ad hoc. Tutti quelli che utilizzano Apple sono perfettamente consapevoli dei pro e contro ai quali vanno incontro, e se scelgono di utilizzare un Mac evidentemente hanno le loro buone ragioni, tant’è che Apple è in testa alle classifiche della Customer Satisfaction .

In ogni caso il futuro è sempre pieno di sorprese: riallacciandomi a quanto detto all’inizio, otto anni fa non esisteva alcun iPod (né tanto meno iPhone) e nessuno avrebbe mai pensato che Apple sarebbe passata ad Intel (nonostante il PPC cominciasse già allora a dare segni di inaffidabilità sulle strategie di sviluppo). Allo stesso modo, nessuno può dire con certezza quali saranno le sorti di Apple tra altri otto anni (ma nemmeno nei prossimi 2 o 3 anni), o le sue strategie in caso di “apertura forzata” del proprio sistema. Non resta che seguire da vicino l’evolversi della situazione e attendere le prossime novità di Apple.

Domenico Galimberti
(Per contattare l’autore scrivere alla redazione )

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  • Marco Marcoaldi scrive:
    Grandissimo Articolo !!!!!!
    Come da oggetto !
    • PGStargazer scrive:
      Re: Grandissimo Articolo !!!!!!
      - Scritto da: Marco Marcoaldi
      Come da oggetto !Già mi piace anche il sottile velo celato al suo internoIo artista produco spazzatura e voi discepoli diffondetela così divento ricco alla faccia vostraChissà quanti riescono a coglierne...nah altrimenti molti fan si sarebbero accorti che per certi artisti vengono presi per il cu#o da una vita (rotfl)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 agosto 2008 16.48-----------------------------------------------------------
      • BOMBER scrive:
        Re: Grandissimo Articolo !!!!!!
        Ma che voi sappiate la Siae ha mai accettato dei brani sotto licenza creative commons? Secondo me in siae non sanno neanche cosa sia la licenza creative commons.
  • F.P. scrive:
    Diritti SIAE
    Sono un musicista dilettante (compositore più che musicista). Una volta ho spedito della mia musica ad un editore (un club privato di Torino che promuoveva musica elettronica senza scopo di lucro). Gli piacque. Un brano, in particolare, vollero pubblicarlo in una raccolta su CD acquistabile on line. Mi chiesero di tutelarmi i diritti di quel brano alla siae per evitare copiature o usi illegali. Andai sul sito della siae e qui mi fu richiesto:-Una scrittura contenente almeno quattro battute del lavoro o in alternativa un supporto solido anche su CD firmato (etichetta???).-Il pagamento entro 60 giorni di una quota di circa cinquecentomila lire (cedolino)per un brano di circa 10 minuti.-La compilazione di un modulo con ogni tipo di dato possibile riguardante la mia persona fisica, tutti coloro che erano coinvolti nella pubblicazione, degli aventi diritto agli utili eventuali con una interminabile lista di clausole e limitazioni. Compilare un modello 730 era più facile.Io non essendo un professionista della musica lasciai perdere tutto e pubblicai senza protezione siae. La legge ordinaria tutela comunque il diritto d'autore a patto di poter dimostrare la paternità dell'opera (possedendo i file originali del brano nel formato del programma con cui li avevo composti, per mè non sarebbe stato un problema).Gli utili sull'opera, per quanto mi fu detto, venivano pagati al compositore dall'editore o tramite contratto "fisso" o tramite percentuale sulle vendite. La siae non paga nulla, tutela l'opera e basta.Per sapere come funziona è sufficente andare sul sito siae e provare a depositare un contenuto quasiasi.Se non si è professionisti è meglio lasciare perdere. Sostanzialmente la siae fa qualcosa che già la legge ordinaria sul diritto d'autore fa. A mio avviso è un'ente inutile tanto è vero che una recente sentenza della cassazione esonera chiunque voglia pubblicare qualcosa dal'obbligo del bollino siae a patto che sia, ovviamente, un contenuto originale.
    • PGStargazer scrive:
      Re: Diritti SIAE
      - Scritto da: F.P.
      Sono un musicista dilettante (compositore più che
      musicista).CUT
      Io non essendo un professionista della musica
      lasciai perdere tutto e pubblicai senza
      protezione siae. La legge ordinaria tutela
      comunque il diritto d'autore a patto di poter
      dimostrare la paternità dell'opera (possedendo i
      file originali del brano nel formato del
      programma con cui li avevo composti, per mè non
      sarebbe stato un
      problema).Special service for special peoplesprima o poi i pesci abboccano al loro amo e guardacaso la loro speranza è che siano pesci grossi
      Gli utili sull'opera, per quanto mi fu detto,
      venivano pagati al compositore dall'editore o
      tramite contratto "fisso" o tramite percentuale
      sulle vendite. La siae non paga nulla, tutela
      l'opera e
      basta.Detto in soldoni: se a una festa di matrimonio, canonica il ragazzino ingenuo o gruppetto di amici suona un pezzo di qualche noto e tra il pubblico slata casualmente fuori un addetto siae, son dolori o meglio multe da orbi. Così il povero malcapitato che magari raccttava per pagarsi qualche libro universitario avrà da rimpiangere per gli anni a venireCUTSostanzialmente la siae fa qualcosa che
      già la legge ordinaria sul diritto d'autore fa. A
      mio avviso è un'ente inutile tanto è vero che
      una recente sentenza della cassazione esonera
      chiunque voglia pubblicare qualcosa dal'obbligo
      del bollino siae a patto che sia, ovviamente, un
      contenuto
      originale.Una delle tante caste italianealbo di giornalisti avvocati architetti ingegneri notai ecc eccmi verrebbe da fare il paragone acido che la sua tutela è pari alla sicurezza offerta dei usa per i paesi ospitantiovvero venditori di fumo
      • F.P. scrive:
        Re: Diritti SIAE
        Un momento: tu parli della riproduzione di contenuti creati da altri (il complessino che suona le canzoni di Biagio Antonacci e Vasco Rossi...), io parlo della tutela e della pubblicazione di contenuti creati da te, come autore. Ciò che tu dici è giusto, ma non c'entra nulla con la mia esperienza. Era musica mia...A me non da fastidio che qualcuno si scarichi i miei brani...anzi, io stesso li ho sempre regalati, mi sembra già tanto che piacciano a qualcuno, figurati...Ma non potrei sopportare che qualche furbo si dichiari autore di roba che ho fatto io...è tutta un'altra cosa...e ripeto: in questo la siae non conta nulla. Se tu dovessi trovare un CD o un sito in cui una tua composizione viene attribuita a un'altro, dovresti fargli causa, siae o non siae. Se tu sei in grado di dimostrare la paternità del brano... che altro ti serve? D'altro canto una cosa come la siae esiste solo in Italia (tanto per cambiare).
  • scutmai scrive:
    per la serie:"sò de' coccio!"
    ancora non lo hanno capito RIAA FIM SIAE e c.!chiudere un servizio ne fa aprire un altro,e mentre si accapigliano in cause che durano anni,gli utenti interessati sono già migrati verso altri lidi(napster,audiogalaxy,WinMx..).le stesse major che sono contro la diffusione del file sharing,si scopre poi che pescano gruppi da myspace,vedi i Maroon 5.un po' come mediaset che denuncia youtube dopo che lei stessa a prelevato a man bassa dallo stesso.il mondo digitale ha cambiato semplificando e velocizzando la diffusione di opere musicali di gruppi e artisti altrimenti zittiti dall'industria discografica.
    • scutmai scrive:
      Re: per la serie:"sò de' coccio!"
      quoto tutto e aggiungo un particolare.dalle mie parti c'è pieno di orchestre di liscio di piccole medie dimensioni.è gente che suona per passione,che ha un lavoro regolare e che arrotonda(chiamalo arrotondare!) con le serate.non vendono dischi,se non qualcuno di quelli di un certo rango,ma fanno tante date che non hanno un week end libero.la musica senza copyright non morirebbe,semplicemente virerebbe verso una dimensione più umana e meno divina.
  • Piratekill scrive:
    A chi conviene il copyright?
    Agli artisti? A quelli veri neanche troppo, possono guadagnare paccate di soldi con il live senza essere strozzati e dover fare le scimmie a comando per qualche major della musica. La maggior parte di loro infatti quando e' sotto contratto deve saltare quando gli dicono di farlo (tranne certi grandissimi che ormai sono una firma e possono spuntare condizioni di favore) e devono produrre non secondo la loro sensibilita' ma secondo logiche industriali, prodotti per nulla innovativi che sono fatti in serie per un mercato di massa.Ognuno ha i suoi gusti ma le Spice Girls, Britney Spears, Back Street Boys, Paris Hilton ecc. ecc. me li chiamate Artisti?A quelli finti conviene un po' di piu', ovviamente, non hanno particolari doti canore, un bel think tank fa una selezione (dove conta in primis l'estetica, il prodotto deve essere bello da vedere) e fa un bel prodotto di laboratorio. Mixaggi e remixaggi fanno miracoli in fondo e poi con una bella campagnona pubblicitaria con onnipresenza su televisione, riviste e radio (e a questo proposito le major sono sempre piu' grosse e in genere possiedono appunto, televisioni, riviste, radio e anche bei sitoni) impongono "l'artista". Insomma per vendere musica taroccata avere alle spalle un plotone di burocrati delle note conviene.Alle major conviene tantissimo, tizi che non sanno cantare, suonare, ballare ma hanno studiato economia, marketing ecc. ecc. si riempiono le tasche con il lavoro altrui, in fondo in fondo il loro apporto e' girare carte, sono un po' come impiegati di certi uffici pubblici e nei secula seculorum, ma vi rendete conto, uno scrive una canzone e se ha successo lui e i suoi eredi tirano soldi per 75 anni (e ho visto che si discute di arrivare a 95 ...) e ancora di piu' la sua casa di produzione, senza fare praticamente niente. Per forza che i CD costano una cifra, mica devi mantenere solo il cantante ma un esercito di pubblicitari, dirigenti ecc.A noi per niente, ma vi rendete conto che sono parecchi anni che in varie salse ascoltiamo la stessa musica, che i video musicali si assomigliano un po' tutti, che se smanettate sulla radio incrociate sempre le stesse scalette musicali dato che "l'occupazione" dell'etere da parte dei signori della musica e' militare??????? E sempre soldi soldi soldi.Qualche annetto fa girava gente come Gaber, Iannacci, Dalla, De Gregori, De Andre' (per restare alla musica Italiana) ecc. ecc. gente che quando la ascolti oggi ti sembra strana figuati 20/30 anni fa, testi ironici, intelligenti non scontati. Adesso non se ne vede piu' uno "strano" non hanno il minimo accesso ai grandi circuiti, tutti omologati, tutti firmati, tutti pop o hip-hop, il mercato dei media e i loro contenuti sono una grande ed enorme dittatura che impone gusti abbastanza stupidi e banali, se la musica attuale che si sente fosse un gusto direi melassa, stra-addolcita, stra-nauseante, assolutamente ferma dal punto di vista dell'invenzione.Morale: siamo tornati alla monarchia, i vari baroni, duchi ecc. sono certi potentoni economici e noi servi della gleba alla loro merce', i vari organismi statuali e internazionali hanno tutta attenzione per gli interessi di questa gente e nessuna per i nostri, personalmente mi ribello e cerco su Internet (per quei rimasugli di liberta' che rimangono anche qui) gruppi e solisti che non fanno parte del sistema (e mi sto buttando sulla classica che non potevo sopportare, ma vuoi mettere se ci fai un po' l'orecchio con l'assoluta banalita' di quelle che sono le grandi hit del momento?).Insomma questa normativa sul copyright e' "puzzona", trucca e droga il mercato dei talenti e lo livella verso il basso. Bisognerebbe una legge che riconosce 5 anni di diritti agli artisti, altro che a vita e oltre, piu' qualche indagine antitrust ... Ma non possiamo sperare nei nostri eletti, l'unica cosa che possiamo fare e' raffinare un po' i nostri gusti estetici e morali e favorire quegli artisti che non pensano che noi siamo limoni da spremere.
    • F.P. scrive:
      Re: A chi conviene il copyright?
      - Scritto da: Piratekill
      Agli artisti? A quelli veri neanche troppo,
      possono guadagnare paccate di soldi con il live
      senza essere strozzati e dover fare le scimmie a
      comando per qualche major della musica. La
      maggior parte di loro infatti quando e' sotto
      contratto deve saltare quando gli dicono di farlo
      (tranne certi grandissimi che ormai sono una
      firma e possono spuntare condizioni di favore) e
      devono produrre non secondo la loro sensibilita'
      ma secondo logiche industriali, prodotti per
      nulla innovativi che sono fatti in serie per un
      mercato di
      massa.

