Gli scienziati sono particolarmente preoccupati dopo aver scoperto qualcosa di ancora più inquietante negli abissi mari. Infatti, nei mari del Nord e del Baltico sono stati ritrovati rifiuti tossici e bombe inesplose, a orologeria sottomarine, risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. In altre parole, come spiegato dagli esperti, le acque lungo le coste della Germania “sono disseminate di ordigni“.
Precisamente, secondo le ricerche condotte e i dati pubblicati dalle ricerche stesse, nel Mare del Nord sono presenti quasi 1,3 milioni di tonnellate di munizioni, tra cui proiettili, razzi, siluri e molto altro ancora, giacciono inesplose. Invece, nel vicino Mar Baltico si parla di 300 mila tonnellate di armi e 30 mila tonnellate di agenti chimici da guerra che inquinano le acque. Decisamente spaventoso vero?
Perché queste acque sono piene di bombe inesplose e rifiuti tossici? Secondo gli esperti “si tratta del risultato di un disarmo violento e piuttosto frettoloso imposto alla Germania dalle potenze alleate dopo la Seconda Guerra Mondiale, oltre che di altri naufragi e battaglie di entrambe le guerre mondiali“. A questo si aggiunge un’altra “bomba”: i gravi danni causati da questi rifiuti agli ecosistemi marini.
I danni ai pesci provati da bombe inesplose e rifiuti tossici
La giornalista di Popolar Mechanics Stav Dimitropoulos ha assistito in prima persona all’analisi scientifica dei pesci malati a causa dell’inquinamento provocato dalle bombe inesplose e dai rifiuti tossici di guerra contenuti nei due mari. Secondo le descrizioni, è stato inquietante vedere come queste specie marine sono piene di protuberanze rosa sui tessuti, evidente segnale di cancro.
Il biologo marino Matthias Brenner ha spiegato: “Tornati a bordo della Heincke, in uno dei suoi laboratori, gli scienziati dell’AWI hanno sezionato i pesci ancora vivi e ne hanno rimosso gli intestini. Hanno rapidamente immerso i campioni, tra cui bile, fegato, filetti e reni, in azoto liquido per conservarli in vista di successive analisi genetiche e proteiche. Tra i pesci piatti catturati dai ricercatori della Heincke c’erano anche delle limanda comuni (Limanda limanda), che si trovano nei fondali sabbiosi e fangosi del Mare del Nord e del Mar Baltico. Questa specie, spesso un alimento base nella cucina costiera europea, è apprezzata per la sua consistenza delicata e il sapore tenue e raramente supera i 20 centimetri di lunghezza. Il team ha riscontrato che i tessuti delle limanda comuni erano punteggiati da piccoli noduli di un colore rosa malaticcio. Questi sono indicativi di un tumore nel pesce“.