Social media e dipendenza: iniziato il processo per Meta

Social media e dipendenza: iniziato il processo per Meta

È iniziato in California il processo nei confronti di Meta, accusata di aver ingannato gli utenti in merito alla sicurezza di Facebook e Instagram.
Social media e dipendenza: iniziato il processo per Meta
È iniziato in California il processo nei confronti di Meta, accusata di aver ingannato gli utenti in merito alla sicurezza di Facebook e Instagram.

Ieri mattina (sera in Italia) è iniziato il processo che potrebbe costare parecchi miliardi a Meta. Durante la prima udienza nel tribunale di Oakland (California), la vice procuratrice generale della California (Megan O’Neill) ha accusato l’azienda di aver progettato Facebook e Instagram per creare dipendenza e ingannato i consumatori sulla sicurezza delle due piattaforme. L’avvocato di Meta (Paul Schmidt) ha dichiarato che non ci sono prove sul collegamento tra uso dei social media e la salute dei minori.

Risarcimento di 200 miliardi di dollari?

Meta ha già perso due processi in primo grado contro una ragazza in California (risarcimento di 4,2 milioni di dollari) e lo Stato del New Mexico (risarcimento totale di 942 milioni di dollari). Quattro Stati (California, Colorado, Kentucky e New Jersey) hanno denunciato l’azienda perché il design e le funzionalità di Facebook e Instagram creano dipendenza, chiedendo un risarcimento di 1.400 miliardi di dollari.

In realtà, come dichiarato dal procuratore generale della California (Rob Bonta), quella è solo la somma massima possibile in base ad un calcolo matematico. Più probabile invece un risarcimento di circa 200 miliardi di dollari. I quattro Stati e altri 25 hanno inoltre accusato Meta di aver raccolto e usato i dati dei minori di 13 anni senza consenso, violando il Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA).

La giudice Yvonne Gonzalez Rogers stabilirà le responsabilità di Meta e quindi la relativa sanzione civile. Rivolgendosi alla giuria, la vice procuratrice generale della California ha dichiarato:

Il modello di business di Meta consisteva nell’adescare gli utenti, trattenerli il più a lungo possibile, raccogliere i loro dati e poi nascondere la verità al pubblico. Funzionava particolarmente bene con i bambini. Meta aveva bisogno dei bambini e doveva rassicurare le persone che si preoccupavano per loro, garantendo la loro sicurezza.

L’avvocato di Meta ha ribattuto affermando che non ci sono prove scientifiche sulla correlazione tra l’uso dei social media da parte degli adolescenti e una mancanza di benessere. Ha inoltre ricordato che sono state implementate diverse misure di sicurezza.

Gli Stati chiedono di cancellare tutti i dati dei minori di 13 anni, adottare misure per impedire il loro accesso ai due social media e rimuovere le funzionalità che creano dipendenza, tra cui like, scrolling infinito e autoplay dei video. Il processo dovrebbe durare almeno sei settimane.

Fonte: Reuters
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Pubblicato il
19 ago 2026
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