Social media: ban nei paesi europei, anche in Italia?

Social media: ban nei paesi europei, anche in Italia?

Molti paesi europei vogliono introdurre il divieto di accesso ai social media, ma la verifica dell'età non è efficace e il ban può essere aggirato.
Social media: ban nei paesi europei, anche in Italia?
Molti paesi europei vogliono introdurre il divieto di accesso ai social media, ma la verifica dell'età non è efficace e il ban può essere aggirato.

La Francia potrebbe essere il primo paese europeo con una legge che vieta ai minori di 15 anno l’accesso ai social media. Simili proposte di legge sono in discussione in Spagna, Danimarca, Portogallo, Grecia, Austria, Olanda e Regno Unito. In Italia non si parla più dell’argomento da quattro mesi. Ci sono tuttavia dubbi sull’efficacia dei divieti.

Effetti collaterali del ban

Al momento non esiste una legge o un regolamento europei che impongono il divieto di accesso ai social media, quindi i singoli paesi hanno deciso di introdurre norme in maniera autonoma. La Commissione europea ha solo rilasciato il prototipo di un’app per la verifica dell’età che le piattaforme per adulti dovranno implementare sulla base del Digital Services Act (in Italia viene testata da AGCOM).

Gli scienziati affermano che l’uso eccessivo dei social media può causare depressione, ansia, solitudine e dismorfismo corporeo. Pochi giorni fa, la Commissione europea ha stabilito che TikTok crea dipendenza. I genitori sono inoltre preoccupati per la frequenza e la difficoltà di monitoraggio del bullismo tramite app.

Gli attuali sistemi di verifica dell’età non sono però molto efficaci. Ci sono diversi problemi, tra cui falsi positivi e negativi. Possono inoltre essere aggirati con una VPN. In Australia, dove il ban è già attivo, molti utenti con meno di 16 anni hanno iniziato ad usare social media non regolamentati e più pericolosi di quelli noti.

Meta, TikTok e altre aziende hanno avviato una campagna di lobbying contro il ban, sostenendo che ci sono già protezioni per i minori e i controlli parentali. C’è inoltre uno “scontro” tra due fazioni. Meta e Snap vogliono una verifica dell’età a livello di app store. Apple e Google sostengono invece che la verifica a livello di app garantisce una maggiore privacy.

Una legge europea e una verifica dell’età con app dedicata potrebbero essere più efficaci, ma è quasi impossibile imporre il rispetto del divieto a tutti i social media.

In Italia sono stati depositati alcuni disegni di legge, uno dei quali prevede il divieto di accesso anche per i servizi di messaggistica. Al momento, l’unica legge in vigore è quella che impone la verifica dell’età ai siti per adulti, ma Pornhub ha presentato ricorso e ottenuto la sospensione della sua applicazione.

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Pubblicato il
9 feb 2026
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