      Ognuno ha i suoi gusti ma le Spice Girls, Britney
      Spears, Back Street Boys, Paris Hilton ecc. ecc.
      me li chiamate
      Artisti?

      A quelli finti conviene un po' di piu',
      ovviamente, non hanno particolari doti canore, un
      bel think tank fa una selezione (dove conta in
      primis l'estetica, il prodotto deve essere bello
      da vedere) e fa un bel prodotto di laboratorio.
      Mixaggi e remixaggi fanno miracoli in fondo e poi
      con una bella campagnona pubblicitaria con
      onnipresenza su televisione, riviste e radio (e a
      questo proposito le major sono sempre piu' grosse
      e in genere possiedono appunto, televisioni,
      riviste, radio e anche bei sitoni) impongono
      "l'artista". Insomma per vendere musica taroccata
      avere alle spalle un plotone di burocrati delle
      note
      conviene.

      Alle major conviene tantissimo, tizi che non
      sanno cantare, suonare, ballare ma hanno studiato
      economia, marketing ecc. ecc. si riempiono le
      tasche con il lavoro altrui, in fondo in fondo il
      loro apporto e' girare carte, sono un po' come
      impiegati di certi uffici pubblici e nei secula
      seculorum, ma vi rendete conto, uno scrive una
      canzone e se ha successo lui e i suoi eredi
      tirano soldi per 75 anni (e ho visto che si
      discute di arrivare a 95 ...) e ancora di piu' la
      sua casa di produzione, senza fare praticamente
      niente. Per forza che i CD costano una cifra,
      mica devi mantenere solo il cantante ma un
      esercito di pubblicitari, dirigenti
      ecc.

      A noi per niente, ma vi rendete conto che sono
      parecchi anni che in varie salse ascoltiamo la
      stessa musica, che i video musicali si
      assomigliano un po' tutti, che se smanettate
      sulla radio incrociate sempre le stesse scalette
      musicali dato che "l'occupazione" dell'etere da
      parte dei signori della musica e' militare???????
      E sempre soldi soldi
      soldi.

      Qualche annetto fa girava gente come Gaber,
      Iannacci, Dalla, De Gregori, De Andre' (per
      restare alla musica Italiana) ecc. ecc. gente che
      quando la ascolti oggi ti sembra strana figuati
      20/30 anni fa, testi ironici, intelligenti non
      scontati. Adesso non se ne vede piu' uno "strano"
      non hanno il minimo accesso ai grandi circuiti,
      tutti omologati, tutti firmati, tutti pop o
      hip-hop, il mercato dei media e i loro contenuti
      sono una grande ed enorme dittatura che impone
      gusti abbastanza stupidi e banali, se la musica
      attuale che si sente fosse un gusto direi
      melassa, stra-addolcita, stra-nauseante,
      assolutamente ferma dal punto di vista
      dell'invenzione.

