Stop ai dazi sui circuiti integrati multi-chip

Bush conferma un accordo con Unione Europea, Giappone, Corea del Sud e Taiwan per l'eliminazione dei dazi doganali sui circuiti multi-chip. Un'apertura che potrebbe avere ripercussioni sui prezzi di molti prodotti hi-tech
Bush conferma un accordo con Unione Europea, Giappone, Corea del Sud e Taiwan per l'eliminazione dei dazi doganali sui circuiti multi-chip. Un'apertura che potrebbe avere ripercussioni sui prezzi di molti prodotti hi-tech


Kyoto (Giappone) – Il Presidente statunitense George W. Bush ha annunciato che è stato raggiunto un accordo con l’Unione Europea, il Giappone, la Corea del Sud e Taiwan per l’eliminazione dei dazi sui circuiti integrati multi-chip, ovvero la maggior parte delle soluzioni hardware presenti in PC, cellulari e prodotti tecnologici .

Si tratta di un’iniziativa governativa compatibile con le norme del Trade Act of 2002 ( sezione 2103/a/1 ) che, secondo i paesi che hanno raggiunto l’intesa,dovrebbe contribuire a rilanciare l’intero settore hardware.

L’affare più grosso lo fanno in apparenza gli Stati Uniti, che sono i più importanti fornitori di circuiti integrati multi-chip, con il 50% delle vendite mondiali – calcolate in 4,2 miliardi di dollari. Ma è ovvio che economie come quella coreana e taiwanese, fortemente legate a questo settore, hanno tutto da guadagnare in una circolazione meno onerosa di questi prodotti soprattutto verso Europa e Giappone.

La data stabilita per l’inizio dell’era no-tax è il primo gennaio del 2006 . Bush, attualmente in visita in Giappone, ha confermato che a breve le istituzioni locali – che hanno già eliminato i dazi in questo settore – ratificheranno l’accordo con gli Stati Uniti.

In sinergia con questa iniziativa, tutti i più importanti produttori hanno confermato che si impegneranno con l’Organizzazione del Commercio Mondiale ( WTO ) affinché sia possibile coinvolgere altri paesi nell’eliminazione dei dazi.

E’ evidente che nei paesi interessati dall’accordo si potrà riscontrare in futuro un leggero ritocco dei listini per i prodotti dell’elettronica di consumo. In Europa, e ancor di più in Italia, il settore – che in questi anni ha conosciuto ben poche fortune – potrà avvantaggiarsi di una politica dei prezzi più concorrenziale.

Dario d’Elia

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16 11 2005
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