Super Cashback: perché fermare la piaga dei furbetti, subito

Super Cashback: perché fermare i furbetti, subito

C'è in gioco la fiducia dei cittadini nel programma, ancor più che l'assegnazione del bonus previsto per questo primo semestre dell'iniziativa.
C'è in gioco la fiducia dei cittadini nel programma, ancor più che l'assegnazione del bonus previsto per questo primo semestre dell'iniziativa.
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Fin dalla sua prima fase sperimentale, il Cashback è stato preso di mira da un'ondata di critiche e accuse che hanno spaziato da “spreco di soldi pubblici” a “regalo del Governo Conte”. Su queste pagine abbiamo sempre cercato di porre l'accento sul fatto che l'iniziativa sia da valutare sul lungo periodo, interpretandola come un investimento non destinato a dare i propri frutti nell'immediato, ma solo in conseguenza all'adozione diffusa di un nuovo approccio nella gestione dei pagamenti, meno legato al contante e più agli strumenti digitali. Finalità condivisa anche dalla Lotteria degli Scontrini. C'è però un problema che va affrontato subito, per diverse ragioni, quello inerente i furbetti del Super Cashback.

Il Super Cashback e la piaga dei furbetti

La questione è ben nota, sono coloro che pur di scalare posizioni e aggiudicarsi i 1.500 euro in palio generano un gran numero di microtransazioni, ravvicinate e con importi irrisori. A essere presi di mira sono soprattutto i benzinai, per un motivo molto semplice: le pompe dei self service rimangono attive nelle ore serali e notturne, alla mercé degli strisciatori seriali. Nel grafico qui sotto il netto aumento nella frequenza delle spese mensili registrato da gennaio in poi (la colonna relativa a maggio è ovviamente esito di una stima).

Super Cashback: il volume delle transazioni minime per la posizione 100.000 della classifica (aggiornato a martedì 18 maggio)

Va sottolineato che non si tratta di una pratica illecita: nel definire le regole non è stato previsto uno scenario di questo tipo, forse per via di un'eccessiva fretta. Impatta però in modo negativo sul comportamento di chi sta provando a partecipare semplicemente accumulando le proprie spese quotidiane, magari scegliendo una carta, il bancomat o un'applicazione invece del contante.

Distorsioni della classifica a parte, i furbetti vanno fermati poiché in gioco c'è la fiducia nel programma. Per capire quanto il fenomeno possa realmente incidere sull'assegnazione del bonus extra rimandiamo a un articolo dedicato, pubblicato nelle scorse settimane.

Il mondo della politica si è pronunciato in merito al problema a fine marzo, promettendo un intervento di cui però fino a oggi non si hanno notizie. Ha ancora a disposizione poco più di un mese per mantenere la promessa, a tutela di chi ha fin qui partecipato in modo corretto e senza forzature all'iniziativa, per evitare che il Cashback di Stato (e di conseguenza il Super Cashback) si infili in un cul-de-sac da cui sarà poi difficile uscire.

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