Puntodivista/ Un'italiana in Wikimedia

Frieda Brioschi è la prima italiana eletta nel consiglio direttivo della Foundation che presiede a tutti i progetti di Wikipedia. Ne parla a Punto Informatico

Roma – Trent’anni, lunghi capelli castani, sguardo dolce ma deciso. Ha l’aspetto di una giovane mamma mediterranea la nuova eletta al consiglio direttivo della Wikimedia Foundation . Una mamma sempre attenta ai suoi pargoletti ma pronta pure a qualche sonora sculacciata alla prima marachella. Su Wikipedia la chiamano Ubi, per la sua tendenza ad essere ovunque e controllare tutto, ma senza invadenza. Frieda Brioschi è una delle poche amministratrici donne in Wikipedia, ed è anche il presidente di Wikimedia Italia , associazione senza scopo di lucro che ha lo scopo di promuovere Wikipedia nel nostro territorio. Dietro quel sorriso comprensivo e tenero, da giovedì scorso si nasconde uno dei temibili membri del Consiglio Direttivo della Wikimedia Foundation, l’associazione che fa da ombra a tutti i progetti di Wikipedia.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei.

Punto Informatico: La prima domanda è d’obbligo e so che potrei giocarmi tutta l’intervista per questo, ma correrò il rischio. Da cosa nasce quel nome che sembra una via di mezzo fra quello di un’inferocita Amazzone greca e quello di un cornetto Algida?
Frieda Brioschi: È la versione rivista e corretta del nome che appare sui miei documenti, che ho ereditato da mia nonna che a sua volta si dice l’abbia preso da un’amica tedesca della mia bisnonna. Vuoi mettere la comodità di nome e nick in un tutt’uno?

PI: Ma chi è Frieda Brioschi?
FB: Che domanda… non posso rimandarti alle mie FAQ, vero? In estrema sintesi sono una che nella vita fa altro (l’informatica) e che ha degli hobby molto interessanti (Wikipedia, tra le altre cose) che da quattro anni a questa parte le tolgono il sonno e i weekend, ma le danno molte soddisfazioni e un po’ di sana dipendenza.
In maniera un po’ più estesa, ho il pessimo vizio – preso in rete, tra l’altro – di non amare molto parlare di me stessa, prediligendo invece raccontare le cose che faccio.

PI: Ok, ok, allora parliamo del tuo nuovo ruolo. Quali sono le prime sensazioni dall’interno della Wikimedia Foundation, l’associazione che sta dietro ad un progetto da 60 milioni di utenti al giorno? Hai già qualche progetto in cantiere?
FB: Ci si sente emozionatissimi, soprattutto perché non me l’aspettavo proprio. La mia candidatura è nata in extremis dopo aver letto le altre candidature presenti, poiché sentivo il bisogno di dire qualcosa e speravo che qualcuno mi leggesse. Ma da qui a votarmi… Ho tante cose in mente, le principali (che sono anche quelle che offrivano spunti diversi rispetto agli altri candidati) sono far crescere gli altri progetti, cioè tutto il “mondo Wikimedia” oltre a Wikipedia, e dare una chiara identità ai chapter , ovvero le associazioni a carattere nazionale riconosciute da WMF (come ad esempio la stessa Wikimedia Italia). Penso di avere anche l’opportunità di portare in giro un’italianità diversa dal solito.

PI: Spiegaci un po’ il ruolo della Wikimedia Foundation in relazione a Wikipedia. Di cosa si occupa il consiglio direttivo?
FB: WMF si occupa principalmente di gestire tutta l’infrastruttura necessaria a far vivere i nostri progetti: server, banda, ma anche reperimento fondi, promozione, organizzazione eventi, e così via… Inoltre, saltuariamente, emana alcune policy generali per tutti i progetti.
Oltre a ciò la fondazione, insieme con la comunità internazionale degli utenti, studia nuovi progetti open content da lanciare. Lo scopo di fondo, naturalmente, rimane la diffusione della “conoscenza libera”.

PI: Pensi siano fondate le accuse di censura e corporativismo che periodicamente qualcuno lancia verso Wikipedia?
FB: In tutta onestà? No. La maggior parte delle accuse denota solo scarsa conoscenza di Wikipedia e del suo funzionamento.
D’altra parte mi rendo conto che dall’esterno sia difficile capire come funziona una comunità che non ha un capo, né una gerarchia.

PI: Due parole anche sul caso ” libertà di panorama ” che è scoppiato in questi giorni. Cosa contate di fare in proposito?
FB: Da una parte alcuni wikipediani si sono impegnati a inviare una lettera per sensibilizzare istituzioni e media, ottenendo un buon riscontro in termini di diffusione e alcune risposte interessanti; dall’altra Wikimedia Italia e la Free Hardware Foundation stanno organizzando un incontro sull’attuale legislazione in materia di diritto d’autore, con particolare attenzione ai temi del fair use e della libertà di panorama, coinvolgendo giuristi, politici, giornalisti e personalità varie dalla Rete.

