Secondo le fonti del Wall Street Journal, Donald Trump avrebbe chiesto a Elon Musk di rimuovere le restrizioni al servizio Starshield in Ucraina. In seguito all’intervento del Presidente degli Stati Uniti, le prestazioni sono tornate alla normalità. Un funzionario ucraino ha dichiarato che non è cambiato nulla. È comunque evidente la necessità di trovare un’alternativa per ridurre la dipendenza da SpaceX.
Chi ha ordinato di limitare il servizio Starshield?
Starshield è la versione ad uso militare e governativo di Starlink. Viene sfruttata per guidare i droni ucraini che devono intercettare quelli russi con propulsione a reazione. A partire da metà ottobre, le prestazioni del servizio sono state drasticamente ridotte. La comunicazione remota è diventata instabile e i droni sono caduti dal cielo, come riporta il New York Times. I militari ucraini ha quindi interrotto le missioni per tre giorni.
Successivamente le prestazioni sono leggermente migliorate, ma il funzionamento è garantito solo fino a 160 Km/h, una velocità insufficiente per intercettare i droni russi che viaggiano a 400 Km/h. Elon Musk aveva dichiarato che Starshield viene controllato dal Pentagono, ma Trump e altri funzionari hanno negato il loro coinvolgimento. Secondo il Wall Street Journal, l’ordine è arrivato direttamente da Musk.
Le fonti del Wall Street Journal affermano che il servizio è tornato alla normalità dopo l’intervento di Trump. Il Presidente avrebbe chiesto a Musk di rimuovere le restrizioni (quindi Starshield viene controllato da SpaceX, non dal Pentagono). Un funzionario ucraino ha dichiarato che non è cambiato nulla perché c’è ancora la limitazione di velocità a 160 Km/h.
Dopo due settimane non è ancora noto il responsabile, ma continua lo scaricabarile. Né l’amministrazione Trump, né SpaceX hanno spiegato perché sono state limitate le prestazioni di Starshield in Ucraina. Qualcuno ipotizza una “ritorsione” contro Volodymyr Zelenskyy, in quanto ha continuato a colpire le raffinerie russe, nonostante il suggerimento di Trump, secondo il quale tali attacchi avrebbero causato un aumento del prezzo del gasolio (che ora gli Stati Uniti acquistano dalla Russia).
Quanto accaduto dimostra cosa può accadere quando vengono scelti i servizi di un singolo provider. SpaceX offre Starshield e Starlink a quasi tutti i paesi nel mondo con oltre 11.000 satelliti in orbita. Al momento non esiste un’alternativa. Amazon Leo ha meno di 400 satelliti. La costellazione di Eutelsat è formata da circa 600 satelliti. IRIS2 non sarà attiva prima del 2030. Tra l’altro, SpaceX ritirerà il Falcon 9, quindi i concorrenti dovranno cercare un altro razzo per portare i satelliti nello spazio.