Samsung si arma contro i patent troll

Creata una società con sede a Washington per organizzare meglio difesa e offesa nella perdurante guerra dei brevetti. Uno strumento, dicono a Seoul, per valorizzare la proprietà intellettuale coreana

Roma – Nella perdurante guerra dei brevetti che da anni appesta il settore IT negli USA e altrove nel mondo, Samsung intende ora trasformarsi da potenziale vittima in carnefice con l’istituzione della nuova entità sussidiaria Intellectual Keystone Technology (IKT) interamente dipendente da Samsung Display, con sede a Washington e investimenti economici per 25 milioni di dollari.

L’obiettivo di IKT, spiega la società coreana, è garantirsi la “buona fonte di innovazione” rappresentata dalle tecnologie brevettate e “proteggere” la proprietà intellettuale di Samsung rafforzando il relativo business. In sostanza, si tratta di passare dalla difesa all’attacco contro patent troll e concorrenti particolarmente aggressivi.

A Samsung sono evidentemente bastati i tentativi – perduranti tuttora – di messa al bando, richiesta di risarcimenti miliardari e ritiro di prodotti messi in atto da Apple e altri, e anche se i portavoce parlano di un’iniziativa ancora in fase di costruzione la strada e gli obiettivi di IKT appaiono già definiti.

La nuova sussidiaria è stata aperta a marzo e ha già all’attivo 123 brevetti tecnologici, brevetti che riguardano in particolare il mercato dei display: non a caso i 25 milioni di dollari investiti in IKT sono sin qui serviti ad acquisire le proprietà intellettuali della giapponese Seiko Epson in merito ai pannelli OLED ad altissima risoluzione (4K o UltraHD che dir si voglia).

A rimarcare le intenzioni genuine dell’operazione IKT, Samsung sostiene che “le aziende dovrebbero pagare per i costi di licenza dei brevetti” nella stessa maniera in cui il colosso asiatico paga Microsoft per usare Android sui suoi gadget mobile. A tale riguardo, la nuova sussidiaria “avrà il compito di individuare quali brevetti sono utili e di valore per Samsung”.

Alfonso Maruccia

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  • ruppolo scrive:
    Non postate su questo articolo!
    Calamari non merita la nostra attenzione, lui non ne ha per noi, non risponde mai a nessuno.Non leggete i suoi articoli!(questo post verrà cancellato, come il solito, ma qualcuno farà in tempo a leggerlo)
  • pietro scrive:
    c'è sempre una cosa che mi sfugge
    "il neurochirurgo che rimuove un tumore dal cervello di un paziente viene giustamente pagato un sacco di soldi, il fisico che contribuisce a completare il modello standard delle particelle riceve un Nobel ed un mucchio di soldi, una Cassandra qualunque che perfeziona un'applicazione informatica riceve uno stipendio.Poi basta, il lavoro è pagato.Il neurochirurgo non pretenderà una lira per ogni pensiero del cervello salvato, il Nobel non chiederà il diritto d'autore sull'uso della sua equazione, e Cassandra non avrà extra tutte le volte che l'applicazione calcolerà risultati giusti. Il lavoro è fatto"quando si fa un film, un libro o un disco, i produttori assumono e pagano attori, comparse, sceneggiatori, arrangiatori, traduttori, grafici, musicisti, disegnatori, animatori, informatici, system manager, etc. etc, per un carone animato lavorano 4-500 persone anche per un paio d'anni, un giochetto di parecchi milioni di dollari.Giustamente quando il lavoro è finito basta, il lavoro è pagato.Per loro, per quelli assunti... adesso però spetta ai produttori 1)recuperare i soldi investiti 2)pagare gli interessi alle banche per il finanziamento ricevuto 3) ricevere il giusto compenso per il lavoro svolto Come?Come se la cultuta deve essere gratuita e distribuita senza scopo di lucro?Nessun problema una volta risolto questo piccolo dettaglio sono anch'io dalla vostra parte, cultura gratis per tutti, mi sta bene.Ma se non si risolve semplicemente i produttori smetteranno di produrre.E tutti gli altri smetteranno di lavorare.Nell'economia capitalista è così, se un imprnditore non vede più il guadagno chiude la fabbrica e gli operai rimangono disoccupati.
    • con forto scrive:
      Re: c'è sempre una cosa che mi sfugge
      - Scritto da: pietro
      quando si fa un film, un libro o un disco, i
      produttori assumono e pagano attori, comparse,
      sceneggiatori, arrangiatori, traduttori, grafici,
      musicisti, disegnatori, animatori, informatici,
      system manager, etc. etc, per un carone animato
      lavorano 4-500 persone anche per un paio d'anni,
      un giochetto di parecchi milioni di
      dollari.
      Giustamente quando il lavoro è finito basta, il
      lavoro è pagato.
      Per loro, per quelli assunti... adesso però
      spetta ai produttori