PI: Quali sono secondo te le prospettive di Wikipedia e i suoi principali difetti?
FB: Ho smesso da tempo di immaginarmi il futuro di Wikipedia, perché mi ha sempre sorpresa. In Italia Wikipedia deve ancora finire di costruirsi la propria immagine e far sì che il maggior numero dei suoi fruitori capisca cos’è esattamente: ovvero un’enciclopedia libera, gratuita, multilingue, scritta dai cittadini della Rete, che non ha un comitato editoriale e nessuno che sistematicamente controlla la veridicità di quanto c’è scritto, e, nonostante ciò, “funziona”.
D’altro canto il progetto, secondo me, deve lavorare moltissimo sulla validazione dei contenuti e sullo snellimento delle “procedure interne”: i nuovi utenti appaiono spesso spaesati e questo non è bene per un progetto wiki , che deve la sua forza proprio ai suoi contributori.

PI: Com’è che in Italia molti ancora non sembrano aver capito che “Wikipedia Italia” non esiste e che “Wikimedia Italia” è un’altra cosa?
FB: Un po’ per via del nome: sono troppo simili! Poi perché Wikipedia è una realtà, qualcosa di tangibile che si incontra tutti i giorni, per cui le persone tendono a ricordare più facilmente quel nome. In realtà, esiste semplicemente una “edizione italiana” di Wikipedia, e il suo essere italiana deriva dalla lingua che usa, non dal fatto che si trovi in Italia: poiché non è così. Inoltre Wikipedia non è una associazione, ma un progetto con una vasta comunità libera.
L’associazione si chiama Wikimedia Italia e si occupa di promuovere e far conoscere Wikipedia e i progetti fratelli.

PI: Per finire toglimi una curiosità. Io dico “Vichipedìa” con l’accento sulla “i”, da un punto di vista formale dovrebbe essere l’italianizzazione più corretta. Come lo dice, invece, un autorevole membro del Consiglio Direttivo?
FB: Per me è uichipèdia o semplicemente ‘pedia . O it.uichi , se parlo dell’edizione italiana. La comunità italiana secoli fa si è posta il problema e ha censito un certo numero di pronunce, decidendo alla fine che, nel pieno spirito del progetto, ciascuno deve sentirsi libero di chiamarla come vuole.

A cura di Luca Spinelli

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  • CarCarlo scrive:
    Non c'è da discutere nulla
    Ho letto la nota diffusa dall'Associazione PLIO. Se i problemi dell'Open XML sono quelli elencati dal PLIO mi chiedo come mai qualcuno sia favorevole a rendere Open XML uno standard aperto.Solo il primo punto "La possibilità di includere parti di documenti in formato proprietario RTF e MHTML, o i formati chiusi delle precedenti versioni di Microsoft Office" è sufficiente per bocciare senza riserve il formato. Il punto più discutibile (e ridicolo nello stesso tempo) è quello che dice:"la licenza attribuisce la proprietà a Microsoft e tutela le terze parti che adottano il formato stesso con una generica promessa a non perseguire ".Ma che cosa c'è da discutere? Astensioni, change per esprimere il proprio voto, mancanza di due voti per il "sì",mi stupisce che gente del settore stia ancora discutendo di dare una possibilità ad un tale formato.
    • offensivo scrive:
      Re: Non c'è da discutere nulla

      ,mi stupisce che gente del settore stia ancora
      discutendo di dare una possibilità ad un tale
      formato.bah, c'è gente che si vende per molto poco, sai com'è...
    • gino panino scrive:
      Re: Non c'è da discutere nulla
      - Scritto da: CarCarlo
      Ho letto la nota diffusa dall'Associazione PLIO.Bò, ormai è diventata una campagna di marketing anche questa, non sono tanto diversi i contendenti. Balle da una parte balle dall'altra, è questo tipo di cose che fa diventare poco credibile l'opensource. L'opensource che funziona non ha bisogno di marketing, vedi esempi eccellenti come Firefox, Apache, MySQL, e così via. Siccome OpenOffice non lo vuole nessuno nemmeno gratis (a ragione, è inusabile in ufficio) allora si montano le guerre sante. Probabilmente queste persone pensano a ODF come se fosse uno strumento contro Microsoft. È una ennesima minchiata, per ora il mogliore editor di ODF è Word col suo bel filtro... l'errore di ODF è quello di essersi legato a OpenOffice, così tutti mischiano le cose e la propaganda OpenSource lo fa consapevolmente, senza rendersi conto che così fa ancora di più il gioco di Microsoft.
      • blaterante scrive:
        Re: Non c'è da discutere nulla
        - Scritto da: gino panino
        - Scritto da: CarCarlol'errore di ODF
        è quello di essersi legato a OpenOffice, A dire il vero essere uno standard aperto vuol dire proprio che non si lega a niente e che chiunque può implementarlo.Vedi Google documents, vedi kOffice, eccetera...
        • gino panino scrive:
          Re: Non c'è da discutere nulla

