La Commissione europea ha pubblicato i risultati preliminari su uno dei procedimenti avviati il 19 febbraio 2024. TikTok ha violato il Digital Services Act (DSA) in quanto non garantisce la protezione dei minori attraverso le impostazioni degli account. L’azienda cinese può ora esercitare il diritto alla difesa presentando una risposta scritta.
Gli account dei minori non possono essere pubblici
La Commissione europea ha verificato che TikTok non rispetta gli standard di sicurezza previsti dal Digital Services Act per gli account dei minori. Questi ultimi possono scegliere di impostare il proprio account come pubblico. Ciò significa che qualsiasi utente, inclusi coloro che non possiedono un account TikTok, può visualizzare i contenuti dei minorenni. Questa impostazione consente inoltre che i contenuti pubblicati da minorenni più grandi (16-17 anni) vengano consigliati ad altri utenti di TikTok tramite la sezione Per te.
Anche se i minori scelgono di impostare un account privato, i loro profili possono essere facilmente trovati tramite gli elenchi di follower e following di altri utenti. Inoltre le foto del profilo rimangono accessibili a tutti, compresi gli utenti senza un account TikTok. Ciò espone i minori a rischi, tra cui contatti indesiderati, cyberbullismo o comportamenti predatori (pedofili).
In base alle linee guida sulla protezione dei minori, TikTok dovrebbe modificare le impostazioni predefinite degli account, in modo che i contenuti siano visibili solo agli utenti di TikTok che il minore ha autorizzato. I contenuti dei minori più grandi non dovrebbero essere accessibili ad un pubblico globale al di fuori della piattaforma. Inoltre, TikTok non dovrebbe consigliare i contenuti dei minori ad altri utenti tramite il feed Per te.
TikTok può ora esaminare i documenti relativi ai risultati preliminari e replicare in forma scritta. Se le violazioni verranno confermate al termine del procedimento, l’azienda cinese rischia una sanzione fino al 6% delle entrate globali annuali. Proseguono le indagini sull’effetto “rabbit hole” dei sistemi di raccomandazione e i tool per la verifica dell’età.
Sulle altre criticità sono stati già pubblicati i risultati preliminari: accesso ai dati pubblici da parte dei ricercatori (24 ottobre 2025) e design che crea dipendenza (6 febbraio 2026). Per la trasparenza delle inserzioni sono stati invece accettati gli impegni vincolanti (5 dicembre 2025).