      1)recuperare i soldi investiti soldi investiti? ma quali?... visto che i cosiddetti "investitori" investono con i soldi presi a prestito delle banche e cioé non con soldi loro ma con i soldi nostri che teniamo in banca?
      2)pagare gli interessi alle banche per il finanziamento ricevuto vedi sopra...
      3) ricevere il giusto compenso per il lavoro svoltolavoro? ma quale lavoro? passacarte? "pubbliche relazioni" per avere i finanziamenti dalle banche? lobbismo per aumentare la durata dei diritti?il lavoro vero lo fanno gli altri (quelli che tu hai citato: attori, comparse, sceneggiatori, arrangiatori, traduttori, grafici, musicisti, disegnatori, animatori, informatici, system manager, etc. etc) che, guarda caso, sono proprio quelli che vengono pagati una tantum...
      Come?
      Come se la cultuta deve essere gratuita e
      distribuita senza scopo di lucro?cultura direttamente autogestita e autofinanziata dalla collettività stessa che ne usufruisceil che poi implica anche che chi fa il lavoro vero (non chi trae profitto ingiustificato e rendite parassitarie dal lavoro altrui) viene giustamente retribuito per questo...
      Ma se non si risolve semplicemente i produttori
      smetteranno di produrre.dimentichi che la cultura è stata sempre "creata" dall'umanità nei secoli dei secoli, senza che esistessero i produttori e il copyright capitalista
      E tutti gli altri smetteranno di lavorare.balle
      Nell'economia capitalista è così, se un
      imprnditore non vede più il guadagno chiude la
      fabbrica e gli operai rimangono disoccupati.a parte il fatto che non è proprio così, visto che gli operai possono anche dare un bel calcio nel XXXX al cosidetto "imprenditore" (leggi: sfruttatore) e autorganizzarsi e autogestire la fabbrica (vedi per esempio argentina)... questa cosa che dici non fa altro che confermare la necessità di "superare" (leggi: abbattere) l'economia capitalista...
      • pietro scrive:
        Re: c'è sempre una cosa che mi sfugge
        - Scritto da: con forto
        - Scritto da: pietro

        quando si fa un film, un libro o un disco, i

        produttori assumono e pagano attori,
        comparse,

        sceneggiatori, arrangiatori, traduttori,
        grafici,

        musicisti, disegnatori, animatori,
        informatici,

        system manager, etc. etc, per un carone
        animato

        lavorano 4-500 persone anche per un paio
        d'anni,

        un giochetto di parecchi milioni di

        dollari.

        Giustamente quando il lavoro è finito basta,
        il

        lavoro è pagato.

        Per loro, per quelli assunti... adesso però

        spetta ai produttori



        1)recuperare i soldi investiti

        soldi investiti? ma quali?... visto che i
        cosiddetti "investitori" investono con i soldi
        presi a prestito delle banche e cioé non con
        soldi loro ma con i soldi nostri che teniamo in
        banca?


        2)pagare gli interessi alle banche per il
        finanziamento ricevuto


        vedi sopra...


        3) ricevere il giusto compenso per il lavoro
        svolto

        lavoro? ma quale lavoro?
        passacarte? "pubbliche relazioni" per avere i
        finanziamenti dalle banche? lobbismo per
        aumentare la durata dei
        diritti?

        il lavoro vero lo fanno gli altri (quelli che tu
        hai citato: attori, comparse, sceneggiatori,
        arrangiatori, traduttori, grafici, musicisti,
        disegnatori, animatori, informatici, system
        manager, etc. etc) che, guarda caso, sono proprio
        quelli che vengono pagati una
        tantum...


        Come?

        Come se la cultuta deve essere gratuita e

        distribuita senza scopo di lucro?

        cultura direttamente autogestita e autofinanziata
        dalla collettività stessa che ne
        usufruisce

        il che poi implica anche che chi fa il lavoro
        vero (non chi trae profitto ingiustificato e
        rendite parassitarie dal lavoro altrui) viene
        giustamente retribuito per
        questo...


