Scribd, l'autore è editore

Una piattaforma per vendere i propri testi. Al prezzo che si vuole e nel modo che si vuole. La proposta della startup statunitense

Roma – Scribd ha lanciato un negozio online dove chiunque può offrire i propri testi. Li può vendere al prezzo che ritiene opportuno, può scegliere come distribuirli.

Scribd è una piattaforma di condivisione documentale molto popolare, attiva dal marzo 2007 e visitata mensilmente da oltre 50 milioni di utenti. Al suo interno si possono trovare testi di ogni tipo – dai capitoli di libro ai report, passando per le ricette di cucina – liberamente consultabili e, in molti casi, scaricabili. Adesso, racconta il New York Times , l’azienda ha deciso di tentare il salto di qualità, associando un negozio online vero e proprio alla propria base documentale preesistente. Lo store , attivo da ieri limitatamente all’utenza statunitense, dà a chiunque abbia caricato un testo su Scribd la possibilità di metterlo istantaneamente in vendita, definendo in modo autonomo prezzo, modalità di codifica e modalità di distribuzione dello stesso.

“Il nostro obiettivo è sempre stato quello di democratizzare la filiera editoriale, in modo da favorire le persone qualunque che hanno buone idee da condividere” ha dichiarato alla stampa Trip Adler, cofondatore e amministratore delegato di Scribd. “L’integrazione nel servizio di una funzionalità di ecommerce dà a tutti i nostri utenti – professionisti e non professionisti – una libertà ancora maggiore, proprio in un momento in cui la recessione rende ogni singolo dollaro ancora più pesante “.

Il modello di business del negozio di Scribd è estremamente flessibile. Come detto, gli utenti hanno la possibilità di definire da soli il prezzo della propria opera – entro un range variabile tra 1 e 5000 dollari – oppure affidarsi al sistema automatizzato di pricing , che definisce il valore dell’opera a partire dalle statistiche di vendita di altri titoli consimili. Dopodiché, gli autori ricevono una percentuale pari all’80 per cento sui ricavati complessivi delle vendite. Attraverso tale sistema di ripartizione, molto favorevole a chi scrive, i responsabili del progetto contano di poter attrarre una base sempre crescente di autori, alimentando la diffusione “virale” del modello. L’obiettivo di medio termine della strategia, osserva ancora il NYT, sarebbe quello di scardinare la leadership sul mercato ebook di Amazon, recentemente rafforzata dall’uscita del nuovo Kindle .

Scribd propone una politica flessibile anche rispetto alle modalità di codifica e distribuzione dei contenuti. Sono infatti gli utenti a scegliere se l’acquisto dia diritto soltanto alla mera visualizzazione a monitor del testo, ad un suo download regolato da DRM, oppure ad un download libero. Ci sono vari formati supportati – dal tradizionale PDF fino all’ePUB dell’International Digital Publishing Forum – e diverse modalità di fruizione previste: tra breve dovrebbe essere rilasciata anche un’applicazione per l’acquisto mediato da iPhone.

Ma alcuni ostacoli permangono. Secondo alcuni osservatori l’interfaccia utente di Scribd è ancora piuttosto primitiva, non consentendo di discernere adeguatamente tra i contenuti di qualità e quelli amatoriali. E poi, osserva il New York Times , la piattaforma presenterebbe diverse falle in termini di sicurezza. In passato, infatti, diversi editori avrebbero denunciato la pubblicazione sulla piattaforma di testi protetti da copyright.

Al momento, nessuna delle grandi case editrici internazionali ha aderito all’ online store di Scribd. Ma i responsabili del progetto assicurano di aver aperto delle trattative con i maggiori gruppi, ed intanto incassano il supporto di importanti editori indipendenti quali Lonely Planet, ÒReilly Media e Berrett-Koehler, i quali metteranno online i propri interi cataloghi. “Il modello di Scribd apre agli editori un nuovo mercato per i contenuti brevi e per quelli di nicchia – ha detto la vice presidente di Berrett-Koehler Johanna Vondeling – E ha le potenzialità per rivoluzionare l’intero panorama editoriale, offrendo ai lettori l’opportunità di scegliere (e pagare) esclusivamente per i contenuti che desiderano”.

