Smartphone Ubuntu, chi prima arriva

Canonical ha annunciato l'avvento del telefonino basato sull'OS Linux, un gadget castrato in tutte le funzionalità avanzate promesse all'avvio del progetto. Costerà poco, ma sarà difficile da acquistare
Canonical ha annunciato l'avvento del telefonino basato sull'OS Linux, un gadget castrato in tutte le funzionalità avanzate promesse all'avvio del progetto. Costerà poco, ma sarà difficile da acquistare

Se ne parla da anni, e alla fine Ubuntu phone si è materializzato sotto forme e caratteristiche parecchio diverse rispetto alle promesse iniziali. Canonical ha annunciato l’arrivo della “Ubuntu Edition” di Aquaris E4.5, terminale a basso costo prodotto da Bq e a quanto pare esclusiva per il mercato europeo.

Al prezzo piuttosto modico di 170 euro, Aquaris E4.5 offrirà, oltre alla versione mobile di Ubuntu, uno schermo da 4,5″ e 960×540 pixel, SoC Mediket con CPU quad-core (Cortex-A7) a 1,3GHz, 1GB di RAM, 8 GB di storage estensibile tramite schede di memoria microSD. Le vendite verranno condotte tramite offerte lampo sui social network, dice Ubuntu.

Per quanto riguarda il software, Canonical promette la disponibilità di app per i servizi e i siti Web più popolari (Facebook, Twitter, Dropbox, Evernote, Amazon) e non molto di più. Alcune delle app saranno native per Ubuntu mobile, mentre altre saranno semplice codice HTML5 impacchettato sotto forma di applicazione, alla stregua di quelle per Firefox OS.

E proprio il succitato Firefox OS, a conti fatti, rappresenta uno dei prodotti concorrenti con cui l’Ubuntufonino dovrà vedersela sul mercato: certo il terminale Aquaris E4.5 costa molto di più di uno smartphone con l’OS Mozilla, e nella fascia di prezzo dei gadget Android di medio livello il potenziale successo dell’offerta deve scontrarsi con la scarsa disponibilità di app rispetto al marketplace di Google.

Il primo Ubuntufonino è in effetti il frutto di un compromesso con la realtà e una cosa completamente diversa dal favoleggiato Ubuntu Edge che voleva raccogliere milioni di dollari con il crowdfunding. Addio alla possibilità di trasformare il terminale in un PC (collegando una tastiera esterna), addio alle specifiche high-end, quel che resta è comunque il primo tentativo di Canonical di diffondere il “verbo” di Ubuntu anche su mobile.

Alfonso Maruccia

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

09 02 2015
Link copiato negli appunti