        Ma se non si risolve semplicemente i
        produttori

        smetteranno di produrre.

        dimentichi che la cultura è stata sempre "creata"
        dall'umanità nei secoli dei secoli, senza che
        esistessero i produttori e il copyright
        capitalista


        E tutti gli altri smetteranno di lavorare.

        balle


        Nell'economia capitalista è così, se un

        imprnditore non vede più il guadagno chiude
        la

        fabbrica e gli operai rimangono disoccupati.

        a parte il fatto che non è proprio così, visto
        che gli operai possono anche dare un bel calcio
        nel XXXX al cosidetto "imprenditore" (leggi:
        sfruttatore) e autorganizzarsi e autogestire la
        fabbrica (vedi per esempio argentina)... questa
        cosa che dici non fa altro che confermare la
        necessità di "superare" (leggi: abbattere)
        l'economia
        capitalista...OK soluzione N.1: passare a un'economia non capitalista,mi sa che servirà il voto del 50% degli elettori ...almenobene adesso vediamo le altre
        • krane scrive:
          Re: c'è sempre una cosa che mi sfugge
          - Scritto da: pietro
          - Scritto da: con forto
          OK soluzione N.1: passare a un'economia
          non capitalista, mi sa che servirà il
          voto del 50% degli elettori ...almenoOk, io ci sto !!!
          • pietro scrive:
            Re: c'è sempre una cosa che mi sfugge
            - Scritto da: krane
            - Scritto da: pietro

            - Scritto da: con forto


            OK soluzione N.1: passare a un'economia

            non capitalista, mi sa che servirà il

            voto del 50% degli elettori ...almeno

            Ok, io ci sto !!!bene mancano solo altri 30 milioni di voti, circa.
          • pietro scrive:
            Re: c'è sempre una cosa che mi sfugge
            - Scritto da: pietro
            - Scritto da: krane

            - Scritto da: pietro


            - Scritto da: con forto




            OK soluzione N.1: passare a un'economia


            non capitalista, mi sa che servirà il


            voto del 50% degli elettori ...almeno



            Ok, io ci sto !!!

            bene mancano solo altri 30 milioni di voti, circa.comunque risolveresti solo per l'italia, non per tutte le altre opere straniere.Loro i soldi li vogliono.
          • krane scrive:
            Re: c'è sempre una cosa che mi sfugge
            - Scritto da: pietro
            - Scritto da: krane

            - Scritto da: pietro


            - Scritto da: con forto


            OK soluzione N.1: passare a un'economia


            non capitalista, mi sa che servirà il


            voto del 50% degli elettori ...almeno

            Ok, io ci sto !!!
            bene mancano solo altri 30 milioni di voti, circa.E no, va fatto a livello planetario se si vuole una cosa fatta bene, quindi mancano 7 miliardi, credo che iroby comunque appena vede qeusto post sara' d'accordo.Al che saremo gia' in due !!! :@E' un inizio...
          • pietro scrive:
            Re: c'è sempre una cosa che mi sfugge
            - Scritto da: krane
            - Scritto da: pietro

            - Scritto da: krane


            - Scritto da: pietro



            - Scritto da: con forto




            OK soluzione N.1: passare a
            un'economia



            non capitalista, mi sa che servirà
            il




            voto del 50% degli elettori
            ...almeno



            Ok, io ci sto !!!


            bene mancano solo altri 30 milioni di voti,
            circa.

            E no, va fatto a livello planetario se si vuole
            una cosa fatta bene, quindi mancano 7 miliardi,
            credo che iroby comunque appena vede qeusto post
            sara'
            d'accordo.

            Al che saremo gia' in due !!! :@
            E' un inizio...comunque ci sono già un miliardo di cinesi con voi, ancora altri tre e siete a posto.ah si, bisogna contare anche rifondazione, vero...
          • krane scrive:
            Re: c'è sempre una cosa che mi sfugge
            - Scritto da: pietro
            - Scritto da: krane

            - Scritto da: pietro


            - Scritto da: krane



            - Scritto da: pietro




            - Scritto da: con forto






            OK soluzione N.1: passare a

            un'economia




            non capitalista, mi sa che
            servirà

            il






            voto del 50% degli elettori

            ...almeno





            Ok, io ci sto !!!




            bene mancano solo altri 30 milioni di
            voti,

            circa.



            E no, va fatto a livello planetario se si
            vuole

            una cosa fatta bene, quindi mancano 7
            miliardi,

            credo che iroby comunque appena vede qeusto
            post

            sara'

            d'accordo.



            Al che saremo gia' in due !!! :@

            E' un inizio...
            comunque ci sono già un miliardo di cinesi con
            voi, ancora altri tre e siete a
            posto.
            ah si, bisogna contare anche rifondazione, vero...Cacchi ne citi ancora qualcuno e al 51% ci arriviamo eh occhio !
    • Uno scrive:
      Re: c'è sempre una cosa che mi sfugge
      - Scritto da: pietro
      Come se la cultuta deve essere gratuita e
      distribuita senza scopo di
      lucro?
      Nessun problema una volta risolto questo piccolo
      dettaglio sono anch'io dalla vostra parte,
      cultura gratis per tutti, mi sta
      bene.
      Ma se non si risolve semplicemente i produttori
      smetteranno di
      produrre.
      E tutti gli altri smetteranno di lavorare.
      Nell'economia capitalista è così, se un
      imprnditore non vede più il guadagno chiude la
      fabbrica e gli operai rimangono
      disoccupati.Dato che le tue sono ragioni che possono essere accettate, faccio una porposta. Appena si ripaga il costo di un'opera d'ingegno, tale opera viene posta nel pubblico dominio. Cosi' sono contenti i lavoratori che sono stati pagati per la realizzazione e i finanziatori che hanno anticipato il capitale. Per buona misura direi che un guadagno di un 10% sulla cifra investita sia un ottimo margine di guadagno.Credi che una cosa del genere possa accontentare tutti ?
      • pietro scrive:
        Re: c'è sempre una cosa che mi sfugge
        - Scritto da: Uno
        - Scritto da: pietro


