Red Hat: nuovi tool, ma niente desktop

Red Hat: nuovi tool, ma niente desktop

Seconda generazione del toolkit di sviluppo JBoss, ora capace di supportare un più elevato numero di framework Java e di tecnologie. Il boss dell'azienda ha poi ribadito il suo no a Linux desktop
Seconda generazione del toolkit di sviluppo JBoss, ora capace di supportare un più elevato numero di framework Java e di tecnologie. Il boss dell'azienda ha poi ribadito il suo no a Linux desktop

Mentre le azioni di Red Hat risentono ancora, in positivo, delle voci circolate nei scorsi giorni su un presunto interessamento di Oracle all’acquisizione della società, lo storico distributore di Linux ha sfruttato la recente conferenza EclipseCon 2009 per presentare la sua seconda generazione di tool di sviluppo JBoss.

JBoss Developers Studio 2.0 – Portfolio Edition (JBDS-PE) è un ambiente di sviluppo open source basato su Eclipse e sul codice del middleware JBoss. Esso include tutte le piattaforme e i tool della suite JBoss , quali JBoss Enterprise Application Platform, JBoss SOA Platform, JBoss Enterprise Data Services Platform e JBoss Portal Platform, nonché OpenJDK e il tool di gestione e controllo JBoss Operations Network.

JBDS-PE consente agli sviluppatori di utilizzare la piattaforma Enterprise Service Bus (ESB) per creare, distribuire, verificare, gestire e configurare applicazioni rich Internet e con architettura orientate al servizio (SOA). A differenza della prima versione, che permetteva di realizzare applicazioni Java Enterprise Edition (Java EE) esclusivamente al di sopra del Seam Framework, ora JBDS 2.0 supporta un ben più ampio ventaglio di tecnologie , incluse Hibernate, JBoss Portal, RichFaces, jBPM e Drools. Red Hat afferma che il grande vantaggio, per gli sviluppatori, è di poter accedere a tutte le tecnologie JBoss da un singolo software, e di avere la garanzia che tutti i componenti della suite – plug-in, motori runtime e relative dipendenze, framework e tool – funzionino bene insieme e siano compatibili l’uno con l’altro.

JBDS 2.0 include molti componenti aggiornati, tra i quali Eclipse 3.4.2, Web Tools Project 3.0 e Seam 2.2 (pur conservando la compatibilità con le versioni 2.0 e 2.1), inoltre introduce un nuovo Visual Page Editor che consente di visualizzare sia il codice che l’aspetto finale delle web application. Le altre principali novità di JBDS-PE sono riportate in questo documento PDF .

Compatibile con Linux, Windows e Mac, JBDS-PE costa 99 dollari con licenza annuale.

Negli scorsi giorni Red Hat ha preso parte anche all’Open Source Business Conference ( OSBC ) 2009, evento durante il quale si è anche discusso del futuro di Linux sul mercato desktop . Ribadendo in parte quanto già espresso in passato , il CEO dell’azienda dal cappello rosso, Jim Whitehurst, ha affermato di non avere alcun interesse verso questo settore . È pur vero che Red Hat ha in catalogo anche un’edizione desktop del proprio sistema operativo enterprise, ma il dirigente americano afferma che quest’ultima è quasi accessoria all’edizione Server, e viene venduta soltanto “a clienti che acquistano grandi quantità di server e vogliono anche qualche desktop”.

Le ragioni dello scetticismo di Whitehurst riguardo al futuro di Linux sui desktop sono sostanzialmente tre: la prima è che in questo segmento “non sapremmo come guadagnarci”, e questo perché “davvero poche persone fanno girare desktop mission-critical”; la seconda è che “il concetto di desktop è ormai ridicolo ai giorni nostri” e, secondo il boss di Red Hat, verrà presto spazzato via da concetti come cloud e smartphone computing e dalle VDI (Virtual Desktop Infrastructure); la terza è data dalla scarsa interoperabilità di Linux con la piattaforma di Microsoft, una situazione che il big di Redmond favorirebbe in molti modi, ad esempio negando la certificazione di Evolution come client per Exchange.

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Pubblicato il
26 mar 2009
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