Giovanni Arata

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  • Fab scrive:
    Proporzionalità della pena
    Scusate la domanda banale, ma non è prevista l'applicazione della proporzionalità della pena? Suppongo che si tenga conto del costo del SW, della sua natura (gioco, gestionale) e del livello del bug. Se il programma mi crasha alle 00:00 del 29 febbraio di ogni anno bisestile è un conto, se alla seconda accensione mi formatta il disco è un altro.
  • pclinux scrive:
    Non vedo il problema
    La proposta normativa fa' riferimento a software acquistato non a software fornito gratuitamente.Non vedo il perchè di questa preoccupazione.Chi fa' free software per scelta senza pensare ai soldi continuerà a farlo.Peggio andrà per chi cerca di arricchirsi col software.Per quel che riguarda la GPL basta aggiungere una clausola:"chi intende vendere qualcosa fornito gratuitamente con licenza GPL si assume l'onere di prestare la garanzia"Non mi sembra poi una tragedia.Vorrà dire che venderanno meno "Mercedes" e più "Panda"!
  • dovella scrive:
    La vedo dura per Linux
    La vedo dura per Linux (rotfl)
  • faccio cassa scrive:
    non so
    1X MONITOR BENQ T905 19" LCD 100 1X DUAL SIM NO TAGLIO PER AVERE 2 SIM SUL TUO TELEFONO 10 1X MS FLIGTH SIMULATOR 3 BATTAGLIA PER L'EUROPA 5 1X MS FLIGTH SIMULATOR 2004 UN SECOLO DI AVIAZIONE 5 1X BROTHERS IN ARMS: ROAD TO HILL 30 5 1X HITMAN CONTRACTS 5 1X NEED FOR SPEED MOST WANTED 5 1X HALF LIFE 2 10 1X VOLANTE CON 8 TASTI E PEDALIERA 2 PEDALI CON CONNETORE GAME 10 1X HARDISK MAXTOR DIAMOND MAX 10 160 GB SATA 2 25 1X RIPETITORE PMR PRONTO PER ESSERE USATO 100 1X CASSETTO ESTRAIBILE FULL METAL PER ATA133 CON VENTOLA 10 1X LETTORE PORTATILE CD TECHNICS SL-XP150 20 1X TASTIERA WIFI + MOUSE WIFI OTTICO E RELATIVO RICEVITORE 10 1X MASTERIZZATORE PLEXTOR 48/24/48A 15 1x CONTROLLER RAID ATA100 (4 HARDISK) ADAPTEC 1200A 5 TUTTI I PRODOTTI SONO DA CONSIDERARSI USATI E VENDUTI SENZA ALCUNA GARANZIA (se non quella del produttore se ancora usabile); I VIDEOGIOCHI SOPRA CITATI SONO DA CONSIDERARSI ORIGINALI CON TANTO DI BOLLINO SIAE ; (OVVIAMENTE ANCHE I GIOCHI SONO USATI MA FUNZIONANTI)I PREZZI NON COMPRENDONO LE SPESE DI TRASPORTO ; NON VERRANO FATTo NESSUN SCONTO I PREZZI SON GIA TROPPO BASSI UNICO PAGAMENTO ACCETTATO E LA POSTEPAY O BONIFICO BANCARIOA SECONDA DEL PESO E DALLA DIMENSIONE DEL PRODOTTO DA SPEDIRE VERRA USATO :POSTAPRIORITARIA /RACCOMANDATA NEL CASO DI PICCOLI OGGETTIPACCO CELERE 3 NEL CASO DI OGGETTI MEDIO/GRANDImassima serietàse interessati msn: cdvergine@libero.it
  • LagunBlu scrive:
    La solita presa per i fondelli
    Dire che Gnu-Linux e ...microsoft possano essere ...."amici" è come dire che Gandhi e AL CAPONE erano uguali.Gnu-Linux no ha NULLA
    • LagunBlu scrive:
      Re: La solita presa per i fondelli
      Dire che Gnu-Linux e ...microsoft possano essere...."amici" è come dire che Gandhi e AL CAPONE erano uguali.Gnu-Linux non ha NULLA di che spartire con uina Multinazionale dell' Impwero del MALE.
      • pabloski scrive:
        Re: La solita presa per i fondelli
        guarda, realisticamente si potrebbe lavorare non dico insieme ma almeno alle stesse cose in nome dell'interoperabilitàperò sempre che MS faccia sul serio e non continui a prendere in giro il prossimo con pseudo-standard aperti come ooxml
  • contenuto ingiurioso scrive:
    Solo per il software?
    Lo accetteremo solo se prima sara' promossa una legge simile per tutti i servizi di pubblica amministrazione, parlamento, governo, presidenzia ecc.!!ROTFL!!!!
  • Treepwood scrive:
    Meglio microsoft che apple
    Apple attinge continuamente dal mondo opensource, per poi proporre prodotti commerciali, ma nel contempo non supporta mai il software libero (avete mai visto una versione di itunes o safari per freebsd o linux?).Microsoft forse è più sincera, la sua è una politica commerciale pura, e per quanto possa essere odiata dal mondo gnu, consente comunque grazie al partenariato con novell di far utilizzare ad utenti linux alcuni suoi protocolli proprietari.
    • Giambo scrive:
      Re: Meglio microsoft che apple
      - Scritto da: Treepwood
      Apple attinge continuamente dal mondo opensource,
      per poi proporre prodotti commerciali, ma nel
      contempo non supporta mai il software liberohttp://www.opensource.apple.com/
    • Tex scrive:
      Re: Meglio microsoft che apple
      - Scritto da: Treepwood
      Apple attinge continuamente dal mondo opensource,
      per poi proporre prodotti commerciali, ma nel
      contempo non supporta mai il software libero
      (avete mai visto una versione di itunes o safari
      per freebsd o
      linux?).E da quando itunes è un sw commerciale dato che è gratuito?Idem safari?il link te lo ha già postato Giambo ;-)
      Microsoft forse è più sincera, la sua è una
      politica commerciale pura, e per quanto possa
      essere odiata dal mondo gnu, consente comunque
      grazie al partenariato con novell di far
      utilizzare ad utenti linux alcuni suoi protocolli
      proprietari.E cioè?
      • Luis scrive:
        Re: Meglio microsoft che apple
        - Scritto da: Tex