        Come se la cultuta deve essere gratuita e

        distribuita senza scopo di

        lucro?

        Nessun problema una volta risolto questo piccolo

        dettaglio sono anch'io dalla vostra parte,

        cultura gratis per tutti, mi sta

        bene.

        Ma se non si risolve semplicemente i produttori

        smetteranno di

        produrre.

        E tutti gli altri smetteranno di lavorare.

        Nell'economia capitalista è così, se un

        imprnditore non vede più il guadagno chiude la

        fabbrica e gli operai rimangono

        disoccupati.

        Dato che le tue sono ragioni che possono essere
        accettate, faccio una porposta. Appena si ripaga
        il costo di un'opera d'ingegno, tale opera viene
        posta nel pubblico dominio. Cosi' sono contenti i
        lavoratori che sono stati pagati per la
        realizzazione e i finanziatori che hanno
        anticipato il capitale. Per buona misura direi
        che un guadagno di un 10% sulla cifra investita
        sia un ottimo margine di
        guadagno.
        Credi che una cosa del genere possa accontentare
        tutti
        ?di solito il guadagno per qualunque attività imprenditoriale ( idraulico, elettricista, garagista etc.) , è intorno al 20 - 30% comunque in linea di massima si potrebbe essere d'accordo.Il problema è: come?come si determina che i costi sono stati ripagati?come si ottiene il pagamento sulla fruizione dell'opera fino a quel momento?come si fa ad evitare che qualcuno non paghi per la fruizione dell'opera fino a quel momento?
  • ruppolo scrive:
    Non commentate questo articolo!
    Calamari non merita i nostri commenti, per lui non siamo degni di attenzione.
    • Invece commentate lo scrive:
      Re: Non commentate questo articolo!
      - Scritto da: ruppolo
      Calamari non merita i nostri commenti, per lui
      non siamo degni di attenzione.Chi puo' dirlo? L'anonimato e' forte in quell'uomo!
    • krane scrive:
      Re: Non commentate questo articolo!
      - Scritto da: ruppolo
      Calamari non merita i nostri commenti, per
      lui non siamo degni di attenzione.Forse tu che sei macaco...
  • mimmus scrive:
    Proporzioni
    Si dice di solito che, per fortuna, la maggior parte delle persone rispetta le leggi volontariamente e senza sforzo perché evidentemente vengono avvertite come eticamente giuste.Se tutti scaricano e non avvertono particolari rimorsi, ci sarà un motivo, no?
    • krane scrive:
      Re: Proporzioni
      - Scritto da: mimmus
      Si dice di solito che, per fortuna, la maggior
      parte delle persone rispetta le leggi
      volontariamente e senza sforzo perché
      evidentemente vengono avvertite come eticamente
      giuste.
      Se tutti scaricano e non avvertono particolari
      rimorsi, ci sarà un motivo, no?Esattamente: le persone istintivamente condividono gio' che percepiscono di possedere; inoltre l'equo compenso secondo me aiuta a far pensare di aver in qualche modo gia' pagato la parte di pizzo alle major quando si scarica.
      • panda rossa scrive:
        Re: Proporzioni
        - Scritto da: krane
        - Scritto da: mimmus

        Si dice di solito che, per fortuna, la
        maggior

        parte delle persone rispetta le leggi

        volontariamente e senza sforzo perché

        evidentemente vengono avvertite come
        eticamente

        giuste.

        Se tutti scaricano e non avvertono
        particolari

        rimorsi, ci sarà un motivo, no?