      Morale: siamo tornati alla monarchia, i vari
      baroni, duchi ecc. sono certi potentoni economici
      e noi servi della gleba alla loro merce', i vari
      organismi statuali e internazionali hanno tutta
      attenzione per gli interessi di questa gente e
      nessuna per i nostri, personalmente mi ribello e
      cerco su Internet (per quei rimasugli di liberta'
      che rimangono anche qui) gruppi e solisti che non
      fanno parte del sistema (e mi sto buttando sulla
      classica che non potevo sopportare, ma vuoi
      mettere se ci fai un po' l'orecchio con
      l'assoluta banalita' di quelle che sono le grandi
      hit del
      momento?).

      Insomma questa normativa sul copyright e'
      "puzzona", trucca e droga il mercato dei talenti
      e lo livella verso il basso. Bisognerebbe una
      legge che riconosce 5 anni di diritti agli
      artisti, altro che a vita e oltre, piu' qualche
      indagine antitrust ... Ma non possiamo sperare
      nei nostri eletti, l'unica cosa che possiamo fare
      e' raffinare un po' i nostri gusti estetici e
      morali e favorire quegli artisti che non pensano
      che noi siamo limoni da
      spremere.Ti quoto al cento per cento. Più sotto leggi il mio post.La siae non serve a un bel nulla. La legge ordinaria tutela il diritto d'autore allo stesso modo e senza spendere una lira. Devi solo essere in grado di provare la paternità del'opera nel caso in cui qualcuno ti copi. La causa comunque devi farla ugualmente, siae o non siae.
    • Winston Wolf scrive:
      Re: A chi conviene il copyright?



      Qualche annetto fa girava gente come Gaber,
      Iannacci, Dalla, De Gregori, De Andre' (per
      restare alla musica Italiana) ecc. ecc. gente che
      quando la ascolti oggi ti sembra strana figuati
      20/30 anni fa, testi ironici, intelligenti non
      scontati. Adesso non se ne vede piu' uno "strano"
      non hanno il minimo accesso ai grandi circuiti,
      tutti omologati, tutti firmati, tutti pop o
      hip-hop, il mercato dei media e i loro contenuti
      sono una grande ed enorme dittatura che impone
      gusti abbastanza stupidi e banali, se la musica
      attuale che si sente fosse un gusto direi
      melassa, stra-addolcita, stra-nauseante,
      assolutamente ferma dal punto di vista
      dell'invenzione.
      Quadro perfetto della situazione!
    • ... scrive:
      Re: A chi conviene il copyright?
      mah basta saper cercare, le cose serie le trovicerto non le troverai mai alla radio, ma per fortuna c'è internet, che permette di conoscere molti più artistimotivo per cui vogliono bloccare il p2p, perché poi scopri che magari ci sono artisti che vendono 100 copie ma valgono MOLTO di più di gentaccia che sta su mtvil discorso è che il futuro è a senso unico, ti diranno cosa mangiare, come vestirti, cosa ascoltare, cosa pensare, ma alle persone sta bene così infondo, mi pare che nessuno si lamenta seriamenteio finché posso continuo a cercare la roba che mi piace su internet, anche attraverso i classici mail order di alcune label discografiche (che vendono quasi esclusivamente tramite mail order), trovi veramente di tutto, basta cercare, i prezzi sono onestissimi (10-15 euro, massimo 20) considerando il poco numero di copie vendute (chi si sbatte 18 ore in studio al giorno a suonare, dovrà UN minimo avere qualcosa in cambio no?)
  • Jack scrive:
    Che tristezza leggervi!!
    Il titolo di questa notizia è veramente una tristezza assoluta! No comment!!
  • Che palle scrive:
    Come paga la SIEA gli artisti
    Mi sono fatto spiegare come un cantante vene pagato dalla siae.Praticamente basta scrivere una canzone (e depositarla) per avere uno stipendio fisso, anche se non vendi un disco (ora capisco dove vanno i soldi dei supporti vergini)!!!Dopo questa rivelazione consiglio a molti lavoratori IT di cominciare a scrivere le canzoni per arrivare piu' agilmente a fine mese.Mica serve lavorare, basta associarsi a un gruppo potente che ha un potere spaventoso.Gli IT non contano nulla. Altrimenti impedivano ai non lavoratori IT di poter programmare qualcosa, e ogni cosa elettronica doveva pagare una tassa per sostenere i lavoratori IT :D
    • MeX scrive:
      Re: Come paga la SIEA gli artisti
      il tuo amico si é dimenticato di dirti che devi pagare una cifra annuale per restare regolarmente iscritto, diversi miei excolleghi che hanno anche degli ALBUM registrati in SIAE erano fortunati se non pagavano l'iscrizione annuale (di 115 mi sembra... ) perché ammortizzata dai soldi "maturati"
    • teddybear scrive:
      Re: Come paga la SIEA gli artisti
      - Scritto da: Che palle
      Mi sono fatto spiegare come un cantante vene
      pagato dalla
      siae.
      Praticamente basta scrivere una canzone (e
      depositarla) per avere uno stipendio fisso, anche
      se non vendi un disco (ora capisco dove vanno i
      soldi dei supporti
      vergini)!!!Tutto bello se fosse vero. Purtroppo non lo è. Ci sono artisti (degni del nome di Artista) che pur vendendo centinaia di album non hanno mai visto alcunchè dalla SIAE.Molto interessante a riguardo una famossissima (forse la più famosa) puntata di Report che spiega come funziona il carrozzone.
      • Massi cadenti scrive:
        Re: Come paga la SIEA gli artisti
        - Scritto da: teddybear
        - Scritto da: Che palle

        Mi sono fatto spiegare come un cantante vene

        pagato dalla

        siae.


        Praticamente basta scrivere una canzone (e

        depositarla) per avere uno stipendio fisso,
        anche

        se non vendi un disco (ora capisco dove vanno i

        soldi dei supporti

        vergini)!!!

        Tutto bello se fosse vero. Purtroppo non lo è. Ci
        sono artisti (degni del nome di Artista) che pur
        vendendo centinaia di album non hanno mai visto
        alcunchè dalla
        SIAE.