        Microsoft forse è più sincera, la sua è una

        politica commerciale pura, e per quanto possa

        essere odiata dal mondo gnu, consente comunqueVeramente microsoft e apple sono adiate solo da alcuni XXXXX fantaci del mondo gnu.Il resto del mondo se ne fotte
      • Nome e cognome scrive:
        Re: Meglio microsoft che apple
        E da quando gratuito significa "non commerciale"?La pubblicità che ti propongono all'interno di iTunes lo rende ne più ne meno di una controparte a pagamento.Per safari vale la stessa cosa considerando gli introiti che comporta ad Apple il suo utilizzo.Cià
        • Tex scrive:
          Re: Meglio microsoft che apple
          - Scritto da: Nome e cognome
          E da quando gratuito significa "non commerciale"?da quando per "software commerciale" si intende software sviluppato per essere venduto al pubblico.Ma secondo te "software commerciale" che definizione alternativa può avere?poi ok si può anche filosofeggiare che itunes/safari/ecc è venduto a prezzo zero ;-)
          La pubblicità che ti propongono all'interno di
          iTunes lo rende ne più ne meno di una controparte
          a
          pagamento.
          Uhm, arrampicata!
          Per safari vale la stessa cosa considerando gli
          introiti che comporta ad Apple il suo
          utilizzo.E quali e quanti sarebbero?E comunque il fatto che un sw gratuito posso direttamente o indirettamente generare introiti in altri settori dell'azienda, non lo qualifica di commerciale.

          Ciàcie
        • ciao scrive:
          Re: Meglio microsoft che apple
          - Scritto da: Nome e cognome
          E da quando gratuito significa "non commerciale"?
          La pubblicità che ti propongono all'interno di
          iTunes lo rende ne più ne meno di una controparte
          a
          pagamento.
          Pubblicita' ??Mi é venuto il dubbio e ho aperto iTunes ma non ho alcuna pubblicita'.Certo , se vai nello store online (che é un negozio) pubblicizzano musica (mava')Come quando vai al negozio della Virgin (per esempio), é piena di cartelloni pubblicitari di artisti (mava')
          Per safari vale la stessa cosa considerando gli
          introiti che comporta ad Apple il suo
          utilizzo.

          CiàIDEM come sopra
          • fiertel91 scrive:
            Re: Meglio microsoft che apple
            Scusami un'osservazione doverosa: iTunes è un programma rilasciato per ovvi ed evidenti scopi di penetrazione del mercato della vendita di musica online. Non fare l'ingenuo.
          • fiertel91 scrive:
            Re: Meglio microsoft che apple
            Semplicemente obiettavo al tuo "ho aperto iTunes ma non ho alcuna pubblicita'". Nient'altro. Il commento mio personale era di puro titolo informativo.
      • Treepwood scrive:
        Re: Meglio microsoft che apple
        Guarda che se leggi bene io non ho detto che itunes è un software commerciale (anche se lo è comunque...)ho detto: "Apple attinge continuamente dal mondo opensource, per poi proporre prodotti commerciali, ma nel contempo non supporta mai il software libero"sapresti contare quanto opensource c'è dentro osx (che si paga)?Ci si potrebbero scrivere 12 tesi in informatica
        • Elf scrive:
          Re: Meglio microsoft che apple
          - Scritto da: Treepwood
          sapresti contare quanto opensource c'è dentro osx
          (che si
          paga)?
          Ci si potrebbero scrivere 12 tesi in informaticaA cominciare dal kernel...
    • Pippo Lacoca scrive:
      Re: Meglio microsoft che apple
      Apple attinge da materiale con licenza BSD, cosi' come MS. Ed entrambi non fanno niente di male nel farlo, visto che la BSD stessa lo permette
    • RunAway scrive:
      Re: Meglio microsoft che apple
      - Scritto da: Treepwood
      Apple attinge continuamente dal mondo opensource,
      per poi proporre prodotti commerciali, ma nel
      contempo non supporta mai il software liberoMah veramente Apple valorizza tantissimo i software open che valgono o che hanno molte potenzialità in partenza.Vedi per esempio WebKit è quello che è in gran parte per il contributo di Apple.Poi per esempio ha valorizzato tantissimo SproutCore contribuendo molto al progetto, certo perchè l'ha usato per Mobile Me, ma ne hanno beneficiato tutti.Idem per quello che sta facendo con llvm e clang, certo lo fa per proprio tornaconto, ma di un compilatore come clang e di una tecnologia come llvm ne possono beneficiare tutti.Alla fine mi pare che questa solita lagna sul fatto che Apple "ruberebbe" (che poi la licenza BSD o affini lo permette tranquillamente) al mondo open senza dare nulla in cambio (e non è vero) mi pare solo una gigantesca rosicata sul fatto che Apple, con gli stessi pezzi open source disponibili a tutti, riesca a forgiare software, os in primis, migliore e molto più bello e appetibile alla gente.Cosa che la "magnifica" community open si sogna e ancora continua a fare passi avanti (ma spesso anche passi indietro) ridicoli in fatto di usabilità eccetera.
      • Treepwood scrive:
        Re: Meglio microsoft che apple
        Ma per favore...Apple si serve su una tavola imbandita, mangia, beve, rutta e va via.OSX non esisterebbe senza l'opensource.Safari è stato creato a partire da Khtml, ti risulta che dopo aver scroccato i codici ha almeno lasciato qualche pacchetto sorgente per dire tenete poveracci fatevi una versione "embedded" di safari?Altro che contributo al webkit.Quindi non mi venite a dire che contribuisce all'opensource, di certo non l'ostacola anzi, farà in modo che sia sempre prospero ed aggiornato, affinchè possa trarne i propri benefici commerciali.Però non rilascerà mai ad esempio itunes e quicktime per linux o solaris, perchè in fin dei conti sono suoi veri concorrenti, a differenza di microsoft che è un partner commerciale.
    • Mauro G scrive:
      Re: Meglio microsoft che apple
      - Scritto da: Treepwood
      Apple attinge continuamente dal mondo opensource,
      per poi proporre prodotti commerciali, ma nel
      contempo non supporta mai il software libero
      (avete mai visto una versione di itunes o safari
      per freebsd o
      linux?).
      Microsoft forse è più sincera, la sua è una
      politica commerciale pura, e per quanto possa
      essere odiata dal mondo gnu, consente comunque
      grazie al partenariato con novell di far
      utilizzare ad utenti linux alcuni suoi protocolli
      proprietari.Bravo Treepwood, se quanto dici di Apple è vero in generale, questa è una cosa che dovrebbe far riflettere tutti i produttori di Open Source.
      • Tex scrive:
        Re: Meglio microsoft che apple
        - Scritto da: Mauro G
        - Scritto da: Treepwood

