A partire da lunedì 20 luglio 2026, lo Stato di New York applicherà un divieto totale e assoluto degli occhiali smart in tutti i suoi tribunali. La misura punta a impedire le registrazioni clandestine delle udienze, una pratica strettamente vietata dalla legge locale per proteggere giurati e testimoni.
New York mette al bando i Ray-Ban Meta nei tribunali
Il provvedimento riguarda tutti, il pubblico, i testimoni, ma anche i pubblici ministeri e gli avvocati. Anche le montature dotate di lenti correttive su prescrizione sono nel mirino. Le persone che si presenteranno ai varchi di sicurezza con tali dispositivi dovranno obbligatoriamente consegnarli agli ufficiali giudiziari all’ingresso e indossare occhiali ordinari per tutta la durata della loro presenza.
Questa decisione radicale richiama un episodio avvenuto lo scorso febbraio durante il processo in California sulla dipendenza dai social network. Gli stessi avvocati di Mark Zuckerberg, patron di Meta, erano stati duramente richiamati dal giudice perché indossavano orgogliosamente i loro Ray-Ban Meta mentre scortavano il capo dell’azienda all’interno dell’edificio, sollevando serie preoccupazioni sui rischi di identificazione dei membri della giuria.
L’incubo delle registrazioni clandestine
Se i tribunali newyorkesi hanno deciso così rapidamente, è prima di tutto perché la discrezione di queste montature abbatte le consuete barriere del consenso. I Ray-Ban Meta catturano l’ambiente con un semplice clic sull’asta, senza che quasi nessuno se ne accorga. Nello spazio chiuso di un’aula di giustizia, questo può minacciare direttamente il segreto delle deliberazioni e servire a intimidire i giurati.
E se Meta integra un piccolo LED bianco lampeggiante per segnalare che è in corso una registrazione, questa misura di sicurezza è giudicata irrisoria dai critici, tanto più che online si è strutturato un vero e proprio mercato nero attorno a questa funzionalità. Dietro compenso, dei tecnici mascherano il LED con discreti adesivi o arrivano a distruggere fisicamente il circuito luminoso per consentire agli utenti di filmare all’insaputa di tutti.
Il 7 luglio, Meta ha quindi aggiornato la propria FAQ ufficiale e distribuito un aggiornamento software obbligatorio: ora, se il sistema rileva che il LED di registrazione è ostruito, danneggiato o rimosso, la fotocamera viene automaticamente bloccata. L’azienda ha inoltre avviato una caccia ai venditori sulla propria piattaforma Marketplace per bannare gli account che propongono queste modifiche fisiche. Una reazione energica, ma tardiva, che dimostra quanto il produttore faccia fatica a controllare l’uso distorto della propria tecnologia.
Una crisi di fiducia che va oltre le aule di giustizia
Al di là delle aule dei tribunali, si sta installando una diffidenza generalizzata attorno al prodotto di punta di Meta. I timori iniziali sulla privacy sono stati riaccesi da recenti fughe di codice. Ancora più preoccupante, il progetto interno Super Sensing mostra che l’azienda sta testando una registrazione passiva e continua, in cui gli occhiali filmano tutto in permanenza per alimentare la memoria dell’AI.