        Molto interessante a riguardo una famossissima
        (forse la più famosa) puntata di Report che
        spiega come funziona il
        carrozzone.Repetita iuvanthttp://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90082,00.html
    • niegazowana scrive:
      Re: Come paga la SIEA gli artisti
      Ciao,diciamo che chi ti ha spiegato come funziona la SIAE non ne sa molto...La SIAE si occupa di raccogliere i diritti inerenti a un'opera, quindi se tu depositi un brano e questo non "genera" diritti (non viene pubblicato, non viene eseguito in pubblico, ecc.) non vedrai una lira (o, meglio, un euro).Poi anche nel caso "generasse" diritti la SIAE paga in base a un coefficiente che dipenda dalla popolarità del brano...è assurdo, ma più un brano è famoso più guadagna.Senza contare che devi sempre pagare la quota annuale alla SIAE...Ciao,Massimo
    • z f k scrive:
      Re: Come paga la SIEA gli artisti
      - Scritto da: Che palle
      Praticamente basta scrivere una canzone (e
      depositarla) per avere uno stipendio fisso, anche
      se non vendi un disco (ora capisco dove vanno iForse e' vero, ma solo se rientri in una delle categorie privil... protette (ossia se hai qualcuno nel circoletto che prende le decisioni).Guardati|leggiti il servizio di report, come consigliato da molti:http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90082,00.htmlCYA
    • Siae Mecenate scrive:
      Re: Come paga la SIEA gli artisti
      A chi ti sei rivolto per questa informazione? Mirko dei Bee hive?Leggi, e fatti una cultura...altro che vitalizio forfettario...ah ah ah ah.http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90082,00.html
    • Giggi Giggi scrive:
      Re: Come paga la SIEA gli artisti
      - Scritto da: Che palle
      Mi sono fatto spiegare come un cantante vene
      pagato dalla
      siae.il cantante chi e' ? il figlio di Michele Guardi' ? :pGg
  • Jean Valjean scrive:
    individualismo
    l'individualismo che noi pensiamo sia (solo) un nostro difetto generazionale, in realtà viene scientificamente progettato e costruitose non comunichiamo (e se non arriviamo a conoscere canzoni i cui testi ci possono ricordare che abbiamo prima una pancia, poi un cuore, poi un cervello) non possiamo capire, e non abbiamo nessun potere, nessunoproblemi miei? e tu cosa ci stai facendo qui invece di essere con i tuoi amici a parlare di qualcosa di utile, interessante o divertente?una scoperta recente dei cattivoni industriali e massoni? nodivide et impera (da qualche parte avanti cristo)
  • La bella lavanderin a scrive:
    Uè: il notissimo duo folk Show Of Hand!!
    Questo bel discorso vale solo finchè lo fa il celeberrimo duo folk "Show Of Hand".E scusatemi se rido.(rotfl)
    • teddybear scrive:
      Re: Uè: il notissimo duo folk Show Of Hand!!
      - Scritto da: La bella lavanderin a
      Questo bel discorso vale solo finchè lo fa il
      celeberrimo duo folk "Show Of Hand".Non capisco. Quindi se lo avesse fatto un gruppo o un artista meno famoso non sarebbe stato accettabile?
      • yogurt scrive:
        Re: Uè: il notissimo duo folk Show Of Hand!!
        - Scritto da: teddybear
        Non capisco. Quindi se lo avesse fatto un gruppo
        o un artista meno famoso non sarebbe stato
        accettabile?Penso gli faccia ridere il fatto che non siano poi così famosi.Certo che se parla solo chi ha pubblico...
        • teddybear scrive:
          Re: Uè: il notissimo duo folk Show Of Hand!!
          - Scritto da: yogurt
          - Scritto da: teddybear

          Non capisco. Quindi se lo avesse fatto un gruppo

          o un artista meno famoso non sarebbe stato

          accettabile?

          Penso gli faccia ridere il fatto che non siano
          poi così
          famosi.
          Certo che se parla solo chi ha pubblico...Non mi paiono poi così sconosciuti. Perlomeno non credo di essere l'unico ad avere loro CD, visto che quando ho cercato il loro ultimo Greatest Hits, non ho avuto difficoltà a trovarlo in negozio.Certo che se uno conosce solo Britney Spears ...
    • Lavami le mutande scrive:
      Re: Uè: il notissimo duo folk Show Of Hand!!
      - Scritto da: La bella lavanderin a
      Questo bel discorso vale solo finchè lo fa il
      celeberrimo duo folk "Show Of
      Hand".

      E scusatemi se rido.Come dicevano gli Antichi "risus abundat in ore stultorum".Dedicati ai panni da lavare, visto che dell'articolo non hai capito nulla.
    • SpaghettiNetwork scrive:
      Re: Uè: il notissimo duo folk Show Of Hand!!
      è un gruppo folk inglese, facile che lo si consoca solo lì.se chiedi ad un inglese chi è Vasco Rossi probabilmente non lo sà.
      • teddybear scrive:
        Re: Uè: il notissimo duo folk Show Of Hand!!
        - Scritto da: SpaghettiNetwork
        è un gruppo folk inglese, facile che lo si
        consoca solo lì.In Germania non ho avuto difficoltà a trovare i loro dischi.
        se chiedi ad un inglese chi è Vasco Rossi
        probabilmente non lo sà.Chi?
        • Luco, giudice di linea mancato scrive:
          Re: Uè: il notissimo duo folk Show Of Hand!!
          - Scritto da: teddybear
          - Scritto da: SpaghettiNetwork

          se chiedi ad un inglese chi è Vasco Rossi

          probabilmente non lo sà.