        Apple attinge continuamente dal mondo
        opensource,

        per poi proporre prodotti commerciali, ma nel

        contempo non supporta mai il software libero

        (avete mai visto una versione di itunes o safari

        per freebsd o

        linux?).

        Microsoft forse è più sincera, la sua è una

        politica commerciale pura, e per quanto possa

        essere odiata dal mondo gnu, consente comunque

        grazie al partenariato con novell di far

        utilizzare ad utenti linux alcuni suoi
        protocolli

        proprietari.
        Bravo Treepwood, se quanto dici di Apple è vero
        in generale, questa è una cosa che dovrebbe far
        riflettere tutti i produttori di Open
        Source.L'unico problema è quel "se" ;-)
  • sixam scrive:
    E se facessimo bene dall'inizio?
    IMHO il problema e' nel ciclo di sviluppo. Quando ho iniziato a sviluppare dopo l'universita' (nel lontano 1995) partivo dal dogma Analisi -
    Progettazione -
    Sviluppo. Se il committente non ti firma l'analisi, il resto non parte. Una volta firmata ed approvata l'analisi, questa viene 'scolpita nel granito', ed ogni variazione in corso d'opera veniva rianalizzata e riprogettata. Idem per la progettazione. E quando parte lo sviluppo, i programmatori lavorano 'a informazione completa'. Il test, poi, lo fa l'utente, che dopo deve sottoscrivere che cio' che gli abbiamo dato e' cio' che aveva chiesto.Ora, invece, e' gia' tanto se le specifiche arrivano in una mail tipo "...dovrebbe fare questo e quest'altro (ma non ne siamo sicuri). Inizia a buttar giu' qualcosa, che poi vediamo...". Ovvio che il sw non viene realizzato come dio comanda, aumentano i problemi, le licenze si fanno sempre piu' fumose, ed alla fine viene chiesto un regolamento x la qualita' del sw...Bye by SixaM 8-]-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 maggio 2009 09.19-----------------------------------------------------------
    • Steve Austin scrive:
      Re: E se facessimo bene dall'inizio?