          A dire il vero essere uno standard aperto vuol
          dire proprio che non si lega a niente e cheAppunto, spiegalo alla propaganda.
  • nattu_panno_dam scrive:
    Non preuccupatevi pretoriani.
    Tanto già lo sapete: con una botta alla botte e una al cerchio, M$ ha sempre ottenuto quello che voleva. In questo caso ci vuole solo un po' piu' di tempo.
    • pretoriano scrive:
      Re: Non preuccupatevi pretoriani.
      Chi ci perde è solo l'utente finale. Usare del software di ottima qualità come MS Office, unitamente alla portabilità e alle garanzie di un formato aperto è veramente il massimo della vita.
      • Lillo scrive:
        Re: Non preuccupatevi pretoriani.
        Microsoft può benissimo implementare in MSOffice l'ODF che è standard aperto. E MSOffice può tranquillamente restare un ottimo prodotto e continuare a vendere perché è un ottimo prodotto non perché imbriglia i documenti della gente in un formato pseudo-standard come OpenXML.
      • Ageing drummer boy scrive:
        Re: Non preuccupatevi pretoriani.
        - Scritto da: pretoriano
        Chi ci perde è solo l'utente finale.
        Usare del software di ottima qualità come MS
        Office, unitamente alla portabilità e alle
        garanzie di un formato aperto è veramente il
        massimo della
        vita.ooxml formato aperto? ma quando mai?finché permetterà di includere al suo interno formati proprietari come il vecchio doc, non sarà mai aperto.ma da un pretoriano, che cos'altro ci si può aspettare se non FUD (per chi non sapesse cos'è il FUD: http://it.wikipedia.org/wiki/Fear,_uncertainty_and_doubt )
      • giuliano scrive:
        Re: Non preuccupatevi pretoriani.
        - Scritto da: pretoriano
        Chi ci perde è solo l'utente finale.
        Usare del software di ottima qualità come MS
        Office, unitamente alla portabilità e alle
        garanzie di un formato aperto è veramente il
        massimo della
        vita.Ma stamattina ti sei fumato la spugna del divano???ma cosa diciiiiii??????????MS Office portabile???Aperto?????Passi l'ottima qualità che indubbiamente ha (e vorrei vedere...l'hanno fatto a inizi anni 80...se nn fosse valido ora tanto vale che vadano a raccogliere patate)...ma che tu dica che è portabile e aperto...beh sei proprio da prendere a frustate...
        • pretoriano scrive:
          Re: Non preuccupatevi pretoriani.
          intendevo la portabilità del formato, non del programma.E' cmq MS Office esiste anche sul mac, quindi per quel che mi riguarda è un SW multi-piattaforma.
          • offensivo scrive:
            Re: Non preuccupatevi pretoriani.
            - Scritto da: pretoriano
            intendevo la portabilità del formato, non del
            programma.