          Chi?Lui[img]http://bp1.blogger.com/_tuptINSJTE4/RoxyrQzOyRI/AAAAAAAAAZg/0jHgQU5KeA8/s320/paolo_rossi1.jpg[/img]o forse lui[img]http://www.mentelocale.it/img_contenuti/laura.santini/grandi/RossiPaolo.L.jpg[/img]o tutt'al più lui[img]http://www.cartoonclub.it/images/sigrossi01.jpg[/img]Altri Rossi non ne conosco.
  • Luco, giudice di linea mancato scrive:
    Artisti con la A maiuscola
    CdO.
  • pizza margherita scrive:
    w la musica dal vivo
    è tanto semplice...il muratore fa i muri, il falegname fa i mobili, e il musicista... suona!per come la vedo io, anche se le case discografiche vogliono convincermi del contrario, il vero prodotto è l'evento dal vivo, non il supporto registrato, che è strumento pubblicitario.Se la tendenza fosse questa avremmo più qualità della musica suonata, e più selezione di pseudo-professionisti in grado al massimo di sostenere un concerto "vero" nelle sale parrocchiali...
    • ciao scrive:
      Re: w la musica dal vivo
      d'accordissimo, la musica dal vivo e' un'altra cosa ed e' giusto che chi suona bene ci viva sentire su cd quello che si e' sentito dal vivo ricorda le emozioni provate:di solito sento musica dalla radio, ma quando sento un concerto meritevole, spesso prendo il cd se non il dvd se, invece uno , "suona bene" per merito della pubblicita' e' giusto che si faccia ripagare con le vendite. o chi per lui, dei costi sostenuti e ci guadagni molto per i rischi corsicerto che "sta" cosa nel testo lascia un filo perplessi""Consideraimo la questione più da vicino - spiega Knightley a TorrentFreak - una persona che apprezza la nostra musica ha gentilmente fatto una copia del nostro CD e l'ha diffusa per spargere la voce riguardo a noi". "Colui che l'ha ricevuta - ricostruisce la dinamica Knighd'accordissimo, la musica dal vivo e' un'altra cosasentire su cd quello che si e' sentito dal vivo ricorda le emozioni provatesento musica dalla radio, ma quando sento un concerto meritevole, spesso prendo il cdcerto che sta cosa nel testo lascia un filo perplessi""Consideraimo la questione più da vicino - spiega Knightley a TorrentFreak - una persona che apprezza la nostra musica ha gentilmente fatto una copia del nostro CD e l'ha diffusa per spargere la voce riguardo a noi". "Colui che l'ha ricevuta - ricostruisce la dinamica Knightley - ha acquistato un biglietto per vederci e ha acquistato un CD al concerto". La stessa dinamica si innesca grazie agli appassionati che registrano le esibizioni, che confezionano bootleg video dei concerti e li diffondono dentro e fuori dalla rete: "Credo che il termine ufficiale sia viral marketing", la pirateria, spiega Knightley, è passaparola, e il passaparola è l'unico modo di sopravvivere per gli artisti che devono ancora costruirsi un pubblico."se a loro piace la "Pirateria" , quella del loro disco non sarebbe tale in quanto loro stessi anticiperebbero i presunti pirati.. e di certo in modo piu' comodo e meno illegale (il loro sito ?) senza ricorrere a quello che si lascia trapelare: al p2p da parte di un "pirata"tley - ha acquistato un biglietto per vederci e ha acquistato un CD al concerto". La stessa dinamica si innesca grazie agli appassionati che registrano le esibizioni, che confezionano bootleg video dei concerti e li diffondono dentro e fuori dalla rete: "Credo che il termine ufficiale sia viral marketing", la pirateria, spiega Knightley, è passaparola, e il passaparola è l'unico modo di sopravvivere per gli artisti che devono ancora costruirsi un pubblico."se a loro piace la "Pirateria" , quella del loro disco non sarebbe tale in quanto loro stessi anticiperebbero i presunti pirati.. e di certo in modo piu' comodo e meno illegale (il loro sito ?) senza ricorrere a quello che si lascia trapelare: al p2p da parte di un "pirata"ps: la radio fm , se decente, ha una qualita' di gran lunga superiore alla maggior parte di mp3e se, invece, prendete un cd fatelo nell'ordine: al concerto, in un negozietto, in una catena italiana, e non in qualche catena estera
      • ciao scrive:
        Re: w la musica dal vivo
        d'accordissimo, la musica dal vivo e' un'altra cosa ed e' giusto che chi suona bene ci vivasentire su cd quello che si e' sentito dal vivo ricorda le emozioni provate:di solito sento musica dalla radio, ma quando sento un concerto meritevole, spesso prendo il cd se non il dvdse, invece uno , "suona bene" per merito della pubblicita' e' giusto che si faccia ripagare con le vendite. o chi per lui, dei costi sostenuti e ci guadagni molto per i rischi corsicerto che "sta" cosa "dell'articolo" lascia un filo perplessi""Consideraimo la questione più da vicino - spiega Knightley a TorrentFreak - una persona che apprezza la nostra musica ha gentilmente fatto una copia del nostro CD e l'ha diffusa per spargere la voce riguardo a noi". "Colui che l'ha ricevuta - ricostruisce la dinamica Knightley - ha acquistato un biglietto per vederci e ha acquistato un CD al concerto". La stessa dinamica si innesca grazie agli appassionati che registrano le esibizioni, che confezionano bootleg video dei concerti e li diffondono dentro e fuori dalla rete: "Credo che il termine ufficiale sia viral marketing", la pirateria, spiega Knightley, è passaparola, e il passaparola è l'unico modo di sopravvivere per gli artisti che devono ancora costruirsi un pubblico."se a loro piace la "Pirateria" , quella del loro disco non sarebbe tale in quanto loro stessi anticiperebbero i presunti pirati.. e di certo in modo piu' comodo e meno illegale (il loro sito ?) senza ricorrere a quello che si lascia trapelare: al p2p da parte di un "pirata"ps: la radio fm , se decente, ha una qualita' di gran lunga superiore alla maggior parte di mp3e se, invece, prendete un cd fatelo nell'ordine:al concerto, in un negozietto, in una catena italiana, e non in qualche catena estera
    • ege scrive:
      Re: w la musica dal vivo
      Giusto.Ciò che io pago all'artista dev'essere ciò che lui fa di originale ed unico. Nel caso del musicista: il concerto dal vivo. In alternativa, posso pagare anche solo l'originalità (a scapito dell'unicità), per il fatto che non sono in grado di riprodurmi il prodotto da me: pago il cd originale con tanto di artwork, pago la maglietta quando vado al concerto. Se la maglietta sono in grado di farmela da me, me la faccio e NON pago né l'originalità del prodotto né la sua unicità.In ambito pittorico, se voglio l'originalità ed unicità di un Van Gogh la pago (e tanto!). Se mi accontento di una copia, la pago di meno. Se sono in grado di dipingermelo da me (e mi accontento del risultato), mi dipingo il Van Gogh a casa mia.Se voglio un piatto cucinato da Gualtiero Marchesi, lo pago (e tanto - originalità ed unicità). Se so farmelo da me, me lo cucino a casa mia e lo offro a chi mi pare.Ora la tecnologia mette a disposizione di tutti la capacità di produrre copie fedeli di cd, dvd, ecc. Internet fornisce la possibilità di ampliare ciò che si è sempre fatto e sempre si farà, ovvero il trasferimento di un bene da una persona ad un'altra non a scopo di lucro (compro un oggetto, lo presto ad un amico, lui se può e vuole se lo copia).E' come se fossimo tutti in grado di dipingere un Van Gogh in modo perfetto. Se ci accontentiamo di perdere l'originalità e l'unicità del quadro, ce lo dipingiamo da noi e lo diamo a chi ci pare (attenzione: non stiamo campando sulle spalle dell'artista, il tutto è fatto NON a scopo di lucro).Bisogna accettare il fatto che se c'è la possibilità di copiare un prodotto facendo a meno dell'originale ci sarà sempre chi lo farà.Trent Reznor lo ha capito e infatti: http://theslip.nin.com/D'altro canto ci sarà sempre chi desidera anche l'originale, infatti i nine inch nails campano benissimo anche permettendo ai fan di copiare e distribuire il loro lavoro (anzi, probabilmente hanno guadagnato notorietà, come il duo folk di cui sopra...).
      • Rimason scrive:
        Re: w la musica dal vivo
        - Scritto da: ege
        Giusto.

        Ciò che io pago all'artista dev'essere ciò che
        lui fa di originale ed unico. Nel caso del
        musicista: il concerto dal vivo. Ti accontenteresti se fossero disponibili solo concerti dal vivo e nessun cd o dvd di un artista, magari solo spezzoni di assaggio su radio o tv musicali?Poi se vuoi ascoltare tutto, devi pagare al concerto?
        .

        Ora la tecnologia mette a disposizione di tutti
        la capacità di produrre copie fedeli di cd, dvd,
        ecc. Internet fornisce la possibilità di ampliare
        ciò che si è sempre fatto e sempre si farà,
        ovvero il trasferimento di un bene da una persona
        ad un'altra non a scopo di lucro (compro un
        oggetto, lo presto ad un amico, lui se può e
        vuole se lo
        copia).
        Quindi tutti copiano tutto, con qualità di copia sempre più soddisfacenti e poi chi va ai concerti, cioè a pagare l'artista-anche solo lui, lasciamo perdere chi ci mangia intorno più o meno a sbafo?Qualcosa mi dice che saranno in pochi ad andare ai concerti, speciè se i prezzi saranno altini (perchè comunque è più economico copiare un cd che non ripagare l'artista e il suo baraccone da concerto che comunque gli serve per fornire uno spettacolo decente e godibile).

        Bisogna accettare il fatto che se c'è la
        possibilità di copiare un prodotto facendo a meno
        dell'originale ci sarà sempre chi lo
        farà.
        Trent Reznor lo ha capito e infatti:
        http://theslip.nin.com/Bisogna accettare il fatto, come qualcuno ha detto altrove su questi temi, che se ti accontenti di una sega puoi fare a meno di cercarti una donna, avere una moglie, rispettarla, amarla e assecondarne di tanto in tanto i voleri, ecc.Ma l'esperienza che ti garantisce la prima soluzione a mio avviso non è paragonabile alla seconda (l'originale!).