      Ora, invece, e' gia' tanto se le specifiche
      arrivano in una mail tipo "...dovrebbe fare
      questo e quest'altro (ma non ne siamo sicuri).
      Inizia a buttar giu' qualcosa, che poi
      vediamo...".come odio sto modo di lavorare... ma é colpa dei titolari/direttori di azienda o commerciali che non sono capaci di comunicare con il cliente (perché spesso non sanno quello chee stan facendo?).
    • Super_Treje scrive:
      Re: E se facessimo bene dall'inizio?
      Ed in ogni modo nemmeno prima ci si poteva mettere la mano sul fuoco che nulla nella maniera più assoluta sarebbe andato storto!! O mi sbaglio ??Effettivamente oggi si tende a rilasciare versioni di continuo e la maggior parte del lavoro lo si è spostato nel riparare più che nel fare bene all'inizio!Chissà tra 50 anni che dati avremo, nel senso qual è economicamente valido come sistema di sviluppo software :)
      • sixam scrive:
        Re: E se facessimo bene dall'inizio?
        - Scritto da: Super_Treje
        Ed in ogni modo nemmeno prima ci si poteva
        mettere la mano sul fuoco che nulla nella maniera
        più assoluta sarebbe andato storto!! O mi sbaglio
        ??
        Effettivamente oggi si tende a rilasciare
        versioni di continuo e la maggior parte del
        lavoro lo si è spostato nel riparare più che nel
        fare bene
        all'inizio!Quoto in pieno. Non e' che prima tutto andava bene, semplicemente si aveva prima un'idea di cosa fare, e si poteva pianificare lo sviluppo un po' piu' efficacemente rispetto ad oggi. Personalmente mi trovo a dover mettere pezze non per mia scelta, ma perche' mi impongono di lavorare cosi'.Bye by SixaM 8-]
        • Super_Treje scrive:
          Re: E se facessimo bene dall'inizio?
          Quindi in un certo senso ben venga il sistema open-source come viene eseguito oggi per lo sviluppo del software se "si è costretti" a lavorare con queste tempistiche di rilascio.Anche se per quanto mi riguarda io credo che la migliore soluzione, ben intendendo non la soluzione che sia esente da imperfezioni, possa essere l'accoppiata tra la mentalità Debian ("è pronto quando sarà pronto non prima!!") con quella "generalmente" + closed di una volta in cui tutto viene testato, regolamentato, messo su carta, preciso, conciso ed assolutamente chiaro e calcolato.Che ne pensi ?Anche perche' io credo che rilasciare prima spendendo prima di meno e poi stare in continuazione a riaggiustare dopo, complessivamente costi di più che non fare le cose per bene fin dall'inizio prendendosi il tempo di cui si ha bisogno per fornire poi un prodotto con una marginalità di bugs molto piccola.
    • Alessandro scrive:
      Re: E se facessimo bene dall'inizio?
      Completamente d'accordo con te ...Effettivamente il modello quick and dirty va molto dimoda al momento.Occorre dire che ha anche dei lati positivi:1. si lavora per raffinamenti successivi di prototipiin maniera tale che l'utente ha idea di quello che avrà(il 90% dei committenti anche se firma non ha ideadi cosa verrà fuori leggendo solo l'analisi)2. corregge l'eccessiva rigidità del modelloanalisi-progettazione-sviluppo3. fa risparmiare tempo (e danaro)D'altra parte1. sei meno tutelato2. la qualità del sw probabilmente non è proprio il topA mio modesto parere (che ovviamnete vale quanto il 2 dipicche) il modello a prototipi va benissimo per progetti medi o medio-piccoli, per progetti più grandi (anni uomo)si rischia di perdere la bussola.AlessandroP.S.L' Extreme-programming non è il solito modello a raffinamento successivo di prototipi detto in modopiù cool?
      • hammeronthe net scrive:
        Re: E se facessimo bene dall'inizio?
        Il problema è che bisognerebbe essere i più modulari e "OO" possibili sin dall'inizio.E documentare inoltre in modo preciso le scelte effettuate a livello di codice... ma non è sempre possibile visto che ormai si tende sempre al ribasso dei prezzi!Beh, quando le aziende saranno stufe dei vari SAP & C. forse si ricomincerà a Programmare e a fare software verticale ben progettato.
      • invasore scrive:
        Re: E se facessimo bene dall'inizio?
        sul fatto che si risparmi tempo ho più di un dubbio. Dipende tutto da cosa intendi per "progetto medio" o "medio-piccolo". Per quella che è la mia esperienza superato diciamo il mese-uomo il quick'n'dirty è una rimessa.
    • chicco scrive:
      Re: E se facessimo bene dall'inizio?
      Hai perfettamente ragione, come ben sa chi sviluppa oggigiorno dovendo fare i salti mortali per capire cosa c'è da fare e non come bisogna farlo...
      • sixam scrive:
        Re: E se facessimo bene dall'inizio?
        - Scritto da: chicco
        Hai perfettamente ragione, come ben sa chi
        sviluppa oggigiorno dovendo fare i salti mortali
        per capire cosa c'è da fare e non come bisogna
        farlo......probabilmente xche' chi commissiona il lavoro, come ha gia' scritto qualcun altro, non ha la piu' pallida idea di cosa vuole...Bye by SixaM 8-]
        • Steve Austin scrive:
          Re: E se facessimo bene dall'inizio?
          più che chi commissiona il lavoro é chi lo vende che spesso ne capisce di informatica meno di dovella.
    • Paolo scrive:
      Re: E se facessimo bene dall'inizio?
      Salve a tutti.Ho letto le risposte di questo post ed ho trovato delle similitudini anche nella mia esperienza passata. Io ho programmato per diverso tempo con il Turbo Pascal e le cose venivano fatte su un'analisi ed un piano ben definito: carta e penna, progetto scritto, analisi scritta, righe di codice scritto (nonchè testato su pc, almeno per i tempi di allora). Naturalmente non ho più programmato da allora ma comprendo e cerco di intuire quello che vuole un cliente e così faccio da tramite da lui ed il programmatore. Nonostante sia rimasta in me la vena poetica di scrivere su carta analisi e progetto, sottoscriverli, nonchè verificare le versioni beta del programma via via che viene costruito, assieme al cliente, mi è capitato più di una volta che, a programma finito, diceva "che non era proprio quello che si aspettava".Ora, probabilmente sarò io che ho la testa da dinosauro e che ho dei parametri di apprendimento antichi nel linguaggio ma non è anche probabile che la vita frenetica di questi clienti fa dire delle cose diverse da quelle che pensano?
      • Te lo spiego io scrive:
        Re: E se facessimo bene dall'inizio?