            E' cmq MS Office esiste anche sul mac, quindi per
            quel che mi riguarda è un SW
            multi-piattaforma.quel formato NON è portabile, leggiti la specifica poi se spravvivi ne riparliamo
          • pretoriano scrive:
            Re: Non preuccupatevi pretoriani.
            Se non è portabile come mai è già stato portato su altre piattaforme?per esempio:http://download.novell.com/Download?buildid=ESNg0tedRGs~
          • Utente scrive:
            Re: Non preuccupatevi pretoriani.
            - Scritto da: pretoriano
            E' cmq MS Office esiste anche sul mac, quindi per
            quel che mi riguarda è un SW
            multi-piattaforma.Oltre al fatto che chiamare "multipiattaforma" qualcosa che ne supporta due sole di piattaforme, per quanto non sia proprio scorretto, mi sembra un po' ridicolo, ti faccio notare che la Microsoft ha dichiarato che *non* implementerà "open"xml nella versione per mac perché sarebbe troppo complicato. E se lo dice la Microsoft che è complicato...
      • pikappa scrive:
        Re: Non preuccupatevi pretoriani.
        - Scritto da: pretoriano
        Chi ci perde è solo l'utente finale.
        Usare del software di ottima qualità come MS
        Office, unitamente alla portabilità e alle
        garanzie di un formato aperto è veramente il
        massimo della
        vita.Io spero vivamente che tu sia finto
      • pippo santoanast aso scrive:
        Re: Non preuccupatevi pretoriani.
        - Scritto da: pretoriano
        Chi ci perde è solo l'utente finale.
        Usare del software di ottima qualità come MS
        Office, unitamente alla portabilità e alle
        garanzie di un formato aperto è veramente il
        massimo della
        vita.Un bel coraggio... OTTIMA QUALITA'?? Alla faccia...FORMATO APERTO?? Ma sogni??OpenOffice forever !!
      • catilina scrive:
        Re: Non preuccupatevi pretoriani.
        - Scritto da: pretoriano
        Chi ci perde è solo l'utente finale.
        Usare del software di ottima qualità come MS
        Office, unitamente alla portabilità e alle
        garanzie di un formato aperto è veramente il
        massimo della
        vita.hai mai provato il sesso?
      • offensivo scrive:
        Re: Non preuccupatevi pretoriani.
        vuoi ms office che usa un VERO formato aperto?http://javashoplm.sun.com/ECom/docs/Welcome.jsp?StoreId=8&PartDetailId=ODF-WIN-G-F&TransactionId=norege vivi felice
        • Roberto Di scrive:
          Re: Non preuccupatevi pretoriani.
          Mi sa che se non ci fossi tu a tener parte a MS, non ci sarebbe discussione.Non ê che tu usi Linux ma fai il bastian cuntrari, solo per il piacere di discutere?
          • Roberto Di scrive:
            Re: Non preuccupatevi pretoriani.
            Era per "pretoriano"
          • pretoriano scrive:
            Re: Non preuccupatevi pretoriani.
            - Scritto da: Roberto Di
            Mi sa che se non ci fossi tu a tener parte a MS,
            non ci sarebbe
            discussione.
            Non ê che tu usi Linux ma fai il bastian
            cuntrari, solo per il piacere di
            discutere?No. Io uso Windows Vista Business Edition (licenza MSDNAA).
          • contrario alla policy scrive:
            Re: Non preuccupatevi pretoriani.
            Quindi sei uno studente o un professore? :Mi fai seriamente paura (ghost)
          • pretoriano scrive:
            Re: Non preuccupatevi pretoriani.
            Uno studente laureato in ing informatica. Cmq non ho solo vista. Ho anche linux nel multi-boot però nn ci trovo nulla di interessante.
  • vac scrive:
    Possono coesistere 2 standard?
    Domanda:Possono coesistere 2 standard?Mi spiego con un esempio:Le lunghezze si misurano in metri ogni altra unita' di misura non e' standard (Peccato per gli inglesi...)Ora visto che e' stato definito uno standard per i documenti, che senso ha definirne un'altro?Con questo non voglio certo fermare il progresso, se un'azienda ha bisogno di usare un ormato diverso e' libera di farlo; ma questo non sara' lo standard!
    • pretoriano scrive:
      Re: Possono coesistere 2 standard?
      OOXML è molto più sofisticato come standard (basta confrontare la mole della documentazione. Per esempio ODF non supporta le lingue arabe e richiede una Java Virtual Machine per poter essere implementato totalmente. Poi la questione dei brevetti SUN non è molto chiara.Inoltre OOXML garantisce la stessa efficienza dei formati binari in un documento XML.
