Donald Trump ha comunicato su Truth Social che verrà avviata un’indagine in base alla Section 301 del Trade Act (1974), in quanto la sanzione di 890 milioni di euro inflitta a Google sarebbe illegale. Il governo statunitense potrebbe quindi imporre nuovi dazi alle importazioni dei prodotti europei, revocando di fatto l’accordo commerciale sottoscritto a fine luglio 2025 e formalizzato un mese dopo.
L’Europa ha rapinato le aziende statunitensi
La Commissione europea ha inflitto una sanzione di 890 milioni di euro a Google per due violazioni del Digital Services Act (DSA). Ha favorito i propri servizi nella visualizzazione dei risultati delle ricerche e ha impedito agli sviluppatori di informare gli utenti sulla disponibilità di metodi di pagamento più economici all’esterno del Play Store.
Trump ha quindi pubblicato un post su Thruth Social per sottolineare che la sanzione è illegale e discriminatoria, citando precedenti multe ricevute da Apple, Meta e Amazon. Il Presidente ha scritto che gli Stati Uniti non sono il salvadanaio dell’Europa e che le sanzioni sono una rapina alle aziende americane e quindi ai contribuenti. Verrà pertanto avviata un’indagine sulla base della Section 301 del Trade Act (1974). Al termine potrebbero essere imposti nuovi dazi.
Citando il post di Trump, Tim Sweeney (CEO di Epic Games) ha evidenziato che Apple dovrebbe rispettare la legge in Europa. Google ha ovviamente apprezzato l’appoggio del governo. L’amministrazione Trump ha spesso criticato le sanzioni contro le aziende USA per violazioni del DSA e DMA (Digital Markets Act), affermando che si tratta di una forma di tassazione al limite dell’estorsione.
Oltre a Google sono state multate Apple (500 milioni di euro) e Meta (200 milioni di euro) per violazione del DMA e X (120 milioni di euro) per violazione del DSA. Se verranno imposti nuovi dazi è probabile l’annullamento dell’accordo commerciale dell’anno scorso. La Commissione europea aveva già comunicato che potrebbe rispondere con lo strumento anti-coercizione, noto anche come bazooka. In pratica verranno imposti dazi ai prodotti importati dagli Stati Uniti.