Nel contesto di una guerra che somiglia sempre più a una cyberwar, in cui le incursioni nel territorio nemico avvengono ormai quasi esclusivamente tramite droni, una tecnologia come quella di Starshield (basata sui satelliti di Starlink), essenziale per intercettare gli attacchi, può fare la differenza tra la vita e la morte. E infatti, da quando qualcuno ha deciso di ridurne le prestazioni in Ucraina, si sono registrate parecchie vittime civili. Di chi è la responsabilità?
Elon Musk ha rallentato Starshield in Ucraina?
I due indiziati sono Elon Musk, che tramite SpaceX gestisce l’infrastruttura in orbita, e Donald Trump. Oggi il Wall Street Journal torna sull’argomento, individuando nell’uomo più ricco al mondo (non il Presidente, l’altro) l’artefice di quanto sta accadendo.
La testata ha rivelato che i due ne hanno discusso telefonicamente, sia prima sia subito dopo che le prestazioni di Starshield nel Paese sono state degradate. L’entourage del CEO si sarebbe messo in contatto con i vertici della Casa Bianca dopo aver preso la decisione, chiedendo di poterla annunciare come un’azione concordata dalle due parti. E così ha fatto, con un post del 14 ottobre in cui sottolinea come il sistema sia controllato dal governo statunitense e, di conseguenza, dall’inquilino della Casa Bianca.
Starshield systems are owned and controlled by the US government. Any limits on speed or usage are decided by the US military and ultimately POTUS.
Starlink is a commercial service owned and controlled by SpaceX. Usage of Starlink is limited to civilian or defensive activities and cannot be used for offensive military action, as doing so would be inappropriate for a commercial company.
— Elon Musk (@elonmusk) October 14, 2026
La replica di Trump, impegnato nella campagna in vista delle elezioni di medio termine, non si è fatta attendere. Ha sostenuto di non sapere chi sia il responsabile, ma di voler approfondire la questione. Alcuni esponenti dell’amministrazione USA hanno inoltre sostenuto che Musk abbia agito in autonomia.
Uno scaricabarile che si inserisce in uno scenario complesso per quanto riguarda la guerra in Ucraina, profondamente cambiato rispetto a nemmeno un paio di mesi fa, quando Volodymyr Zelensky premiava il numero uno di SpaceX per il suo contributo alla causa. Di lì a breve, gli USA avrebbero puntato il dito contro Kiev per le sue azioni in territorio russo, in particolare quelle che hanno preso di mira le raffinerie.
Nel dettaglio, la velocità ridotta del sistema impedisce all’esercito di intercettare i droni che viaggiano con velocità superiori a 160 km/h. Alcune unità impiegate da Mosca arrivano a sfiorare i 400 km/h.