SoundCloud, Twitter non cambia musica

Voci di corridoio davano le due aziende prossime ad un accordo volto a far cinguettare la piattaforma con i brani caricati su SoundCloud. Altri rumors confermano tanto le trattative quanto il loro accantonamento

Roma – Le indiscrezioni che si sono affollate nelle scorse ore disegnavano un altro tassello dell’evoluzione del mercato della musica online, dopo le indiscrezioni che prospettano Apple sul punto di acquisire Beats: si mormorava che Twitter sarebbe stata intenzionata ad inglobare la piattaforma di condivisione musicale SoundCloud. Sono ulteriori indiscrezioni a rivelare ora che l’accordo non sarà per ora portato a compimento.

Era stato Re/Code a dare spazio alle rivelazioni di persone vicine alle due aziende: Twitter avrebbe avviato delle negoziazioni con la piattaforma per ridare vita alle proprie ambizioni in ambito musicale, dopo il naufragio dell’app Twitter Music, a un anno dal lancio . Twitter, integrando SoundCloud, avrebbe potuto dare seguito ai piani già accarezzati in precedenza, ma accantonati perché SoundCloud mancava dei necessari accordi di licenza con le major per i brani musicali che ospita: sotto l’egida di un attore importante come Twitter, questi accordi sarebbero stati senza dubbio agevolati. Raggiunto l’accordo con le etichette, in un mercato che si configurava promettente, con i link a SoundCloud che sono ad oggi fra i più cinguettati , Twitter e SoundCloud avrebbero potuto spalleggirsi a vicenda, base per una strategia pubblicitaria che si sarebbe potuta rivelare fruttuosa.

Ma a contenere l’immaginazione degli osservatori sono giunte altre indiscrezioni, riportate sulle pagine del Wall Street Journal e di Der Spiegel : le trattative fra le due aziende sarebbero state avviate, ma non si sarebbero concretizzate in alcun accordo. “I numeri non tornavano”, questa le spiegazione della fonte.

La motivazione del mancato accordo potrebbe risiedere proprio nelle cifre in gioco: SoundCloud, che conta una base di utenti che si aggira intorno ai 250 milioni, è stimato valere 700 milioni di dollari. Per la piattaforma di microblogging sarebbe potuta essere l’acquisizione più dispendiosa affrontata fino ad ora: Twitter ha probabilmente deciso di attendere tempi migliori .

Gaia Bottà

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  • barretta scrive:
    Addio al 10%
    La norma non è stata avallata dal governo quindi la strada è sempre pià difficile.Franceschini dice però che la porterà all'attenzione dell'Europa(http://www.webnews.it/2014/05/23/salta-liva-agevolata-al-10-sugli-e-book/ )-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 23 maggio 2014 13.58-----------------------------------------------------------
    • Controcorre nte scrive:
      Re: Addio al 10%
      sarò controcorrente, ma secondo me è giusto così.L'e-reader è un componente elettronico, di fatto ottimizzato per lo scopo, ma potenzialmente in grado di usare videogioci o fogli di calcolo o browser web o qualunque altra cosa possa fare uno smartphone o un tablet o una consolle portatile di videogiochi.Ora, di fatto, nessun e-reader forse può fare cose del genere, ma sono sicuro che, se passasse questa agevolazione iva, spunterebbero e-reader quadricore 64bit schermi 4K 1024core cuda pronti ad essere "krakkati" con mirabolanti firmware alternativi.O, peggio ancora, sarebbero constretti a fare norme assurde per cercar di far rispettare l'utilizzo esclusivo come e-reader.Piuttosto, quant'è l'IVA sull'e-book? il 4%, come spero, o il 22%?- Scritto da: barretta
      La norma è stata bocciata quindi niente iva al
      10% anche se Franceschini dice che la porterà
      all'attenzione
      dell'Europa
      (http://www.webnews.it/2014/05/23/salta-liva-agevo
      • barretta scrive:
        Re: Addio al 10%
        eh no.. sta proprio qui il "problema" non sista parlando dell'acXXXXXrio elettronico su cui posso convenire con la tua osservazione ma del libro vero e proprio da leggere che dalla normale iva al 4% viene invece assoggettato al 22%.Gli E Book reader sono i lettori fisici e meccanici mentre gli e-book sono i libri/manuali che si leggono.Questo è ciò che ho capito io ed il motivo di questa "battaglia"
  • carico scrive:
    Il PD lavora
    Ci sono due tre cosine che il PD sta facendo, alla faccia dei partiti che sono grandi promotori di innovazioni e poi non votano le leggi o non propongono nulla di concreto.Per esempio nel DL casa hanno messo il divieto di fare allacciamenti agli abusivi (alla faccia della Lega) e in questa proposta mi sembra che ci sia più concretezza di tante idee buttate a caso dal M5S.Non voglio far nascere un flame politico, ma mi sembra piccole cose che con semplità risolvono problemi più o meno grandi
    • Leguleio scrive:
      Re: Il PD lavora

