Ubuntu, il prezzo della convergenza

Con il vantaggio del ritardo, Canonical ritiene di aver individuato un nuovo target, quello interessato a incardinare la propria vita digitale su uno smartphone che sa adattarsi a diversi scenari. E disposto a spendere tra i 200 e i 400 dollari
Con il vantaggio del ritardo, Canonical ritiene di aver individuato un nuovo target, quello interessato a incardinare la propria vita digitale su uno smartphone che sa adattarsi a diversi scenari. E disposto a spendere tra i 200 e i 400 dollari

Non saranno dispositivi di fascia bassa gli smartphone che saranno animati da Ubuntu: costeranno meno di iPhone e dei dispositivi di punta che montano Android, ma non saranno economici quanto gli smartphone proposti da Mozilla insieme al proprio sistema operativo mobile. “Tra i 200 e i 400 dollari”, questo il prezzo previsto dal CEO di Canonical Mark Shuttleworth per un Ubuntu Phone.

L’esperienza fallimentare della raccolta fondi per Ubuntu Edge è ormai archiviata, utile a solleticare l’interesse di quelli che ora sono i partner nell’operazione , il produttore spagnolo BQ e il cinese Meizu: se il lancio entro il 2014 è un auspicio più che una certezza , pare essere ben chiaro lo scenario di mercato in cui gli smartphone Ubuntu faranno il loro debutto.

Sotto i riflettori del Cebit di Hannover, il CEO Shuttleworth ha spiegato che i dispositivi animati da Ubuntu non saranno venduti in una fascia di prezzo bassa perché l’intento è quello di raggiungere “persone che stanno cercando una esperienza d’uso molto nitida e piacevole” e l’ambizione è quella di “vendere il PC del futuro, il propulsore del personal computing del futuro”, facendo dei terminali Ubuntu il perno su cui incardinare diversi scenari d’uso a seconda delle periferiche collegate.

Una cifra che si colloca tra i 200 e i 400 dollari, produttori permettendo , è ritenuta da Canonical equa per sfidare con la propia idea di mobile la monolitica offerta di Apple e la variegata proposta dei produttori che montano Android, così come la concorrenza open ed economica di Firefox. “È il momento per qualcosa di nuovo – prospetta Shuttleworth: il “vantaggio di partire in ritardo”, spiega il CEO di Canonical, ha consentito di analizzare in profondità il mercato e le esigenze del pubblico per offire loro qualcosa di differente. “Quello che per me c’è di interessante in quello che stiamo facendo – chiosa il CEO di Canonical – è questo aspetto della convergenza, perché è profondamente nuovo”.

Gaia Bottà

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13 03 2014
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