        Esattamente: le persone istintivamente
        condividono gio' che percepiscono di possedere;
        inoltre l'equo compenso secondo me aiuta a far
        pensare di aver in qualche modo gia' pagato la
        parte di pizzo alle major quando si
        scarica.Guarda che la casalinga di voghera manco lo sa che esiste una cosa chiamata "equo compenso", che cos'e' e a che cosa serve.Semplicemente e' una cosa assolutamente naturale per un utilizzatore fare una copia di un file mp3 e darla all'amico/conoscente.Ne' piu' ne' meno di come quando vado a trovare i parenti in campagna, mi regalano i pomodori del loro orto.Li raccolgono e me li danno.
  • Sgabbio scrive:
    raga
    copyright = stage = furto legalizzato
  • tucumcari scrive:
    Il cala migliore
    Questo è il cala migliore che dice le cose come stanno.
    • Leguleio senza avatar scrive:
      Re: Il cala migliore
      E per elogi dello stesso tipo:"Ma perchè avevi dei forse dubbi che il panzone fosse cambiato?è rimasto lo stesso dei vecchi tempi, un venditore di spazzole porta a porta.."Qui:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3685180&m=3686073#p3686073
  • yogavidya scrive:
    Come al solito, ma più del solito:
    ... Marco, grazie di cuore! Ci sono parole che è giusto scrivere e diffondere, e le tue rientrano spesso (ma quest'oggi anche di più) in questa categoria.
  • asdfgsdfgsf dgsdfvdfvb sdbsdf scrive:
    il diritto d'autore
    imho la gente non scarica solo perchè non vuole pagare, ma piuttosto perchè, a buon diritto, non percepisce il diritto di copia come un diritto naturale, quindi non sente la necessità etica di non violarlo.Il cosiddetto diritto d'autore (che poi nel 99% dei casi è un diritto di editore), a differenza di quello che si vorrebbe dare a bere (parlando di furto ed altre amenità simili), non ha nulla a che vedere con il diritto di possesso (che si applica ai beni materiali, ed è un diritto naturale); il diritto d'autore è una temporanea concessione che lo stato fa a dei privati al fine di stimolare la creazione di opere di ingegno immateriali (esattamente come per i brevetti), a beneficio della società.Quindi lo scopo non è tutelare un presunto diritto di chi crea l'opera; difatti, nonostante la creazione di opere di ingegno immateriali avvenga da millenni, solo in tempi relativamente recenti (precedentemente si cercava di tutelare soltanto la paternità dell'opera, che è sacrosanta) si è deciso di creare qualcosa come il diritto d'autore; precisamente nel momento in cui la tecnologia ha cominciato a permettere la nascita dell'editoria (possibilità di creare molte copie in tempi brevi e con costi ragionevoli), quindi da Gutemberg in poi.In tal frangente, sebbene alcun sistema legale potesse prevedere un diritto di possesso su beni immateriali (il bene non è unico, quindi può esser posseduto da più persone contemporaneamente, inoltre è impossibile stabilire chi ci abbia pensato per primo), si decise di concedere dei temporanei diritti di sfruttamento al fine di stimolare la creazione di opere di ingegno immateriali (cosa che prima non era possibile per limiti tecnologici); il che non significa che sfruttare tali opere sia un diritto a prescindere, lo stato non sta tutelando il "creatore" dell'opera, ma tutela la collettività.Tutto questo significa che, dal momento in cui il diritto d'autore non serve più a stimolare la creazione di opere (di qualità), ma al contrario diventa un freno, non ha alcuno scopo di esistere.Nel momento in cui il diritto d'autore viene esteso per periodi abnormi (fino a 70 anni), non serve più a stimolare la creazione di altre opere (per quanto un'opera possa essere complessa nessuno ci mette 70 anni a scriverla, neanche Dante con la divina commedia; se mediamente ci metti N anni per creare un'opera, per permetterti di crearne altre non serve tutelare il diritto d'autore per più di N anni; a meno che tu non voglia campare di rendita per tutta la vita, il che non ha nulla a che vedere con lo scopo del diritto d'autore), ma solo a garantire ad un sistema editoriale marcio, guadagni enormi (il che non rientra negli interessi della collettività).
    • panda rossa scrive:
      Re: il diritto d'autore
      - Scritto da: asdfgsdfgsf dgsdfvdfvb sdbsdf
      imho la gente non scarica solo perchè non vuole
      pagare, ma piuttosto perchè, a buon diritto, non
      percepisce il diritto di copia come un diritto
      naturale, quindi non sente la necessità etica di
      non
      violarlo.Certo.Il diritto di copia va applicato solo per chi intende rivendere (e quindi lucrarci).Non ci deve essere alcun diritti di copia per libero scambio tra privati a titolo gratuito.
      Il cosiddetto diritto d'autore (che poi nel 99%
      dei casi è un diritto di editore), a differenza
      di quello che si vorrebbe dare a bere (parlando