        D'altro canto ci sarà sempre chi desidera anche
        l'originale, infatti i nine inch nails campano
        benissimo anche permettendo ai fan di copiare e
        distribuire il loro lavoro (anzi, probabilmente
        hanno guadagnato notorietà, come il duo folk di
        cui
        sopra...).E quando saranno diventati ben noti al pubblico, non credi che cominceranno anche loro a volere raccogliere i frutti della loro notorietà?
        • ege scrive:
          Re: w la musica dal vivo
          - Scritto da: Rimason
          Ti accontenteresti se fossero disponibili solo
          concerti dal vivo e nessun cd o dvd di un
          artista, magari solo spezzoni di assaggio su
          radio o tv
          musicali?
          Poi se vuoi ascoltare tutto, devi pagare al
          concerto?Non sto dicendo che sarebbe meglio se i musicisti facessero solo spettacoli live senza vendere dischi, sto dicendo che io pago volentieri (anche tanto) quello che l'artista può propormi dal vivo. Pago volentieri (a prezzi ragionevoli) il disco originale se l'artista mi piace e voglio aggiungere un suo album alla mia collezione di dischi originali. Ma mi piacerebbe avere la libertà di copiare, prestare, far sentire ad altri il lavoro in questione.Queste cose non sono incompatibili e la dimostrazione l'hanno data appunto i nine inch nails (cito loro perché li conosco da anni, magari anche altri hanno fatto la stessa cosa):ad esempio quando è uscito "Ghosts":1. l'hanno messo a disposizione sotto Creative Commons sul loro sito e sui circuiti P2P2. l'ho scaricato (e ridistribuito), l'ho sentito e mi è piaciuto3. l'ho comprato _direttamente da loro_ (intendo dire senza foraggiare terze parti) per 10$ (!!! doppio CD in digipak !!!) e loro me l'hanno spedito a casa4. non mi sono mai perso un loro concerto da quando li conosco e di certo non lo farò in futuro
          Quindi tutti copiano tutto, con qualità di copia
          sempre più soddisfacenti e poi chi va ai
          concerti, cioè a pagare l'artista-anche solo lui,
          lasciamo perdere chi ci mangia intorno più o meno
          a sbafo?
          Qualcosa mi dice che saranno in pochi ad andare
          ai concerti, speciè se i prezzi saranno altini
          (perchè comunque è più economico copiare un cd
          che non ripagare l'artista e il suo baraccone da
          concerto che comunque gli serve per fornire uno
          spettacolo decente e
          godibile).L'esperienza dimostra il contrario, i concerti dei NIN sono sempre piuttosto gremiti...E comunque ci sono livelli diversi:1. Voglio vedere l'artista dal vivo e pago il concerto2. Voglio supportare ulteriormente l'artista e compro merchandising3. Voglio un album originale / Voglio supportare l'artista e compro il CD4. Voglio sentire se un album mi piace prima di spendere soldi per niente e me lo scaricoQuesti livelli non sono alternativi, possono convivere. Ad esempio in me convivono benissimo!
          Bisogna accettare il fatto, come qualcuno ha
          detto altrove su questi temi, che se ti
          accontenti di una sega puoi fare a meno di
          cercarti una donna, avere una moglie,
          rispettarla, amarla e assecondarne di tanto in
          tanto i voleri,
          ecc.
          Ma l'esperienza che ti garantisce la prima
          soluzione a mio avviso non è paragonabile alla
          seconda
          (l'originale!).E' quello che sto dicendo io: nessuno ti vieta di provare la prima soluzione (il non originale) e poi decidere che preferisci comunque l'originale, nonostante sia più impegnativo (o costoso, a seconda della metafora che preferisci).Ovvero: nessuno te lo vieta nella "metafora sessuale", ma nella "metafora discografica" te lo vietano eccome. Io penso che se non fosse vietato sarebbe meglio per tutti, artisti e fan.
          E quando saranno diventati ben noti al pubblico,
          non credi che cominceranno anche loro a volere
          raccogliere i frutti della loro
          notorietà?I frutti della loro notorietà li raccoglieranno comunque con i livelli 1, 2 e 3 di cui sopra. Anzi li stanno sicuramente già raccogliendo.
      • Giggi Giggi scrive:
        Re: w la musica dal vivo
        - Scritto da: ege
        Giusto.

        Ciò che io pago all'artista dev'essere ciò che
        lui fa di originale ed unico. Nel caso del
        musicista: il concerto dal vivo. In alternativa,
        posso pagare anche solo l'originalità (a scapito
        dell'unicità), per il fatto che non sono in grado
        di riprodurmi il prodotto da me: pago il cd
        originale con tanto di artwork, pago la maglietta
        quando vado al concerto. Se la maglietta sono in
        grado di farmela da me, me la faccio e NON pago
        né l'originalità del prodotto né la sua
        unicità.ok, ti fai la maglietta. perfetto.

        In ambito pittorico, se voglio l'originalità ed
        unicità di un Van Gogh la pago (e tanto!). Se mi
        accontento di una copia, la pago di meno. Se sono
        in grado di dipingermelo da me (e mi accontento
        del risultato), mi dipingo il Van Gogh a casa
        mia.ok, vuol dire che sei bravo a dipingere (usi pennelli, colori, tavolozza,ecc..) e ti fai un tuo dipinto.

        Se voglio un piatto cucinato da Gualtiero
        Marchesi, lo pago (e tanto - originalità ed
        unicità). Se so farmelo da me, me lo cucino a
        casa mia e lo offro a chi mi
        pare.ok, vuol dire che sei bravo a cucinare (ti destreggi tra fornelli, pentole, ingredienti, ecc..) e ti cucini il piatto da te.

        Ora la tecnologia mette a disposizione di tutti
        la capacità di produrre copie fedeli di cd, dvd,
        ecc. Internet fornisce la possibilità di ampliare
        ciò che si è sempre fatto e sempre si farà,
        ovvero il trasferimento di un bene da una persona
        ad un'altra non a scopo di lucro (compro un
        oggetto, lo presto ad un amico, lui se può e
        vuole se lo
        copia).E NO CAZZO ! ti prendi TUTTI gli strumenti, impari a suonarli tutti, impari anche a cantare (e se sei stonato, ciccia!) e ti suoni la canzone ! altrimenti troppo facile !Altro che copia e copia, che scroccone.Gg
        • ege scrive:
          Re: w la musica dal vivo

          E NO CAZZO ! ti prendi TUTTI gli strumenti,
          impari a suonarli tutti, impari anche a cantare
          (e se sei stonato, ciccia!) e ti suoni la canzone
          ! altrimenti troppo facile
          !
          Altro che copia e copia, che scroccone.Caso A:Un musicista vuole vendere la sua performance live: se io so replicare il prodotto che lui vuol vendere e SE mi accontento del risultato mi faccio il concerto in camera mia e sono contento.Risultato nel mio caso: non ne sono capace e infatti pago sempre (e molto) per andare ai concerti dei miei gruppi preferiti.Caso B:Un musicista vuol vendere _una copia_ (e non scordiamoci che l'originale è pur sempre una copia di un master) del suo album, solitamente non su CD-R del supermercato, ma dotato di artwork, booklet ecc. Se voglio l'originale me lo compro. Se un amico l'ha comprato e me lo vuol prestare, lo prendo in prestito e lo ascolto. Se mi piace e ho modo di farlo me lo copio. Se non mi accontento della copia (CD-R del supermercato), mi compro l'originale.Mi sembra che il caso A e il caso B possano convivere senza problemi. E se non ti dispiace vorrei non perdere la libertà di prestare un cd ad un amico.Il P2P è un estensione all'ennesima potenza del prestito+copia.Risultato nel mio caso: prima di darmi dello scroccone vieni a casa mia a controllare quanti cd originali ho sotto lo stereo (ti risparmio la fatica: ne ho parecchi).
    • Genoveffo il terribile scrive:
      Re: w la musica dal vivo
      - Scritto da: pizza margherita
      è tanto semplice...

      il muratore fa i muri, il falegname fa i mobili,
      e il musicista...
      suona!
      ............Te lo immagini l'azienda costruttrice di una casa che, dopo averla venduta, chiede i diritti per l'uso perchè rappresenta i muratori???? EheheheheheheheheheVabbè, duplicare una casa non è facile, ma potrei volerla modificare, affittare, coabitarci, trasformarla in openspace, usarla come uffici .... e l'azienda costruttrice che chiede ogni volta soldi per i suoi diritti originali di fabbricazione!SIAE : PPPPPPRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!E suoi accoliti.
      • Massi cadenti scrive:
        Re: w la musica dal vivo
        - Scritto da: Genoveffo il terribile
        - Scritto da: pizza margherita

        è tanto semplice...



        il muratore fa i muri, il falegname fa i mobili,

        e il musicista...

        suona!