        Ora, probabilmente sarò io che ho la testa da
        dinosauro e che ho dei parametri di apprendimento
        antichi nel linguaggio ma non è anche probabile
        che la vita frenetica di questi clienti fa dire
        delle cose diverse da quelle che
        pensano?No, e' che i signori clienti (ma anche tanti signori programmatori e commerciali) proprio non pensano.Pensaci una volta cera il sior paron che la ditta l'aveva fatta da 0, era SUA, poi sono venuti i figli, i megamanager pieni di carte che dimostrano supercompetenza ma in realta' non hanno le palle per mettersi in proprio, sono solo superdipendenti, non hanno fatto vera gavetta non sono partiti da fattorino a direttore generale e quindi non sanno nulla del lavoro di quelli che stanno sotto. L'economia insomma si e' parassitizzata. Gente che da' molto poco e prende molto. E poi la scuola una volta formava elite, adesso ci vanno cani e porci e la qualita' didattica si e' abbassata. Mettici poi il fatto che sono vecchi, vecchi, vecchi e quando per miracolo sono giovani sono arroganti, arroganti, arroganti. Non ti ascoltano veramente.C'era l'aristocrazia, poi i borghesi li hanno fatti fuori e adesso i borghesi sono diventati aristocratici, casta che si para il sedere. Il merito, vessillo borghese e' stato sostituito dall'appartenenza, vessillo aristocratico. Il sangue blu.
  • espertissim o scrive:
    finalmente la prova provata...
    che Linus Torvalds è stipendiato da Microsoft per far cadere a picco la credibilità del mondo Unix.
    • Tex scrive:
      Re: finalmente la prova provata...
      E dopo le stupidate che sei riuscito a scriverci ieri, ci riprovi anche oggi?
    • Andreabont scrive:
      Re: finalmente la prova provata...
      Cosa ti sei bevuto stamattina?? Ma almeno hai letto l'articolo???Linux e Windows saranno sempre concorrenti, ma si sono "alleati" momentaneamente contro una possibile decisione esterna che li danneggerebbe entrambi..
    • passante scrive:
      Re: finalmente la prova provata...
      Ahaha, abboccano proprio tutti eh?Mi sa che è come sparare sulla croce rossa.
  • MAH scrive:
    Un futuro di pace
    Ormai con ottima approssimazione prevedo titolo e contenuto degli articolihttp://punto-informatico.it/b.aspx?i=2371680&m=2372478Sarà anche vero che i principi ALI sono palesemente una XXXXXta,ma ogni scusa è buona per rafforzare l'asse Microsoft-Linuxnel nome "del comune credo nelle possibilità del software" ;)
  • JoCKerZ scrive:
    Qua non ci si rende conto ...
    .. che quella del software e' l'unica industria che vende cose senza garanzia. L'unica.Passi pure una licenza utente senza garanzia, ma si lavori per un'industria del software garantito.Ho letto che c'e' gente qua che sostiene che il software e' troppo complesso per garantirlo.Vorrei informare queste persone che il software non e' solo quello che avete sui vostri computer per chattare e navigare. I sistemi embedded sono tutti intorno a noi. Nelle automobili (ve la vedete la mercedes in tribuanle sostenere che si e' vero che e' colpa loro se la macchina si e' schiantata stroncando una certa famiglia ma il software e' troppo complesso per garantirlo ... ???), nei macchinari ospedalieri, nelle centrali elettriche che tengono in piedi il paese, sugli aerei, nei sistemi che gestiscono il traffico, ecc ecc ..Ci vogliono assolutamente due binari: le applicazioni mission critical e quelle ludiche, di intrattenimento e non professionali.
    • sixam scrive:
      Re: Qua non ci si rende conto ...
      - Scritto da: Nemis
      internet e pure server, oggi non ci fan nemmeno i
      pulsanti per il resizeROTFL!!!!Bye by SixaM 8-]
    • hammeronthe net scrive:
      Re: Qua non ci si rende conto ...
      Sono d'accordo con te in parte.IMHO un sistema per il controllo dei macchinari ospedalieri e [tutto quello che hai scritto tu] sono molto complessi dal punto di vista hardaware + software, ma meno complessi dal solo punto di vista software... o meglio: sono più rigidi e meno vincolati da "personalizzazioni" o da "cattivo utilizzo" (inteso come possibilità per un utente di utilizzare male un prodotto per ignoranza sul suo utilizzo o per semplice distrazione).Un ERP, un S.O. moderno e quant'altro invece soffrono anche di questi problemi ed hanno molte più -come dire, spero di farmi capire- "features", possibilità di impiego, modi di utilizzo ed il problema di dattare un software all'uso reale.Pertanto, direi che bisognerebbe per queste categorie di prodotti fare sì piuttosto di avere un sistema di bug recovering più efficace ed immediato (e NON aspettare mesi per una patch quando magari perdi milioni di EURO per un baco banalissimo o per cattive prestazioni dovute ad una cattiva programmazione).Saluti.
  • Enrico scrive:
    Quando ci vuole ci vuole
    E si perché se una legge e una XXXXXta sia i paladini di Linux che i protettori di bigm fanno fronte comune per contrastarla come è giusto che sia.Come è già stato detto fare software senza difetti è impossibile vista la complessità del sistema. Il solo kernel di Linux (senza contare tutta la userland) sono 10 milioni di righe di codice... come si fa a garantire che queste siano sicure prima che siano state provate per un periodo sufficiente dalla virtualmente infinita serie di combinazioni hw/sw ?? Questa operazione ha dei costi enormi ovviamente, probabilmente insostenibili per le piccole aziende emergenti, che verrebbero soffocate da tale legge. Certo una qualche sorta di garanzia e di tutela va data non c'è dubbio, ma dal momento che io compero un software, qualunque esso sia, io so che può avere un difetto e devo prendere provvedimenti, per esempio tenendo una copia di riserva di tutti i miei dati facendo backup periodici e magari automatizzati
    • lordmax scrive:
      Re: Quando ci vuole ci vuole
      E della tua automobile fai una copia di riserva?E della radiosveglia?E del pacemaker?E dell'impianto di stoccaggio dei rifiuti atomici?E dell'aereo che ti porta in giro per il mondo?E dell'impianto della TAC o del polmone artificiale?Non banalizzare per favore.Ricordati cosa succedeva alla Mercedes Serie A che si ribaltava a causa del software difettoso.
      • acno scrive:
        Re: Quando ci vuole ci vuole
        - Scritto da: lordmax
        Non banalizzare per favore.Appunto, non banalizzare, gli esempi che riporti non hanno nulla a che spartire con l'argomento.
      • lufo88 scrive:
        Re: Quando ci vuole ci vuole
        Ricordando che su quel bug la stessa Mercedes ha sollevato seri dubbi, ma per evitare problemi ha ritoccato le sospensioni.Comunque, si è vero in certi ambiti i software vanno garantiti, ma non si può generalizzare. Se il software mi mostra un file immagine jpeg verde anziché rosso, non credo che sia la fine del mondo (poi dipende dagli ambiti, io sto facendo un discorso generale). In sostanza ci sono bug e bug.
      • lll scrive:
        Re: Quando ci vuole ci vuole
        non banalizzare tu eh?ma tu hai mai scritto un software con qualche migliaia di righe di codice. Beh, se lo hai fatto capisci che è impossibile non sbagliare.Siamo persone e non macchine intelligenti, quindi è inutile pretendere la perfezione.
      • objprg scrive:
        Re: Quando ci vuole ci vuole
        - Scritto da: lordmax
        E della tua automobile fai una copia di riserva?
        E della radiosveglia?
        E del pacemaker?
        E dell'impianto di stoccaggio dei rifiuti atomici?
        E dell'aereo che ti porta in giro per il mondo?
        E dell'impianto della TAC o del polmone
        artificiale?