      di furto ed altre amenità simili), non ha nulla a
      che vedere con il diritto di possesso (che si
      applica ai beni materiali, ed è un diritto
      naturale); il diritto d'autore è una temporanea
      concessione che lo stato fa a dei privati al fine
      di stimolare la creazione di opere di ingegno
      immateriali (esattamente come per i brevetti), a
      beneficio della
      società.E per l'appunto c'e' dietro un giro di soldi (lucro).
      Quindi lo scopo non è tutelare un presunto
      diritto di chi crea l'opera; difatti, nonostante
      la creazione di opere di ingegno immateriali
      avvenga da millenni, solo in tempi relativamente
      recenti (precedentemente si cercava di tutelare
      soltanto la paternità dell'opera, che è
      sacrosanta) si è deciso di creare qualcosa come
      il diritto d'autore; precisamente nel momento in
      cui la tecnologia ha cominciato a permettere la
      nascita dell'editoria (possibilità di creare
      molte copie in tempi brevi e con costi
      ragionevoli), quindi da Gutemberg in
      poi.Si e' deciso?Hanno deciso! Loro, gli antenati degli attuali parassiti.
      In tal frangente, sebbene alcun sistema legale
      potesse prevedere un diritto di possesso su beni
      immateriali (il bene non è unico, quindi può
      esser posseduto da più persone
      contemporaneamente, inoltre è impossibile
      stabilire chi ci abbia pensato per primo), si
      decise di concedere dei temporanei diritti di
      sfruttamento al fine di stimolare la creazione di
      opere di ingegno immateriali (cosa che prima non
      era possibile per limiti tecnologici); il che non
      significa che sfruttare tali opere sia un diritto
      a prescindere, lo stato non sta tutelando il
      "creatore" dell'opera, ma tutela la
      collettività.Non serve nessuno stimolo per creare opere d'ingegno.Non e' mai servito uno stimolo.Le invenzioni ci sono da sempre, da quando hanno inventato il modo di accendere il fuoco sfregando dei legnetti, da quando hanno inventato il modo di applicare punte di selce a dei bastoni per farne delle lance...
      Tutto questo significa che, dal momento in cui il
      diritto d'autore non serve più a stimolare la
      creazione di opere (di qualità), ma al contrario
      diventa un freno, non ha alcuno scopo di
      esistere.[img]http://www.megghy.com/forum/images/smilies/ok-brava.gif[/img]
      Nel momento in cui il diritto d'autore viene
      esteso per periodi abnormi (fino a 70 anni), non
      serve più a stimolare la creazione di altre opere
      (per quanto un'opera possa essere complessa
      nessuno ci mette 70 anni a scriverla, neanche
      Dante con la divina commedia; se mediamente ci
      metti N anni per creare un'opera, per permetterti
      di crearne altre non serve tutelare il diritto
      d'autore per più di N anni; a meno che tu non
      voglia campare di rendita per tutta la vita, il
      che non ha nulla a che vedere con lo scopo del
      diritto d'autore), ma solo a garantire ad un
      sistema editoriale marcio, guadagni enormi (il
      che non rientra negli interessi della
      collettività).Esatto!
    • mr bean scrive:
      Re: il diritto d'autore
      - Scritto da: asdfgsdfgsf dgsdfvdfvb sdbsdfhttp://www.daimon.org/lib/storia_del_copyright_nuove_prospettive_anti_copyright.htm
  • mr bean scrive:
    diciamola tutta...
    diciamola tutta: il cosiddetto "copyright" altro non è che un dispositivo di potere, sfruttamento e controllo con cui il "moderno" capitalismo consente a pochissimi la appropriazione privatistica (leggasi: FURTO) dei beni pubblici immateriali della conoscenza, del sapere e delle arti - altrimenti indefinitimente disponibili a tutta la collettività - per la loro valorizzazione in termini di profitto e rendite parassitarie...vogliamo davvero risolvere questo e tanti altri problemi? allora non si tratta di cercare improbabili soluzioni (come, per esempio, una qualche riforma (sic!) delle leggi: i dispositivi giuridici sono essi stessi parte rilavante del "problema"!) o palliativi (come, per esempio, il ricorso alle licenze cosidette libere)... bisogna andare alla radice e scardinare (eufemismo...) l'intero sistema istituzionalizzato di potere, dominio, controllo, sfruttamento...
    • Luca Mangoni scrive:
      Re: diciamola tutta...
      - Scritto da: mr bean
      diciamola tutta: il cosiddetto "copyright" altro
      non è che un dispositivo di potere, sfruttamento
      e controllo con cui il "moderno" capitalismo
      consente a pochissimi la appropriazione
      privatistica (leggasi: FURTO) dei beni pubblici
      immateriali della conoscenza, del sapere e delle
      arti - altrimenti indefinitimente disponibili a
      tutta la collettività - per la loro
      valorizzazione in termini di profitto e rendite
      parassitarie...

