Dormire bene porta a notevoli benefici nella vita di tutti. Nondimeno, un recente studio ha dimostrato che un’ora di sonno in più a notte migliora i voti di chi studia all’università. Di contro, la mancanza di sonno può avere un impatto negativo sul rendimento scolastico dei giovani, indipendentemente dal tipo di scuola che frequentano e da quanti anni hanno.
Lo studio pionieristico in questione è stato pubblicato sul Journal of Political Economy. Osea Giuntella, economista sanitario dell’Università di Pittsburgh, ai colleghi di Science Alert, ha dichiarato: “La privazione del sonno è estremamente comune tra i giovani adulti, eppure le università hanno faticato a trovare modi economicamente accessibili per migliorare il rendimento degli studenti. A nostra conoscenza, questo è il primo esperimento sul campo a dimostrare che migliorare il sonno migliora causalmente il rendimento scolastico“.
Ciò che mi entusiasma di più è che si tratta di interventi relativamente semplici che potrebbero essere adattati e testati in molti contesti diversi.
Il sonno è un elemento fondamentale per gli studenti
Sappiamo bene che molti bambini e adolescenti passano parecchie ore davanti al display del loro dispositivo e questo spesso compromette il tempo dedicato al riposo notturno. Tutti i genitori dovrebbero capire principalmente che il sonno è un elemento fondamentale che influisce sui risultati degli studenti, in modo positivo se si dedica il giusto tempo o in modo negativo se manca igiene del riposo.
Ciò che mi entusiasma di più – ha dichiarato Giuntella – è che si tratta di interventi relativamente semplici che potrebbero essere adattati e testati in molti contesti diversi. Non solo nelle università, ma potenzialmente anche nelle scuole e nei luoghi di lavoro.
Giuntella ha anche affermato: “Dopo la prima fase dello studio nel 2019, avevamo la netta impressione che l’intervento stesse migliorando il sonno e che alcuni degli effetti persistessero anche dopo la fine degli incentivi. Ma ciò che ci ha davvero convinto di aver fatto una scoperta importante è stato quando abbiamo collegato i dati sperimentali ai certificati universitari ufficiali degli studenti e abbiamo riscontrato un miglioramento nella media dei voti“.