        ............

        Te lo immagini l'azienda costruttrice di una casa
        che, dopo averla venduta, chiede i diritti per
        l'uso perchè rappresenta i muratori????
        EheheheheheheheheheTu hai letto la mia wiki, ammettilo :D
    • z f k scrive:
      Re: w la musica dal vivo
      - Scritto da: pizza margherita
      è tanto semplice...

      il muratore fa i muri, il falegname fa i mobili,
      e il musicista...
      suona!

      per come la vedo io, anche se le case
      discografiche vogliono convincermi del contrario,
      il vero prodotto è l'evento dal vivo, non il
      supporto registrato, che è strumento
      pubblicitario.Vero fino ad un certo punto.Lo scrittore scrive. Pretenderesti che venisse pagato solo per le performance dal vivo?La sua opera viene fruita mediante la distribuzione di un media (il libro), il cui prezzo P dovrebbe(!) coprire le spese di produzione S (suddiviso tra tutte le copie che si presume di vendere: S') e il guadagno G dovuto all'autore per ogni copia: P=S'+G.Ora, cambiando media, cambia ovviamente il metodo di produzione e quindi cambia il peso del fattore S.Un media incorporeo, privo quasi di intermediari, vede S tendere a zero. P ~= G.Riapplicare il tutto alla musica...L'autore-performer (cantautore) di musica e' a meta' strada.Il performer e' decisamente spostato piu' verso l'equivalente di un artigiano.Personalmente sono d'accordo che un autore decida cosa farne del proprio lavoro, finche' e' in vita. Poi possiamo discutere degli eredi, della citabilita', di quello che volete.Quello che non mi va e' che io debba pagare un'associazione per ascoltare o conservare della musica, a prescindere che l'autore faccia o meno parte di tale associazione (ne' di altre) o abbia deciso di donare quell'opera all'umanita' o di liberarla da obblighi economici per usi non commerciali o...CYA
    • Rimason scrive:
      Re: w la musica dal vivo
      - Scritto da: pizza margherita
      è tanto semplice...

      il muratore fa i muri, il falegname fa i mobili,
      e il musicista...
      suona!
      E se io, nel caso fossi un musicista, volessi solo pubblicare cd perchè per me comunque è troppo oneroso o faticoso fare concerti, rispetteresti la mia scela e pagheresti per un cd oppure lo copiersti gratis?
      per come la vedo io, anche se le case
      discografiche vogliono convincermi del contrario,
      il vero prodotto è l'evento dal vivo, non il
      supporto registrato, che è strumento
      pubblicitario.
      Quante persone si limitano a comprare solo cd, o a copiarli gratis, anzichè andare ai concerti?Io credo siano la stragrande maggioranza.A nche andare ad un concerto può esser faticoso per l'ascoltatore di musica: bisogna uscir di casa, pagare il biglietto, fare file, star in piedi per ore, ecc.Perchè a te ascoltatore dovrebbe esser data la scelta di solo usare le nuove tecnologie (ascoltare un cd acquistato-scaricato da internet più o meno legalmente) e a me -fossi io un musicista, ma non lo sono- l'impossibilità di usare solo internet e o vender solo cd per campare?Solo perchè in molti non sono in grado di rispettare il mio lavoro (che in quanto bene immateriale è facilmente trasportabile,copiabile, ecc)?
      Se la tendenza fosse questa avremmo più qualità
      della musica suonata, e più selezione di
      pseudo-professionisti in grado al massimo di
      sostenere un concerto "vero" nelle sale
      parrocchiali...Gli pseudo professionisti spariscono da soli, dopo aver fregato qualcuno per poco tempo.Tranquillo. Quelli veri, se si diffonde la cultura del tutto gratis spariscono perchè non posson mangiare.Mettetevelo bene in testa.
      • pizza margherita scrive:
        Re: w la musica dal vivo
        - Scritto da: Rimason


        E se io, nel caso fossi un musicista, volessi
        solo pubblicare cd perchè per me comunque è
        troppo oneroso o faticoso fare concerti,
        rispetteresti la mia scela e pagheresti per un cd
        oppure lo copiersti
        gratis?per come ho impostato il discorso, non saresti un musicista...tornando all'esempio (stiracchiato, lo ammetto) iniziale, considereresti"muratore" uno che fa solo tramezze da 8 cm perché fare il restonon gli riesce, o non gli va, o altro motivo?Io faccio fatica...


        Quante persone si limitano a comprare solo cd, o
        a copiarli gratis, anzichè andare ai
        concerti?
        Io credo siano la stragrande maggioranza.
        A nche andare ad un concerto può esser faticoso
        per l'ascoltatore di musica: bisogna uscir di
        casa, pagare il biglietto, fare file, star in
        piedi per ore,
        ecc.è perché pensiamo ala musica come al grande evento.I mega artisti lo sono proprio perché sono all'interno di una gigantesca macchina promozionale, che ha molta convenienza nel concentrare in un unico evento decine di migliaia di personeLa musica "vera" si ascolta anche nel bar sottocasa.e secondo il mio modo di vedere un po' alla volta vedresti anche nei piccoli locali gente bravissima, e i "vorrei ma non posso" (giustmente) tornerebbero a suonare in cantina, o in altri circuiti...
        Perchè a te ascoltatore dovrebbe esser data la
        scelta di solo usare le nuove tecnologie
        (ascoltare un cd acquistato-scaricato da internet
        più o meno legalmente) e a me -fossi io un
        musicista, ma non lo sono- l'impossibilità di
        usare solo internet e o vender solo cd per
        campare?
        Solo perchè in molti non sono in grado di
        rispettare il mio lavoro (che in quanto bene
        immateriale è facilmente trasportabile,copiabile,
        ecc)?tornando a quanto detto prima, non rientresti nella categoria "Musicisti"come i vari dj, miscelatori, assemblatori, remixatori, mashup-patori,ecc...


        Se la tendenza fosse questa avremmo più qualità

        della musica suonata, e più selezione di

        pseudo-professionisti in grado al massimo di

        sostenere un concerto "vero" nelle sale

        parrocchiali...
        Gli pseudo professionisti spariscono da soli,
        dopo aver fregato qualcuno per poco
        tempo.Tranquillo. Quelli veri, se si diffonde la
        cultura del tutto gratis spariscono perchè non
        posson
        mangiare.
        Mettetevelo bene in testa.purtroppo quel che vedo io è un altro film... Gente bravissima (parlo di professionisti) che si trova a discutere con gente che li considera allo stesso modo dei "dopolavoristi" delle cover band...A questi, come citato nell'articolo, se copi e diffondi il loro CD addirittura fai un piacere!
        • Rimason scrive:
          Re: w la musica dal vivo
          - Scritto da: pizza margherita
          - Scritto da: Rimason





          per come ho impostato il discorso, non saresti un
          musicista...Io non sono davvero un musicista.Ma a te, dinanzi a chi suona musica, chi da il diritto di dire chi è un musicista e chi no?

          tornando all'esempio (stiracchiato, lo ammetto)
          iniziale,
          considereresti
          "muratore" uno che fa solo tramezze da 8 cm
          perché fare il
          resto
          non gli riesce, o non gli va, o altro motivo?
          Io faccio fatica...Il muratore costruisce beni reali, come il falegname, il fornaio, ecc.Il musicista beni immatreriali.Gli esmpi devono essr calzanti.Per la musica, i libri, beni immateriali in genere, il discorso è diverso.

          è perché pensiamo ala musica come al grande
          evento.