      • Diego scrive:
        Re: Possono coesistere 2 standard?
        "OOXML è molto più sofisticato": in effetti ti serve un LEGALE per implementarlo, e non lo implementa nessuno sul pianeta terra salvo M$ (guarda i casi della vita)."Per esempio ODF non supporta le lingue arabe": gli standard 'vecchi' in ooxml nel caso dei codici linguistici (che usano un sottoinsieme dello standard ISO 639 che esclude di fatto il supporto di molte lingue)......ops"e richiede una Java Virtual Machine per poter essere implementato totalmente": si vabbeh, entriamo pure nel ridicolo....."Poi la questione dei brevetti SUN non è molto chiara.": anche il fud, ma e' per sua natura che il fud non e' chiaro"Inoltre OOXML garantisce la stessa efficienza dei formati binari in un documento XML": muahahahahahahahahaahhaa e' geniale.E' veramente geniale. 'La possibilità di includere parti di documenti in formato proprietario RTF e MHTML, o i formati chiusi delle precedenti versioni di Microsoft Office fa si che la sola Microsoft sarà in grado di utilizzare lo standard mentre tutti gli altri saranno limitati a usare un sottoinsieme dello stesso.'Questo e' il formato binario di cui si parla.MA SEI PROPRIO UN MITO! Se non c'eri tu a salvarci!
        • pretoriano scrive:
          Re: Possono coesistere 2 standard?
          - Scritto da: Diego
          "OOXML è molto più sofisticato": in effetti ti
          serve un LEGALE per implementarlo, e non lo
          implementa nessuno sul pianeta terra salvo M$
          (guarda i casi della
          vita).Esistono parecchie implementazioni, anche un plug-in per OOo. E poi se nn sbaglio i documenti ODF vengono renderizzati in modo leggermente diverso da linux a windows.
          "Per esempio ODF non supporta le lingue arabe":
          gli standard 'vecchi' in ooxml nel caso dei
          codici linguistici (che usano un sottoinsieme
          dello standard ISO 639 che esclude di fatto
          il supporto di molte
          lingue)......opsLa questione viene toccata in questa intervista, in fondo alla pagina.http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1568520
          "e richiede una Java Virtual Machine per poter
          essere implementato totalmente": si vabbeh,
          entriamo pure nel
          ridicolo.....Le applet java sono considerati oggetti nativi in OpenDocument (paragrafo 9.3.4 della specifica). Sarà una mossa di Sun per infilare questa tecnologia obsolete e pesantissima nei nostri PC?
          "Poi la questione dei brevetti SUN non è molto
          chiara.": anche il fud, ma e' per sua natura che
          il fud non e'
          chiarohttp://www.oasis-open.org/committees/office/ipr.php
          "Inoltre OOXML garantisce la stessa efficienza
          dei formati binari in un documento XML":
          muahahahahahahahahaahhaa e'
          geniale.Prova a salvare un documento office nel vecchio formato binario e in OOXML e guarda come diminuisce la dimensione.
          E' veramente geniale. 'La possibilità di
          includere parti di documenti in formato
          proprietario RTF e MHTML, o i formati chiusi
          delle precedenti versioni di Microsoft Office
          fa si che la sola Microsoft sarà in grado di
          utilizzare lo standard mentre tutti gli altri
          saranno limitati a usare un sottoinsieme dello
          stesso.'
          Questo e' il formato binario di cui si parla.RTF e MHTML sono aperti. RTF è human-readable, MHTM sono solo un po di html con le immagini zippate.Se poi l'embedding di oggetti binari è un problema sappi che ce l'hanno anche gli altri formati.I tag come autoSpaceLikeWord95 o suppressTopSpacingWP servono solo a facilitare la retrocompatibilità di documenti legacy come word95 e wordperfect. Ovviamente vengono utilizzati solo durante un processo di conversione.
          MA SEI PROPRIO UN MITO! Se non c'eri tu a
          salvarci!A me sembra che tutta questa battaglia sia più ideologica che tecnica.Le aziende concorrenti come IBM e SUN stanno spargedo FUD facendo sembrare che sia la comunità a non volere OOXML.Perché non si possono avere 2 formati? Che male c'è nella libertà di scelta?
          • nope scrive:
            Re: Possono coesistere 2 standard?

