Chi ricorda l’Humane AI Pin? Quel dispositivo che doveva rivoluzionare il modo in cui interagiamo con la tecnologia e che invece è finito nella lista dei flop più spettacolari del 2024. Ecco, a quanto pare l’industria non ha imparato la lezione, o forse ne ha tratto una diversa dalla nostra. Qualcomm ha appena annunciato lo Snapdragon Wear Elite, un chip progettato specificamente per spille, ciondoli e altri gadget AI indossabili. Qualcuno, evidentemente, ci crede ancora.
Qualcomm lancia lo Snapdragon Wear Elite per spille e ciondoli AI
Il chip Wear Elite non sostituisce il precedente W5 Plus per smartwatch, ma si affianca a lui puntando a dispositivi diversi. Spille AI, ciondoli, occhiali smart senza display, tutti quei gadget che si portano addosso e che dovrebbero rendere l’intelligenza artificiale un compagno costante.
Il chip è costruito con processo a 3nm e integra due unità per l’elaborazione AI: un eNPU per funzioni a basso consumo come il riconoscimento vocale e il rilevamento delle attività, e un Hexagon NPU per i compiti più pesanti. Secondo Qualcomm, l’Hexagon NPU può gestire modelli da due miliardi di parametri direttamente sul dispositivo, con una velocità di elaborazione fino a 10 token al secondo. Non è un supercomputer da tasca, ma per un gadget che si appunta alla giacca è una potenza di calcolo notevole.
Batteria, connettività e il supporto a Linux
Sul fronte energetico, il Wear Elite promette il 30% in più di autonomia rispetto al predecessore, un dato vago, come ammette la stessa Qualcomm, ma che si traduce grossomodo in più tempo tra una ricarica e l’altra. La ricarica rapida a 9V dovrebbe portare il dispositivo al 50% in circa dieci minuti. Il GPS consuma il 40% in meno di energia.
La connettività è completa: 5G, satellitare, ultra-wideband e Bluetooth 6.0. Le prestazioni della CPU sono cinque volte superiori e la GPU supporta animazioni a 1080p a 60fps. Oltre ad Android e Wear OS, il chip supporta anche Linux, un dettaglio pensato per le startup che vogliono costruire spille o ciondoli AI con software proprietario senza legarsi all’ecosistema Google.
Il mercato crede nei wearable AI, i consumatori ancora no
Il fatto che un colosso dei semiconduttori come Qualcomm investa nello sviluppo di un chip dedicato agli indossabili AI è un segnale: qualcuno, nel settore, vede una domanda, o la sta creando. Google sta costruendo un ecosistema di hardware AI che include i wearable, Apple starebbe valutando un proprio dispositivo AI indossabile, E poi c’è la collaborazione tra Jony Ive e Sam Altman, le voci su OpenAI parlano di un paio di auricolari AI.