          I mega artisti lo sono proprio perché sono
          all'interno di una gigantesca macchina
          promozionale, che ha molta convenienza nel
          concentrare in un unico evento

          decine di migliaia di persone

          La musica "vera" si ascolta anche nel bar
          sottocasa.
          e secondo il mio modo di vedere un po' alla volta
          vedresti anche nei piccoli locali gente
          bravissima, e i "vorrei ma non posso"
          (giustmente) tornerebbero a suonare in cantina, o
          in altri
          circuiti...Secondo il tuo modo di vedere, appunto!Nessuno t'impedisce di vederla come vuoi, ma non puoi trarre da ciò una regola generale valida per tutti i beni immateriali e realtivi diritti d'autore.






          purtroppo quel che vedo io è un altro film...
          Gente bravissima (parlo di professionisti) che si
          trova a discutere con gente che li considera allo
          stesso modo dei "dopolavoristi" delle cover
          band...
          A questi, come citato nell'articolo, se copi e
          diffondi il loro CD addirittura fai un
          piacere!E chi dice che loro non possono decidere di far copiare liberamente il frutto del loro lavoro?E' una loro scelta.Legittima.Ma in questo caso non è solo il consumatore finale di musica a decidere.Chiara la differenza?
      • Luco, giudice di linea mancato scrive:
        Re: w la musica dal vivo
        - Scritto da: Rimason
        E se io, nel caso fossi un musicista, volessi
        solo pubblicare cd perchè per me comunque è
        troppo oneroso o faticoso fare concerti,
        rispetteresti la mia scela e pagheresti per un cd
        oppure lo copiersti gratis?Personalmente lo copierei gratis, non potrei mai rispettare una persona che fa una roba artefatta e la presenta come propria.E' faticoso suonare o cantare dal vivo e farlo bene, molto meno faticoso ripetere 10 volte un passaggio difficile (magari al rallentatore) in sala d'incisione, tanto oggi coi computer si sistema tutto. Oggi la stragrande maggioranza dei dischi venduti sono fatti tutti così, da non-artisti che prendono per i fondelli i consumatori che dovrebbero (secondo la loro mente malata) pagare per avere roba artefatta e modificata.Stessa cosa per gli attori, se un attore non è capace di stare a teatro vuol dire che non è un attore. A ripetere centinaia di volte un ciak chiunque può diventare un attore, tanto alla fine si prende quello venuto meno peggio. Tanto più che oggi non si gira quasi più in pellicola e quindi non ci sono costi esorbitanti dovuti al supporto sprecato in questi casi (la pellicola non la puoi cancellare e impressionare di nuovo, quindi le scene e i ciak scartati sono pellicola sprecata, e la pellicola costa).
        • Rimason scrive:
          Re: w la musica dal vivo
          - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
          - Scritto da: Rimason

          E se io, nel caso fossi un musicista, volessi

          solo pubblicare cd perchè per me comunque è

          troppo oneroso o faticoso fare concerti,

          rispetteresti la mia scela e pagheresti per un
          cd

          oppure lo copiersti gratis?

          Personalmente lo copierei gratis, non potrei mai
          rispettare una persona che fa una roba artefatta
          e la presenta come
          propria.Ecco, appunto. decidi solo tu: se vale la pena copiare copi gratis, senza rispetto del lavoro altrui (solo perchè si tratta di un bene immateriale).Trattandosi di un bene reale: romperesti, pensando di farla franca, un tavolo fatto a un falegname solo perchè non ti piace? O pensi che sarebbe giusto far rientrare un comportamento simile nella categoria dei reati?
          E' faticoso suonare o cantare dal vivo e farlo
          bene, molto meno faticoso ripetere 10 volte un
          passaggio difficile (magari al rallentatore) in
          sala d'incisione, tanto oggi coi computer si
          sistema tutto. Oggi la stragrande maggioranza dei
          dischi venduti sono fatti tutti così, da
          non-artisti che prendono per i fondelli i
          consumatori che dovrebbero (secondo la loro mente
          malata) pagare per avere roba artefatta e
          modificata.Nessuno ti obbliga ad acquistare cd di questi artisti.Poi non venirmi a dire che copi solo per vedere se un artista vale o meno.Al limite ciò si potrebbe giustifcare per copie temporanee, il tempo dell'ascolto e "assaggio",per poi cancellare tutto.Ma la realtà è ben diversa: molti ciò che copiano se lo tengono, magari finisce nel dimenticatoio, ma se lo tengono (tanto ormai il costo delle memorie su cd o sull'hard disk dei Pc è irrisorio).Poi magari si dicono che in quel pezzo non tutto era poi così malaccio, magari qualche passaggio era veramente originale o piacevole.Allora se lo tengono, magari tutto il pezzo.Però, visto che la copia è gratis, perchè pagare per il tutto?
          Stessa cosa per gli attori, se un attore non è
          capace di stare a teatro vuol dire che non è un
          attore. A ripetere centinaia di volte un ciak
          chiunque può diventare un attore, tanto alla fine
          si prende quello venuto meno peggio. Tanto più
          che oggi non si gira quasi più in pellicola e
          quindi non ci sono costi esorbitanti dovuti al
          supporto sprecato in questi casi (la pellicola
          non la puoi cancellare e impressionare di nuovo,
          quindi le scene e i ciak scartati sono pellicola
          sprecata, e la pellicola
          costa).Stessa cosa di cui sopra.Ti arroghi solo tu il diritto di decidere.
          • non registrato scrive:
            Re: w la musica dal vivo
            - Scritto da: Rimason
            Trattandosi di un bene reale: romperesti,
            pensando di farla franca, un tavolo fatto a un
            falegname solo perchè non ti piace? O pensi che
            sarebbe giusto far rientrare un comportamento
            simile nella categoria dei
            reati?[img]http://img185.imageshack.us/img185/3256/piracyisnottheftec5.jpg[/img]
    • Luco, giudice di linea mancato scrive:
      Re: w la musica dal vivo
      - Scritto da: pizza margherita
      è tanto semplice...

      il muratore fa i muri, il falegname fa i mobili,
      e il musicista...
      suona!Esatto, suona , non incide . Il CD è una riproduzione, è come se il falegname invece di consegnarti il tavolo che gli hai chiesto ti desse la fotografia del tavolo.Far pagare le registrazioni è la più grande fregatura dell'era moderna.
      • Rimason scrive:
        Re: w la musica dal vivo
        - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
        - Scritto da: pizza margherita

        è tanto semplice...



        il muratore fa i muri, il falegname fa i mobili,

        e il musicista...

        suona!

        Esatto, suona , non incide . Il CD è
        una riproduzione, è come se il falegname invece
        di consegnarti il tavolo che gli hai chiesto ti
        desse la fotografia del
        tavolo.
        Far pagare le registrazioni è la più grande
        fregatura dell'era
        moderna.Qui si parla di beni immateriali (musica), quello del falegname è un bene reale, non lo puoi copiare (ammenochè tu non abbia abilità da falegname e te lo costruisci da solo).La differenza è enorme.
        • Luco, giudice di linea mancato scrive:
          Re: w la musica dal vivo
          - Scritto da: Rimason

          Esatto, suona , non incide . Il CD è

          una riproduzione, è come se il falegname invece

          di consegnarti il tavolo che gli hai chiesto ti

          desse la fotografia del

          tavolo.

          Far pagare le registrazioni è la più grande

          fregatura dell'era

          moderna.
          Qui si parla di beni immateriali (musica),Si sta confondendo il lavoro di un artista che sta lavorando lì davanti a te, per te che hai pagato il biglietto per vederla, con quello di un cretino che in studio si fa aggiustare le stonature al computer e ripete 50 volte un passaggio che non gli viene.L'esempio del falegname non ti piace? Facciamo quello del concessionario: gli dai 20.000 euro per una macchina e lui ti dà solo le chiavi e una foto della macchina. La registrazione è equivalente a questo: non è una cosa vera, è una roba artefatta e finta. Quindi non ha assolutamente alcun valore artistico, figuriamoci monetario.
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