            Perché non si possono avere 2 formati? Che male c'è nella
            libertà di scelta?sarebbe bello avere 2 standard, la cosa che a molti non piace è che detenerlo sia microsoft...i motivi li lascio a te.
          • kinto scrive:
            Re: Possono coesistere 2 standard?
            il male sta nel fatto che la "specifica" di OpenXML è una ciofeca. Presenta tag proprietari che fanno riferimento a prodotti microsoft closed source ovviamente. Nessuno l'ha implementata a parte microsoft. Quello che trovo completamente errato e fuorviante nella tua visione è che affermi quanto sia buono OpenXML per quello che fanno la sua implementazione. Beh...non è proprio così che funzionano gli standard. Lo standard deve essere un ottima basa facile da capire dalla comunità in modo che possa evolversi e migliorare. Preso così ODF sembra poterlo fare e in parte lo sta già facendo, mentre OpenXML ha tutte le carte in regola per essere portato avanti solo da microsoft che è l'unica a capire l'assurda specifica.
      • Lillo scrive:
        Re: Possono coesistere 2 standard?
        - Scritto da: pretoriano
        Per esempio ODF non supporta le lingue arabe e
        richiede una Java Virtual Machine per poter
        essere implementato totalmente. Poi la questioneMa perché scrivere bugie così grosse? Le lingue arabe e lettura verticale sono state aggiunte da marzo 2003, ben 4 anni e tu scrivi ora nel luglio 2007 che non le supporta?Poi la Java Virtual Machine serve solo se vuoi usare Java come linguaggio per le macro."[March 28, 2003] OpenOffice.org Releases Version 1.1 Beta for Open Source Office Productivity Suite. The OpenOffice.org Project has announced the immediate availability of its version 1.1 Beta. This release incorporates many new features and changes introduced with the developer builds over the past year. New functionality includes: (1) additional import/export formats like PDF, Macromedia Flash, DocBook, several PDA Office file formats, flat XML and XHTML; (2) support for Complex Text Layout (CTL) and vertical writing languages, such as Thai, Hindi, Arabic, Hebrew; (3)"
      • Gonzo the Great scrive:
        Re: Possono coesistere 2 standard?
        Ciao, hai ascoltato anche l'altra campana ( http://www.noooxml.org/argu-brief ) ?Se l'altra campana dice cose sensate, allora perche' non .... http://www.ossblog.it/post/2824/crea-una-campagna-antimicrosoft-e-vinci-2500-euro-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 luglio 2007 09.37-----------------------------------------------------------
      • pretoriano scrive:
        Re: Possono coesistere 2 standard?
        Non è obbligatorio parsare un XML attraverso un'interfaccia DOM. Anzi non dovrebbe essere fatto mai se non per documenti molto piccolo.Esistono interfacce come SAX e XmlReader che permettono di parsare un documento in maniera abbastanza efficiente.Inoltre quasi tutti i documenti Office salvati in OOXml risultano meno pesanti rispetto al medesimo documento salvato nel vecchio formato binario. Provare per credere.
    • Marco scrive:
      Re: Possono coesistere 2 standard?
      Possono eccome. Standard diversi indirizzano bisogni differenti.Basta guardare i formati delle immagini digitali:nessuno ha mai detto a Jpeg "no, tu non puoi essere uno standard perchè abbiamo già Tiff e Gif"Così come nessuno ha detto, nel mondo della telefonia mobile, allo standard UMTS "no, non abbiamo bisogno di te, c'è già GSM"
  • pretoriano scrive:
    Siamo alle solite
    Mi pare evidente che dietro questa mossa ci siano le lobby dell'opensource. Un formato aperto per Office è una buona cosa e è ora che esiste, le stesse persone che prima lo chiedevano a gran voce ora cercano di ostacolarlo. Il vero motivo è che OpenOffice.org dopo decenni di sviluppo è rimasto un accrocchio di codice instabile e buggattissimo. Ora visto che non si riesce ad avere successo con la superiorità tecnica si cerca di creare degli ostacoli legale al concorrente (MS Office). Bella roba.
    • Imperatore di Redmond scrive:
      Re: Siamo alle solite
      Brava, o mia guardia! Tu si che guiderai i miei interessi verso il futuro!
    • Mauro scrive:
      Re: Siamo alle solite
      Hai letto l'articolo prima di mostrare la tua ignoranza?Stiamo parlando di ODF e non di Open Office.Open Office e' solo uno dei tanti programmi che utilizza il formato ODFN.B. Io uso, in base alle esigenze, sia Open Office sia MS Office; si blocca di piu' il secondo!
      • pretoriano scrive:
        Re: Siamo alle solite
        ODF = OpenOfficeTutti le altre implementazioni sono dei text editor, non dei programmi veri e propri.
        • Paolino scrive:
          Re: Siamo alle solite
          @pretorianoPiù che "le lobby dell'opensource" direi molto più semplicemente IBM.Avete fatto caso, sul sito di UNINFO, al nome del presidente? (Domenico Squillace)Ebbene, se fate una veloce ricerca con Google scoprirete che è di IBM.Ora, la domanda è: come hanno fatto tutti quei LUG, soggetti che per definizione sono composti da utenti di Linux (da lì la "U" di User) e non fanno attività commerciale, a pagare l'iscrizione di cui si parla nell'articolo?Fate 2 + 2 :)Ricordatevi che BigBlue è sempre stata molto in gamba nel sferrare attacchi alla concorrenza (e a Microsoft in primis) senza svelarsi. Basti pensare a Groklaw e a tutto quello che c'è dietro
          • pretoriano scrive:
            Re: Siamo alle solite
            Infatti.E IBM aveva cercato di sabotare anche la standardizzazione da parte di ECMAhttp://punto-informatico.it/p.aspx?i=1893894
          • Diego scrive:
            Re: Siamo alle solite
            "Avete fatto caso, sul sito di UNINFO, al nome del presidente? (Domenico Squillace)"Oltre a non essere un mistero, e' anche chiara la differenza tra un giullare ed una persona seria: in portogallo il presidente e' uno di M$, e guarda caso dice che non si possono iscrivere al voto SUN ed IBM perche' mancano le SEDIE IN COMMISSIONE.Siamo seri ragazzi, ?Ah gia', in USA, Italia, Portogallo, Danimarca e quant'altri stati c'e' stata una CORSA tra gli M$ Gold partner al VOTO. Ma guarda un PO: e chi PAGA? Paghi tu. Paghiamo NOI.
          • tungsteno scrive:
            Re: Siamo alle solite
            - Scritto da: Paolino
            @pretoriano

