Gli scienziati hanno lanciato un allarme globale pubblicando un’ampia revisione di 411 studi condotti dal 1974 che rivela come la domanda globale di sabbia e ghiaia fluviale per la produzione di materiali da costruzione sia insostenibile. In pratica, la sabbia dei fiumi sta finendo in tutto il mondo. Questa emergenza invisibile è un problema enorme perché la sua estrazione industriale è molto più veloce dei cicli naturali che il nostro pianeta mette in azione per reintegrarla.
La sabbia e la ghiaia dei fiumi vengono estratte in tutto il mondo in volumi che ormai eguagliano la loro rigenerazione naturale, eppure la conoscenza quantitativa di questa attività estrattiva e delle sue conseguenze è molto indietro rispetto a molte altre pressioni ambientali globali.
“Le prove mostrano una marcata discrepanza di scala“, si legge nell’articolo di studio. “I fattori regionali e globali alimentano un’estrazione locale in gran parte non documentata, mentre gli impatti si propagano ben oltre i siti di estrazione“. Le conseguenze di tutto questo sono preoccupanti e altamente impattanti per l’ecosistema e l’ambiente.
Questi cambiamenti fisici si ripercuotono a cascata sulla perdita di habitat, sui danni alle infrastrutture e sull’insicurezza dei mezzi di sussistenza, soprattutto nelle regioni in rapido sviluppo dell’Asia e dell’Africa. Questi risultati evidenziano la necessità di un monitoraggio a livello di bacino, di una governance transfrontaliera e di interventi sul lato della domanda che colleghino esplicitamente i limiti di estrazione ai bilanci sedimentari.
Le conseguenze di un’estrazione amorale della sabbia dei fiumi
L’estrazione incontrollata e intensiva di sabbia dei fiumi genera incisioni dell’alveo (letto del fiume), crollo delle sponde, abbassamento delle falde acquifere, deterioramento della qualità dell’acqua e migrazione verso l’interno di acque saline nelle aree costiere.
La domanda di queste risorse minerarie è aumentata rapidamente a causa dell’urbanizzazione, della crescita demografica e dell’espansione delle infrastrutture in tutto il mondo. A livello globale, la domanda di sabbia e ghiaia per la produzione di calcestruzzo è aumentata costantemente da 11,74 miliardi di tonnellate nel 2000 a 28,03 miliardi di tonnellate nel 2024.
Con un linguaggio semplice, i ricercatori hanno spiegato: “La sabbia e la ghiaia provenienti dai letti dei fiumi contribuiscono alla formazione di delta fertili e alla stabilità dei canali, ma la crescente domanda di cemento sta rimuovendo i sedimenti da molti fiumi a un ritmo più veloce di quanto i processi naturali riescano a reintegrarli“.