      vogliamo davvero risolvere questo e tanti altri
      problemi?

      allora non si tratta di cercare improbabili
      soluzioni (come, per esempio, una qualche riforma
      (sic!) delle leggi: i dispositivi giuridici sono
      essi stessi parte rilavante del "problema"!) o
      palliativi (come, per esempio, il ricorso alle
      licenze cosidette libere)...

      bisogna andare alla radice e scardinare
      (eufemismo...) l'intero sistema
      istituzionalizzato di potere, dominio, controllo,
      sfruttamento..."Allora noi vogliamo dedicare questa canzone contro il capitalismo, perché è ora dire basta col lavoro che sfrutta tutti. Devono capire che hanno rotto le palle i padroni, perché le masse operaie... o ma non vi sento fatevi sentire, siete tantissimi!"
      • bubba scrive:
        Re: diciamola tutta...
        - Scritto da: Luca Mangoni
        - Scritto da: mr bean

        diciamola tutta: il cosiddetto "copyright"
        altro

        non è che un dispositivo di potere,
        sfruttamento

        e controllo con cui il "moderno" capitalismo

        consente a pochissimi la appropriazione

        privatistica (leggasi: FURTO) dei beni
        pubblici

        immateriali della conoscenza, del sapere e
        delle

        arti - altrimenti indefinitimente
        disponibili
        a

        tutta la collettività - per la loro

        valorizzazione in termini di profitto e
        rendite

        parassitarie...



        vogliamo davvero risolvere questo e tanti
        altri

        problemi?



        allora non si tratta di cercare improbabili

        soluzioni (come, per esempio, una qualche
        riforma

        (sic!) delle leggi: i dispositivi giuridici
        sono

        essi stessi parte rilavante del "problema"!)
        o

        palliativi (come, per esempio, il ricorso
        alle

        licenze cosidette libere)...



        bisogna andare alla radice e scardinare

        (eufemismo...) l'intero sistema

        istituzionalizzato di potere, dominio,
        controllo,

        sfruttamento...
        "Allora noi vogliamo dedicare questa canzone
        contro il capitalismo,

        perché è ora dire basta col lavoro che sfrutta
        tutti.

        Devono capire che hanno rotto le palle i padroni,


        perché le masse operaie... o ma non vi sento
        fatevi sentire, siete
        tantissimi!"non so se hai notato. ma stai infrangendo un copyright, con questa citazione. Pentiti!
      • Funz scrive:
        Re: diciamola tutta...
        - Scritto da: Luca Mangoni
        - Scritto da: mr bean

        diciamola tutta: il cosiddetto "copyright"
        altro

        non è che un dispositivo di potere,
        sfruttamento

        e controllo con cui il "moderno" capitalismo

        consente a pochissimi la appropriazione

        privatistica (leggasi: FURTO) dei beni
        pubblici

        immateriali della conoscenza, del sapere e
        delle

        arti - altrimenti indefinitimente
        disponibili
        a

        tutta la collettività - per la loro

        valorizzazione in termini di profitto e
        rendite

        parassitarie...



        vogliamo davvero risolvere questo e tanti
        altri

        problemi?



        allora non si tratta di cercare improbabili

        soluzioni (come, per esempio, una qualche
        riforma

        (sic!) delle leggi: i dispositivi giuridici
        sono

        essi stessi parte rilavante del "problema"!)
        o

        palliativi (come, per esempio, il ricorso
        alle

        licenze cosidette libere)...



        bisogna andare alla radice e scardinare

        (eufemismo...) l'intero sistema

        istituzionalizzato di potere, dominio,
        controllo,

        sfruttamento...
        "Allora noi vogliamo dedicare questa canzone
        contro il capitalismo,

        perché è ora dire basta col lavoro che sfrutta
        tutti.

        Devono capire che hanno rotto le palle i padroni,


        perché le masse operaie... o ma non vi sento
        fatevi sentire, siete
        tantissimi!"Insomma, se qualcuno osa criticare il sistema del copyright, viene immediatamente bollato come comunista. Cos'è, la legge di Godwin in salsa rossa? :p
  • bubba scrive:
    pagati su una base di eternità
    "#1 : Perché un cugino compositore, un nonno primo violino od un conoscente attore devono essere pagati su una base di eternità ?#2 : proporzionalita' di interessi: il parlare di un SECOLO di esclusiva o giù di li dovrebbe proporzionalmente essere bilanciato dal mettersi a ridere (o mettersi le mani nei capelli dalla disperazione) per essere appunto essere definito "proporzionale""I soliti 92 MINUTI di applausi! peccato che all'AGCOM, AGCM, SIAE, FAPAV, UNIVIDEO (e tutti gli altri portatori d'acqua del copyright) questi siano argomenti sconosciuti...
    • bradipao scrive:
      Re: pagati su una base di eternità
      - Scritto da: bubba
      I soliti 92 MINUTI di applausi!Quoto alla grandissima.
    • Izio01 scrive:
      Re: pagati su una base di eternità
      - Scritto da: bubba