            Più che "le lobby dell'opensource" direi molto
            più semplicemente
            IBM.
            guarda, per quando poco simpatica mi stia l'ibm è talmente una porcata l'open xml che ben venga
        • Diego scrive:
          Re: Siamo alle solite
          Buffo, ho letto che SUN ha pubblicato un PLUGIN per MSOFFICE, che implementa ODF.Che sfiga e'! ..... cosi' ora anche MSOFFICE usa uno standard ISO.
        • tungsteno scrive:
          Re: Siamo alle solite
          - Scritto da: pretoriano
          ODF = OpenOffice

          Tutti le altre implementazioni sono dei text
          editor, non dei programmi veri e
          propri.ahem, c'è un plugin per microsoft office per scrivere odf :)
    • geppo scrive:
      Re: Siamo alle solite
      - Scritto da: pretoriano
      Mi pare evidente che dietro questa mossa ci siano
      le lobby dell'opensource. Un formato aperto per
      Office è una buona cosa e è ora che esiste, le
      stesse persone che prima lo chiedevano a gran
      voce ora cercano di ostacolarlo.

      Il vero motivo è che OpenOffice.org dopo decenni
      di sviluppo è rimasto un accrocchio di codice
      instabile e buggattissimo. Ora visto che non si
      riesce ad avere successo con la superiorità
      tecnica si cerca di creare degli ostacoli legale
      al concorrente (MS Office). Bella
      roba.Senti io ho buttato alle ortiche Office (preso con regolare licenza, non come la stragrande maggioranza che lo usa piratato) e sono passato a OpenOffice e ti dirò che sono contentissimo della scelta fatta
      • pretoriano scrive:
        Re: Siamo alle solite
        Non saprei... io ho molti amici che dopo "essere passati" a OOo per qualche tempo sono tornati a MS O in preda alla disperazione.
    • pretoriano scrive:
      Re: Siamo alle solite
      1) ooxml è meno buggato di ODF che usa un numero inverosimile di namespaces.2) anche ODF usa dei brevetti SUN 3) RTF e HTML non sono formati proprietari. Cmq ho provato ad aprire dei file OOXML con blocco note e non contengono una sola riga di dati binari.
      • Diego scrive:
        Re: Siamo alle solite

        "RTF e HTML non sono formati proprietari."Premesso che e' MHTML, non HTML.1) RTF e' PROPRIETARIO, inventato nel 1987 da DEC, comprata da M$...... ops2) MHTML non ho idea di chi sia (sono ignorante)
        "Cmq ho provato ad aprire dei file OOXML con blocco note
        e non contengono una sola riga di dati binari."La discussione verte sul fatto che le SPECIFICHE PROPOSTE come standard, permettono di inserire dei dati binari, in formato proprietario (come sintesi fa un po schifo, ma rende l'idea).
        • pretoriano scrive:
          Re: Siamo alle solite
          RTF è multipiattaforma e human-readable. MSHTML è solo uno zip con dentro un po di file html con le immagini.Per quanto riguarda l'inserimento di porzioni binarie, uno non è obbligato a farlo.
          • taddeo scrive:
            Re: Siamo alle solite
            - Scritto da: pretoriano
            Per quanto riguarda l'inserimento di porzioni
            binarie, uno non è obbligato a
            farlo.Infatti ci penserà "Maicrosoft Offis duemilaedieci" a farlo per te (cylon)
      • simon e garfunkel scrive:
        Re: Siamo alle solite

        ho provato ad aprire dei file OOXML con blocco
        note e non contengono una sola riga di dati
        binari.autoSpaceLikeWord95useWord97LineBreakRulesQuesti dove sono descritti ?Non c'e' nessun modo *legale* di sapere come si comportano le due istruzioni di cui sopra
    • Lillo scrive:
      Re: Siamo alle solite
      - Scritto da: pretoriano
      Un formato aperto per
      Office è una buona cosa e è ora che esisteSi ma è anche ora che tu torni a scuola a studiare l'italiano.Perché un pretoriano che fa ancora errori così grossolani non ha una gran credibilità.Quello che sta facendo Microsoft è semplicemente scandaloso!Sta truccando le elezioni facendo aggiungere voti favorevoli dalle sue aziende partner, iscrittesi ai comitati di standardizzazione al solo scopo di fare approvare questo schifo di formato.
    • RobertoG scrive:
      Re: Siamo alle solite
      - Scritto da: pretoriano
      Mi pare evidente che dietro questa mossa ci siano
      le lobby dell'opensource. Un formato aperto per
      Office è una buona cosa e è ora che esiste, le
      stesse persone che prima lo chiedevano a gran
      voce ora cercano di ostacolarlo.Certo che hai una gran faccia tosta nel definire lobby quelle dell'opensource quando l'articolo dice chiaramente che è stata Microsoft a fare attività di lobbing facendo iscrivere sue gold partner ai comitati ISO per farsi approvare il suo formato...L'ipocrisia è troppo facile da dietro una tastiera e un monitor...
    • giuliano scrive:
      Re: Siamo alle solite
      - Scritto da: pretoriano
      Mi pare evidente che dietro questa mossa ci siano
      le lobby dell'opensource. Un formato aperto per
      Office è una buona cosa e è ora che esiste, le
      stesse persone che prima lo chiedevano a gran
      voce ora cercano di ostacolarlo.Una buona cosa è avere un formato di file valido nel tempo. Non avere una suite per ufficio che ogni 2 anni cambia formato del file...anche xki programma non è semplice stare dietro a tutte ste cazzate!!!