      Non voglio far nascere un flame politico...... No, macché! Ma cosa vai mai a pensare?
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Il PD lavora
      - Scritto da: carico
      Ci sono due tre cosine che il PD sta facendoun po' come dire che il capitano fa lavorare un paio di rematori mentre la nave affonda PER COLPA SUA.
  • EsseBee scrive:
    Iva sui libri
    L'iva in Italia sui libri cartacei è al 4%. Sugli ebook in genere è al 22%. Amzazon nello specifico per ora applica quella Lussemburghese del 3%(verificabile anche dal sito di Amazon stesso http://www.amazon.it/gp/help/customer/display.html?nodeId=200556990 )Speriamo l'UE cambi registro e le lobby che lottano contro l'innovazione non blocchino questa modifica importante per la crescita degli ebook-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 22 maggio 2014 10.37----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 22 maggio 2014 10.38-----------------------------------------------------------
  • rudy scrive:
    siete sicuri che sia passata la legge?
    dall'originaria proposta di un taglio delle spese per libri, con grandi discussioni sulla necessita di scontrini parlanti ecc, si e' passati poi se ricortdo a limitare la cosa ai soli libri scolastici e con uno stanziamento estremamente ridotto.in sostanza una bella idea assolutamente irrealizzata, con grande scaxxamento di tutti gli addetti al settore.correggetemi se sbaglio ovviamentre.p.s. il codice captcha ha un timeout un po troppo breve..
  • unaDuraLezione scrive:
    domanda
    contenuto non disponibile
    • SonoIO scrive:
      Re: domanda
      - Scritto da: unaDuraLezione
      Ma quando compro un libro su amazon.it il 19% va
      allo stato (cioè Amazon lo rigira), a nessuno
      (cioè Amazon non me lo fa pagare e non lo
      rigira), o a Amazon (cioè Amazon me lo fa pagare
      ma non lo
      rigira)?
      E quando compro sul .com?Ti consiglio di guardare sulla fattura, scusa la banalità. :-)L'Iva la si paga nel paese dove risulta eseguita la transizione, se compri da uno store tedesco la paghi alla Germania con le sue aliquote (il 19% mi pare), se la compri da un negozio con sede italiana paghi il relativo 22%.Non penso che il dominio del sito c'entri molto con questo discorso, puoi registrare un .it con sede in USA e un .com con sede a Bergamo.Comunque una buona parte dell'Iva va alle UE, non solo allo stato.
      • Marco Pagaroli scrive:
        Re: domanda
        Mi dispiace ma ti sbagli. L'iva non si paga dove "risulta eseguita la transazione" (ma dove l'hai letta questa cosa) ma la paghi dove ha sede la società a cui stai versando i soldi. Se tu sei in Italia, il sito è in Cina, la società che fornisce il servizio è in Svizzera, tu paghi l'iva svizzera. Questo almeno ancora per pochi mesi perchè dal 2015 le nuove direttive europee sull'iva dicono che l'iva andrà pagata a seconda di dove l'utente che ha pagato usufruirà del servizio. Ovvero nello stesso esempio di prima, verserai alla società Svizzera l'iva italiana, la svizzera la terrà da parte e poi la verserà all'italia tramite un meccanismo che stanno definendo proprio in questi giorni. In più se tu sei in Italia, sei di nazionalità Francese, ma usufruirai del servizio principalmente dalla Spagna, pagherai alla società Svizzera l'iva Spagnola (sempre dal 2015). Questa è una cosa assurda ma purtroppo hanno deciso che funzionerà così. Chi ti scrive tutto questo non è un improvvisato navigatore o chi spara frasi a caso (come chi ha scritto che l'iva si paga nel paese dove è stata effettuata la transazione) ma un imprenditore e proprietario di una multinazionale. Per non parlare, sempre della stessa persona, che dice che la maggior parte dell'iva va all'UE e non solo allo stato. E qui raggiungiamo i limiti della fantasia pura...
        • ndr scrive:
          Re: domanda

          l'iva andrà pagata a seconda
          di dove l'utente che ha pagato usufruirà del
          servizio. Interessante...quindi se compro un libro per leggerlo in vacanza....devo dichiarare dove vado in vacanza per sapere il prezzo finale!Scherzo ovviamente, certo che questi sono pagati per scrivere norme o barzellette?
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: domanda
        contenuto non disponibile
    • Trollone scrive:
      Re: domanda
      Quando compri su Amazon essendo una multinazionale paghi l'IVA dove ha sede legale ovvero in Lussemburgo che per gli ebook dovrebbe essere del 3%.In Italia L'iva sui libri cartacei è al 10% mentre per gli ebook essendo assimilati ad un prodotto elettronico paghi l'IVA piena.Capito perché costano così poco su Amazon?
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