Sostenibilità: FB ripulisca le acque in Oregon

Dopo l'incidente, il materiale è stato abbandonato in acqua: per Facebook non ci sono pericoli, ma le autorità locali la pensano diversamente.
Dopo l'incidente, il materiale è stato abbandonato in acqua: per Facebook non ci sono pericoli, ma le autorità locali la pensano diversamente.

Non bastano i proclami, se non sono seguiti da fatti concreti. C’è anche Facebook tra la schiera di realtà del mondo online che nell’ultimo periodo hanno investito sempre più sul fronte della sostenibilità, anche consapevoli dei benefici di tali sforzi in termini di ritorno d’immagine. Il social network in blu deve però ora dimostrare di mantenere fede alle promesse: lo chiedono i cittadini e le autorità dell’Oregon.

Materiale abbandonato nell’oceano: FB lo recuperi

Lì la società Edge Cable incaricata dal gruppo dei lavori (poi abbandonati in seguito a un incidente) per la posa di un cavo sottomarino dedicato alla connettività nel mese di aprile ha abbandonato in acqua un quantitativo non indifferente di materiale, con tutto ciò che ne consegue: oltre 330 metri di tubi e circa 24.600 litri di liquido derivante dalle operazioni di perforazione. Un portavoce di Facebook ha affermato che l’azienda non ha alcuna intenzione di recuperarlo.

Abbiamo stabilito che non ci sono impatti negativi per l’ambiente né per la salute pubblica derivanti da quanto rimasto al sito. Sebbene il recupero dell’apparecchiatura e del fango di perforazione sia possibile, un tale sforzo non garantisce il successo dell’operazione e non rappresenta un’opzione prudente dal punto di vista ambientale.

Di parere ben diverso la Oregon Coast Alliance che attraverso il direttore esecutivo Cameron La Follette afferma quanto segue.

Questo incidente, trasformatosi nell’abbandono da parte di Facebook ed Edge Cable di materiale e 6.500 galloni di residui sotto il fondo dell’oceano, è dovuto all’incompetenza combinata alla negligenza e all’estrema irresponsabilità che mettono a repentaglio le risorse marine naturali e senza prezzo dell’Oregon.

Le autorità locali dichiarano di non aver saputo nulla di quanto accaduto fino al 17 giugno. Ora concedono a Facebook un mese di tempo per trovare un accordo con lo stato, sia esso riguardante un rimborso economico per eventuali danni provocati o per porre rimedio a quanto accaduto in altro modo. Il gruppo di Zuckerberg ha inoltre 180 giorni per rimuovere il materiale o per chiedere un permesso se l’intenzione è quella di lasciarlo dove si trova al momento.

Fonte: Engadget
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