SARS, l'ora dei brevetti hi-tech

SARS, l'ora dei brevetti hi-tech

Com'era prevedibile il mondo scientifico rischia ora di scontrarsi sui diritti sulla malattia. Nella corsa contro il virus occorre mettere in conto le esigenze del business della ricerca
Com'era prevedibile il mondo scientifico rischia ora di scontrarsi sui diritti sulla malattia. Nella corsa contro il virus occorre mettere in conto le esigenze del business della ricerca


New York (USA) – Inutile scandalizzarsi. Come nelle scorse ore ha segnalato l’autorevole Wall Street Journal, le esigenze della ricerca scientifica e tecnologica passano per il business e, in questo campo, il business passa per i brevetti.

Il mercato per un futuro vaccino anti-SARS è potenzialmente enorme e dunque quel team di scienziati canadesi che per primo ha decodificato il codice genetico del virus ha chiesto su questo un brevetto negli Stati Uniti, di fatto ritenendo di dover avere i diritti sui geni della SARS.

Ma la battaglia è accanita. Vista l’alta specializzazione di numerosi laboratori, che in teoria dovrebbero collaborare con un fitto scambio di informazioni attraverso reti telematiche speciali e ultraveloci (Internet2, Grid ecc.), rivendicano diritti sulla SARS anche lo US Center for Disease Control and Prevention nonché, ovviamente, i ricercatori cinesi di Hong Kong che per primi misero il virus sotto un microscopio.

Il Wall Street Journal segnala come le richieste di brevetto siano studiate appositamente per assicurare a chi lo ottenesse tutti i diritti sui test diagnostici, sui farmaci antiSARS nonché, naturalmente, sulle vaccinazioni, il vero grosso business.

Con una dichiarazione controtendenza e illuminante, però, il Bernhard Nocht Institute tedesco ha deciso di non competere su questo fronte sostenendo che l’identificazione del virus SARS non è una invenzione, è una scoperta. Una dichiarazione forse dovuta al fatto che l’Institute avrebbe poche possibilità di ottenere il brevetto ma che, in ogni caso, fa riflettere.

La cosa non si esaurisce comunque nei brevetti. Già sono in corso trattative tra i laboratori di ricerca di Hong Kong e statunitensi con aziende produttrici di farmaci e test per approntare tutto quello che serve nell’attesa della scoperta del vaccino anti-SARS, destinato non solo a calmare la psicosi dilagante ma anche a gonfiare il portafoglio di taluni scienziati.

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Pubblicato il
7 mag 2003
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