      Il vero motivo è che OpenOffice.org dopo decenni
      di sviluppo Oddio...decenni di sviluppo????a quanto mi risulta la Sun rilasciò il codice di StarOffice nel 2000...x cui sono 7 anni..e permettimi Office continua ad andare da schifo nonostante sia dei primi anni 80...
      • gino panino scrive:
        Re: Siamo alle solite
        - Scritto da: giuliano
        nel 2000...x cui sono 7 anni..e permettimi Office
        continua ad andare da schifo nonostante sia dei
        primi anni
        80...No, non è vero, Office è una eccellente suite di programmi, senz'altro superiore a OpenOffice. Non è su questo piano che si può condurre la discussione.
      • Stef scrive:
        Re: Siamo alle solite

        Oddio...decenni di sviluppo????a quanto mi
        risulta la Sun rilasciò il codice di StarOffice
        nel 2000...x cui sono 7 anni..e permettimi Office
        continua ad andare da schifo nonostante sia dei
        primi anni
        80...E' vero, Sun ha rilasciato i sorgenti di StarOffice nel 2000. Ma non è che ha rilasciato dei "fogli bianchi"... Ha rilasciato i sorgenti di un prodotto che non era affatto nuovo (si era già alla versione 6.0). Prodotto che la stessa Sun ha comprato da StarDivision che sviluppava il suo office fin dalla prima metà degli anni 90 (1994 per la precisione). Ma se la suite integrata è degli anni 90, l'applicazione reginsa di StarOffice (il Writer) è discendete di StarWriter, scritto sempre da StarDivision nella prima metà degli anni 80 per (addirittura) lo Z80!Quindi, se vuoi tirare in ballo la storia di Microsoft Office a partire dagli anni 80, dovresti fare altrettanto con OpenOffice e tutto il suo passato... Alla fine hanno circa la stessa età :PPoi, pure io, sinceramente, preferisco Microsoft Office a OpenOffice per quanto riguarda l'usabilità, la qualità, ecc...Per quanto riguarda la standardizzazione del formato di casa Redmond, non sono affatto d'accordo. Non, almeno, con le specifiche rilasciate in questo momento.
    • Reef scrive:
      Re: Siamo alle solite
      Ma hai letto l'articolo e la nota???
    • pippo santoanast aso scrive:
      Re: Siamo alle solite
      - Scritto da: pretoriano
      Mi pare evidente che dietro questa mossa ci siano
      le lobby dell'opensource. Un formato aperto per
      Office è una buona cosa e è ora che esiste, le
      stesse persone che prima lo chiedevano a gran
      voce ora cercano di ostacolarlo.

      Il vero motivo è che OpenOffice.org dopo decenni
      di sviluppo è rimasto un accrocchio di codice
      instabile e buggattissimo. Ora visto che non si
      riesce ad avere successo con la superiorità
      tecnica si cerca di creare degli ostacoli legale
      al concorrente (MS Office). Bella
      roba.Sarebbe meglio, invece di sparare a vuoto, leggere COSA c'è dietro il presunto formato aperto di M$.Ci sono parecchie trappole dentro...INFORMATI!
      • Lillo scrive:
        Re: Siamo alle solite
        Lui lo sa bene.È solo che il suo padrone o l'azienda che vende i prodotti con cui lui vive poi di vendita, assistenza ecc. Gli dice di ignorare la cosa e anzi tesserne le lodi.Quindi quell'individuo non è disinteressato ed è inutile rammentargli tali pericoli, dato che è ciò che gli interessa maggiormente negarli per fartici cadere. In modo da dare di che vivere alla sua categoria.
    • tungsteno scrive:
      Re: Siamo alle solite
      - Scritto da: pretoriano
      Mi pare evidente che dietro questa mossa ci siano
      le lobby dell'opensource. Un formato aperto per
      Office è una buona cosa e è ora che esiste, le
      stesse persone che prima lo chiedevano a gran
      voce ora cercano di ostacolarlo.
      ma tu hai la minima idea di come è fatto l'openxml? le sue 7500 pagine, stesse cose definite in maniera diversa per ogni applicazione, grossi blob binari mischiati impunemente all'xml e tag che si chiamano a b c d e eccetera?se avessero partorito uno standard decente ne sarei felicissimo, ma questo è ovvio che è offuscato e fatto unicamente per rendere impossibile a chicchesia di implementarlo almeno in maniera lontanamente compatibile con office
    • Graz scrive:
      Re: Siamo alle solite
      Le lobby dell'opensource... LOL questa è buona!!!Cosa non inventano i paggetti di Steve Ballmer pur di sparare minchiate!Se non fosse che sta gente ci crede VERAMENTE alle stronzate che dice ci sarebbe da ridere... ma di gusto!!!Il problema è che alla fine chi paga (la licenza e le royalties a Office) è l'utente finale. Lui compreso. Ma ha il cervello troppo sbiancato dalle panzane di M$ per rendersene conto.Intanto è una buona notizia. Speriamo che ISO si dimostri meno asservita di ECMA, e che l'ennesima porcata made in Redmond non abbia la "solita" strada spianata.
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