        Non banalizzare per favore.
        Ricordati cosa succedeva alla Mercedes Serie A
        che si ribaltava a causa del software
        difettoso.Evidentemente non hai mai scritto sw in vita tua
      • Lettore anonimo scrive:
        Re: Quando ci vuole ci vuole
        - Scritto da: lordmax
        Ricordati cosa succedeva alla Mercedes Serie A
        che si ribaltava a causa del software
        difettoso.veramente si ribaltava a causa della forma alta e stretta, poi hanno messo una centralina con un "software" (ESP) di serie e non si è ribaltata più (prima era optional)
        • DOM scrive:
          Re: Quando ci vuole ci vuole
          Esatto. Lo stavo per scrivere io. Il problema della classe A è stato risolto installando di serie la centralina dell'ESP.
      • germanux scrive:
        Re: Quando ci vuole ci vuole
        per essere precisi la classe A si ribaltava perche qualche ingegnere fattosi coi prosciutti, aveva progettato delle sospensioni del cacchio, poi qualche modifica hardware ed il software del ESP installato di serie, dopo il ribaltamento, hanno risolto il problema
      • pauroso OT scrive:
        Re: Quando ci vuole ci vuole
        - Scritto da: lordmax
        E della tua automobile fai una copia di riserva?
        E della radiosveglia?
        E del pacemaker?
        E dell'impianto di stoccaggio dei rifiuti atomici?
        E dell'aereo che ti porta in giro per il mondo?
        E dell'impianto della TAC o del polmone
        artificiale?

