I furbetti del Super Cashback sono un problema reale?

Super Cashback: le microtransazioni, un problema?

La classifica del Super Cashback rischia di essere distorta dall'azione dei furbetti che prendono di mira i benzinai: si tratta di un problema reale?
La classifica del Super Cashback rischia di essere distorta dall'azione dei furbetti che prendono di mira i benzinai: si tratta di un problema reale?
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Scrivendo di Super Cashback abbiamo più volte affrontato su queste pagine il tema dei furbetti, coloro che pur di guadagnare posizioni nella classifica eseguono un gran numero di microtransazioni, molti pagamenti spesso ravvicinati dagli importi irrisori. Ad essere presi di mira sono soprattutto i benzinai, per il semplice motivo che le pompe dei self service rimangono accessibili senza alcun controllo, nelle ore serali o di primo mattino, mostrando così il fianco all'azione degli strisciatori seriali. Essendoci lasciati ormai alle spalle diversi mesi dall'avvio dell'iniziativa, disponiamo ora di dati sufficienti per provare a rispondere a una domanda: si tratta di un problema reale e tale da distorcere l'intera corsa al bonus extra da 1.500 euro?

I furbetti del Super Cashback sono un problema reale?

Possiamo come sempre far riferimento ai numeri condivisi da chi gestisce l'applicazione IO, punto d'accesso a tutte le informazioni ufficiali sul programma Cashback di Stato. La miglior rappresentazione della situazione attuale è quella restituita dal grafico allegato qui sotto: si può notare come il volume più elevato di pagamenti sia stato registrato nella fascia 25-50 euro.

Cashback di Stato: i volumi di transazioni divisi per importo

Più nel dettaglio, arrotondando:

  • 0-5 euro: 66,4 milioni di transazioni;
  • 5-10 euro: 66,9 milioni di transazioni;
  • 10-15 euro: 56,5 milioni di transazioni;
  • 15-20 euro: 51,0 milioni di transazioni;
  • 20-25 euro: 37,6 milioni di transazioni;
  • 25-50 euro: 101,9 milioni di transazioni;
  • 50-75 euro: 38,9 milioni di transazioni;
  • 75-100 euro: 17,6 milioni di transazioni;
  • 100-200 euro: 21,0 milioni di transazioni;
  • 200-300 euro: 4,1 milioni di transazioni;
  • oltre 300 euro: 3,8 milioni di transazioni.

Non disponendo di dati più specifici per la prima delle fasce in questione, quella 0-5 euro (in cui, tra le altre cose, rientrano i caffè al bar e le piccole spese quotidiane), risulta impossibile definire quale fetta di quei 66,4 milioni sia da riferire alle spese di pochi centesimi.

In un articolo del 25 marzo, citando un documento ufficiale della Camera, abbiamo riportato che l'incidenza è bassa, quantificata nello 0,2% del totale se si considerano i casi in cui vengono effettuati dieci o più pagamenti al giorno presso lo stesso esercente. Bassa, ma non per questo trascurabile. Non è da escludere nemmeno la possibilità di un aumento successivo alla pubblicazione. Da allora è trascorso oltre un mese e nulla è stato più reso noto in merito alla volontà di punire i furbetti, comunque esplicitata dagli esponenti della politica.

È in atto una costante attività di monitoraggio del Programma da parte della PagoPA s.p.a. per individuare operazioni anomale e abusive e adottare i necessari interventi correttivi fino ad arrivare all'esclusione dell’aderente dal Programma. Sono, inoltre, attualmente all'esame del Ministero dell’Economia e delle Finanze diverse soluzioni per prevenire eventuali condotte abusive alla luce delle evidenze emerse dal monitoraggio sopra descritto.

Discorso differente per i benzinai, che lamentano il dover far fronte al pagamento delle commissioni per le transazioni ravvicinate con importi irrisori. La necessità di un intervento è anche per la loro tutela, poiché ad oggi l'azione dei furbetti non costituisce alcun illecito. Si tratta a tutti gli effetti di una forzatura, uno scenario non previsto (ma prevedibile) nel momento in cui sono state definite le norme dell'iniziativa, frutto di un regolamento stilato forse con eccessiva fretta. Porvi rimedio è al primo punto delle dieci proposte che abbiamo avanzato su queste pagine ormai mesi fa.

Ricordiamo che il rimborso del 10% sulle spese effettuate nei negozi prevede il tetto massimo di 15 euro sul singolo pagamento. Cosa significa? Ad esempio, acquistando un elettrodomestico e pagandolo 300 euro con un solo movimento, con il Cashback si otterranno 15 euro e non 30 euro. Ai fini del Super Cashback viene conteggiata una sola transazione. Funziona in modo diverso con la Lotteria degli Scontrini, che prevede un numero di biglietti emessi per partecipare alle estrazioni direttamente proporzionale all'importo.

Fonte: IO
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