      I soliti 92 MINUTI di applausi! Veramente! Se non avessi quotato tu i pezzi rilevanti, l'avrei fatto io perché sono troppo sintetici e sensati per non balzare all'occhio!
    • ThEnOra scrive:
      Re: pagati su una base di eternità
      - Scritto da: bubba
      "
      #1 : Perché un cugino compositore, un nonno primo
      violino od un conoscente attore devono essere
      pagati su una base di eternità
      ? Eh perchè no? Se qualcuno è pure disposto a pagarli per RISENTIRLI o RIVEDERLI o entrambe le cose, perchè no? Dove sta il problema?
      #2 : proporzionalita' di interessi: il parlare di
      un SECOLO di esclusiva o giù di li dovrebbe
      proporzionalmente essere bilanciato dal mettersi
      a ridere (o mettersi le mani nei capelli dalla
      disperazione) per essere appunto essere definito
      "proporzionale"
      "Peccato che ridendo non si arriva a niente e si rischia di rimanere con la bocca asciutta. Basta ridere. Fatti!
      I soliti 92 MINUTI di applausi! peccato che
      all'AGCOM, AGCM, SIAE, FAPAV, UNIVIDEO (e tutti
      gli altri portatori d'acqua del copyright) questi
      siano argomenti
      sconosciuti... :-o
      • panda rossa scrive:
        Re: pagati su una base di eternità
        - Scritto da: ThEnOra
        - Scritto da: bubba

        "

        #1 : Perché un cugino compositore, un nonno
        primo

        violino od un conoscente attore devono essere

        pagati su una base di eternità

        ?

        Eh perchè no? Se qualcuno è pure disposto a
        pagarli per RISENTIRLI o RIVEDERLI o entrambe le
        cose, perchè no? Dove sta il
        problema?Il problema non e' che c'e' gente disposta a pagare per risentirli o rivederli, ma che c'e' gente che e' disposta ad INCASSARE per farli risentire o rivedere, e il resto rientra nella piu' generica deifinizione di CIRCONVENZIONE DI INCAPACE.Basta spiegare alla gente che non devono pagare un bel niente e chi pretende di essere pagato per un lavoro fatto dal nonno commette un abuso, e vedrai come cambiano le cose.

        #2 : proporzionalita' di interessi: il
        parlare
        di

        un SECOLO di esclusiva o giù di li dovrebbe

        proporzionalmente essere bilanciato dal
        mettersi

        a ridere (o mettersi le mani nei capelli
        dalla

        disperazione) per essere appunto essere
        definito

        "proporzionale"

        "

        Peccato che ridendo non si arriva a niente e si
        rischia di rimanere con la bocca asciutta. Basta
        ridere.
        Fatti!Chi resta (giustamente) con la bocca asciutta deve essere il nipote dell'autore, che non ha alcun merito (e probabilmente manco era nato quando il nonno ha composto, quindi neppure si puo' dire che sia stato di ispirazione)

        I soliti 92 MINUTI di applausi! peccato che

        all'AGCOM, AGCM, SIAE, FAPAV, UNIVIDEO (e
        tutti

        gli altri portatori d'acqua del copyright)
        questi

        siano argomenti

        sconosciuti...

        :-oSe stai a bocca aperta, poi ti entrano le mosche.
      • bubba scrive:
        Re: pagati su una base di eternità
        - Scritto da: ThEnOra
        - Scritto da: bubba

        "

        #1 : Perché un cugino compositore, un nonno
        primo

        violino od un conoscente attore devono essere

        pagati su una base di eternità

        ?

        Eh perchè no? Se qualcuno è pure disposto a
        pagarli in che senso "disposto a pagarli"? intendi secondo le disposizioni di legge? :PPerche volontariamente nessuno paga roba prodotta 40 anni fa... (ma neanche 20)... non almeno sinche c'e' una legge che si arroga il diritto di piazzare una protezione a (spanne) 150 anni. Su base volontaria, chissa'... magari una donazione alla fondazione xyz per il recupero del film muto/antonio de curtis/whatever, la da.


        #2 : proporzionalita' di interessi: il
        parlare
        di

        un SECOLO di esclusiva o giù di li dovrebbe

        proporzionalmente essere bilanciato dal
        mettersi

        a ridere (o mettersi le mani nei capelli
        dalla

        disperazione) per essere appunto essere
        definito

        "proporzionale"

        "

        Peccato che ridendo non si arriva a niente e si
        rischia di rimanere con la bocca asciutta. Basta
        ridere.
        Fatti!da chi? dal Legislatore bubba e calamari? MAGARI. Ma non siamo in parlamento purtroppo :P IN TEORIA dovrebbero essere quelli che ci sono ora, a legiferare contro le lobbies che amano questa robba (gh! campa cavallo)
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