        Non banalizzare per favore.
        Ricordati cosa succedeva alla Mercedes Serie A
        che si ribaltava a causa del software
        difettoso.Esempi assolutamente fuori luogo. Inoltre il caso della Classe A (non serie A, mica stiamo parlando di calcio....) non si è svolto assolutamente come scrivi tu.Fatti un paio di caffè in più prima di scrivere queste boiate va...
  • Bic Indolor scrive:
    Il problema della legiferazione folle
    L'UE sembra proprio soffrire dello stesso cancro di cui è da decenni malato l'ordinamento del nostro Paese: la legiferazione folle. Non esiste più nulla che non abbia una qualche leggina a regolamentarlo anche quando non servirebbe o fa più male che bene. La conseguenza è che potresti infrangere qualche legge senza rendertene conto, qualsiasi cosa tu faccia, anche se non fai del male a nessuno (e quelli che "non hanno niente da nascondere" dovrebbero rifletterci sopra almeno un pochettino...).E quel che è peggio, sta infettando anche i Paesi "sani", tra un po' sarà difficile respirare aria buona anche nei tanto decantati paesi scandinavi...
    • Den Lord Troll scrive:
      Re: Il problema della legiferazione folle
      - Scritto da: Bic Indolor
      E quel che è peggio, sta infettando anche i Paesi
      "sani", tra un po' sarà difficile respirare aria
      buona anche nei tanto decantati paesi
      scandinavi...c'è sempre l'Islanda, che ha altresì problemi diversi, ma come si dice: "si stava meglio quando si stava peggio" ragion per cui :D
    • Maestro Miyagi scrive:
      Re: Il problema della legiferazione folle
      Già, queste proposte normative sono da pericolosi sociopatici!!Chi produce software libero ed opensource si asterrebbe dal crearlo e renderlo pubblico, per paura di avere conseguenze.Chi produce software proprietario sarebbe costretto a venderlo ad un prezzo notevolmente maggiorato per coprire i costi legali e quelli da garanzia per i vizi.Comunque la si veda sarebbe uno scempio per il buon senso, il pluralismo informatico e le nostre tasche ....
  • Rolex scrive:
    E ora di migliorare le licenze.
    Sono un programmatore , ma una riflessione autocritica alla categoria mi sento di farla. Fare software senza difetti é impossibile, perché troppe sono le variabili da gestire. Però approvo lo spirito che chi si fa pagare un prodotto si assuma in maniera commisurata all'importanza anche le sue responsabilità. E un forte incentivo a lavorare meglio. Vedo positivo mirare in alto per ottenere almeno una maggiore responsabilità dei produttori di software nei prodotti che si rilasciano. In giro c'é molto software fatto male a causa di logiche di mercato che spingono a buttare fuori continuamente cose nuove che non si ha nemmeno il tempo di testare adeguatamente e che vengono provati sulla pelle della povera gente. Senza parlare delle retrocompatibilità fasulle che vengono pubblicizzate. Inoltre molto software commerciale viene venduto con licenze capestro assurde , e un po di ordine e ordinamento comunque a mio avviso ci vuole. Faccio un esempio : tempo fa mentre installavo un sistema operativo, visto che mi facevano delle domande mi sono letto insieme al cliente per intero la licenza di una nota azienda di sistemi operativi e c'era scritto che se essa dovesse commette un errore tale da compromettere tutti dati della tua macchina ( scrive nella sua licenza ) essa rimborsa come danni fino al valore del sistema operativo che ti ha venduto, cioé al valore di mercato attuale qualche centinaio di euro, a fronte di potenziali migliaia di euro di danni. Inoltre (alla faccia dei diritti umani) c'era scritto anche che il suo software non dovevi usarlo per avere rapporti di qualunque tipo con persone di paesi invisi agli Stati Uniti d'America. Quindi gli enti pubblici non dovrebbero assurdamente usare il software di quella nota azienda. Attualmente sul pianeta le cose veramente importanti delle persone da queste licenze sono coperte. Invece se un costruttore di automobili anche per caso commette un errore costruttivo tale che i clienti usando quell'auto si ammazzano difficilmente un giudice gli concede di rimborsare fino al valore di listino dell'automobile. Di solito si rimborsano anche i danni fisici e morali. Eppure anche nel campo automobilistico non esisteranno mai auto senza difetti. Quindi a mio avviso un po più responsabilità nel software non lo vedo male. Nel caso dell'open source finchè scarichi e installi da te non vedo nulla di male, sei tu che hai fatto tutto e tu ti assumi le responsabilità di quello che fai , ma quando paghi qualcuno , costui qualche garanzia adeguata e regolamentata per legge deve pure dartela. Almeno un assicurazione che copre eventuali danni. E vero che esistono i contratti di assistenza ma a mi avviso a tutt'oggi noti produttori di software hanno trattato molto male i loro clienti come i piccoli imprenditori e gli utenti domestici.
    • Fai il login scrive:
      Re: E ora di migliorare le licenze.
      - Scritto da: Rolex
      Fare software senza difetti é impossibile, perché
      troppe sono le variabili da gestire. Passa al paradigma ad oggetti, così riduci le variabili! :P
      • Paolo scrive:
        Re: E ora di migliorare le licenze.
        E quindi oop=nessun bug? Si vede che non sei del mestiere...
        • Fai il login scrive:
          Re: E ora di migliorare le licenze.
          - Scritto da: Paolo
          E quindi oop=nessun bug? Si vede che non sei del
          mestiere...Si vede che non ne prendi da parecchio...
    • H T scrive:
      Re: E ora di migliorare le licenze.
      Prova a fare una macchina che giri su tutte le strade del mondo. Ci riuscirai. senza modificare nulla. Prova a fare un software che giri su un sistema operativo che va su eterogenee macchine. Non si può far pagare il programmatore di applicazioni, solo perchè il sistema operativo non ha gestito bene la variabile in memoria e ti ha fatto perdere tutti i dati del cliente. A "migliorare le cose" sono i bug non predicibili.
    • Shu scrive:
      Re: E ora di migliorare le licenze.
      - Scritto da: Rolex
      Però approvo
      lo spirito che chi si fa pagare un prodotto si
      assuma in maniera commisurata all'importanza
      anche le sue responsabilità. E un forte incentivo
      a lavorare meglio.Il libero mercato (quello vero, non quello che ci propinano ora) teoricamente consentirebbe proprio questo.Se ci fossero veramente le condizioni per una sostituibilità completa di un software con un altro, i software scritti male (e quindi le aziende che li producono e i programmatori di quelle aziende) verrebbero automaticamente scartati in favore di quelli scritti meglio.E tutto questo si potrebbe ottenere, per esempio, fissando degli standard di interscambio dei dati.Non mi riferisco solo ai soliti PDF, DOC, XLS o altro, ma per esempio a un formato per il dump e il restore dei dati dell'anagrafica clienti, o dei registri fatture, o delle transazioni.I programmi sono scritti male e pieni di bug perché c'è pochissima concorrenza in ogni settore.Quando ero a scuola io c'erano almeno 4-5 produttori di software gestionale, ed erano i tempi dei primi 386 venduti a decine di milioni di lire, col software che costava anche il doppio. E già allora c'era più concorrenza di quanta ce ne sia ora, nonostante il mercato fosse praticamente inesistente.
      Invece se un costruttore di
      automobili anche per caso commette un errore
      costruttivo tale che i clienti usando quell'auto
      si ammazzano difficilmente un giudice gli concede
      di rimborsare fino al valore di listino
      dell'automobile.Vedi sopra.Non succede perché appena si sa che i freni di quella macchina non vanno, tutta l'azienda passa per incapace, e nessuno compra più le loro auto, facendola fallire in qualche mese.Un'auto vale l'altra, mercato (quasi) perfetto.
      Di solito si rimborsano anche i
      danni fisici e morali.Hai qualche esempio concreto?
      Quindi a mio avviso un po più
      responsabilità nel software non lo vedo male.Sì, ma non imposto per legge, perché ammazzi tutto il mercato.I software che DEVONO funzionare esistono, e sono garantiti dal produttore, ma costano n volte più di quelli "normali" (con n
      100)
      Almeno un
      assicurazione che copre eventuali danni.Mi ricordo vagamente che una assicurazione del genere era nata, ma non se ne parla più.Possibile che sia perché era impossibile garantire il funzionamento di un software, anche testandolo per anni con decine di configurazioni, a causa della frenesia dello sviluppo sia hardware che software?Bye.
    • pin pin scrive:
      Re: E ora di migliorare le licenze.
      - Scritto da: Rolex
      Sono un programmatore ho finito di leggerti dopo questa frase (rotfl)
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