Installare una stampante su Windows è sempre stato un processo imprevedibile… A volte basta collegarla e funziona subito, altre volte bisogna scaricare un driver dal sito del produttore, installare un pacchetto da 200 MB che include tre utility inutili, riavviare, e pregare. Microsoft vuole chiudere quell’era. Da luglio 2026, le nuove installazioni di stampanti useranno di default Windows Ready Print, la piattaforma di stampa moderna che elimina la dipendenza dai driver dei produttori.
Cos’è Windows Ready Print
È il nuovo nome della Modern Print Platform di Microsoft, rinominata per comunicare meglio la direzione: modernizzare, rendere sicura e semplificare l’esperienza di stampa su Windows. Il sistema si basa sull’Internet Printing Protocol (IPP) e sul driver IPP nativo di Windows, invece dei driver specifici di ciascun produttore.
Microsoft ha già smesso di distribuire driver stampante di terze parti tramite Windows Update. Windows Ready Print è il passo successivo, rendere il driver nativo di Windows il predefinito per ogni nuova installazione.
Da luglio, quando si collega una nuova stampante a un dispositivo compatibile, Windows userà Windows Ready Print di default. Se la propria stampante o il proprio ambiente non sono pronti per la migrazione, si può scegliere il processo OEM tradizionale: Impostazioni > Bluetooth e Dispositivi > Stampanti e Scanner > Preferenze stampante.
Gli admin IT possono controllare il comportamento tramite Group Policy: Editor Criteri di Gruppo > Criteri computer locale > Modelli amministrativi > Stampanti > “Configura classificazione driver Windows Ready Print.”
Se si attiva la modalità Windows Protected Print, il sistema userà esclusivamente Windows Ready Print.
Non tutti i produttori e non tutte le stampanti saranno compatibili immediatamente, è il motivo per cui Microsoft mantiene l’opzione di tornare al processo tradizionale. Ma i driver stampante di terze parti sono destinati a sparire da Windows, come NTLM, come il Pannello di Controllo NVIDIA, come le estensioni MV2 di Chrome. Un’altra eredità degli anni ’90 che se ne va.