Secondo intercalare, apocalittici e connessi

Il famigerato leap second è scoccato senza le apocalissi tecnologiche previste da qualcuno: problemi ce ne sono stati, soprattutto in Brasile, ma niente di globale come invece accadde nel 2012
Il famigerato leap second è scoccato senza le apocalissi tecnologiche previste da qualcuno: problemi ce ne sono stati, soprattutto in Brasile, ma niente di globale come invece accadde nel 2012

Come deciso all’inizio dell’anno, alla mezzanotte del 30 giugno 2015 gli orologi atomici interconnessi sono stati messi in pausa per un secondo per sincronizzare lo scorrere del tempo universale con il lento ma inesorabile rallentamento della rotazione terrestre. È il cosiddetto secondo intercalare, o leap second, che nelle previsioni avrebbe dovuto provocare molti più problemi di quelli effettivamente sperimentati.

Il nuovo secondo intercalare, il ventiseiesimo aggiunto a partire dal 1971, arriva a tre anni esatti di distanza dall’ultima sincronizzazione Terra-UTC e in teoria avrebbe potuto causare non pochi grattacapi ai sistemi connessi basati su OS Linux, i sensori GPS – particolarmente sensibili allo scorrere del tempo universale – e chissà cos’altro.
L’ultima volta, in effetti, la comunità mondiale sperimentò svariati crash sui siti social di alto profilo basati su database (Reddit, Yelp, LinkedIn) e una compagnia aerea australiana (Qantas) fu costretta a posticipare la partenza di 50 voli.

Per quel che riguarda il secondo intercalare del 2015, invece, i problemi sin qui documentati sono stati relativamente ridotti e risultano essere concentrati soprattutto in Brasile : il paese sudamericano ospita il 50 per cento dei 2.000 network che secondo le analisi di traffico di Dyn sarebbero finiti offline a causa del leap second, particolarità dovuta all’utilizzo diffuso di una particolare marca di router di rete evidentemente sensibile al problema.

Meno dello 0,5 per cento dei 500.000 network presenti nelle tabelle di routing globali di Internet è stato coinvolto nei problemi del leap second, dicono gli analisti, e la maggior parte delle reti telematiche è in ogni caso tornata velocemente online dopo il riavvio del router o poco più.

Il secondo intercalare del 2015 non ha causato disastri, disservizi diffusi o apocalissi da Millennium Bug, insomma, e il felice passaggio al nuovo tempo universale è stato certamente aiutato dai preparativi approntati anzitempo dalle aziende grandi e piccole che operano in Rete.

Alfonso Maruccia

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01 07 2015
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