Dai supercomputer europei una cura per il Covid-19

Il consorzio di supercomputer Exscalate4CoV, finanziato dalla Commissione Europea, sta ottenendo i primi risultati per la cura al Covid-19.
Il consorzio di supercomputer Exscalate4CoV, finanziato dalla Commissione Europea, sta ottenendo i primi risultati per la cura al Covid-19.

L’impegno dei supercomputer al fianco dei ricercatori impegnati nella lotta al Covid-19 sta iniziando a restituire risultati importanti. A confermarlo in una apposita comunicazione è la Commissione Europea, la quale plaude così al lavoro posto in essere dal consorzio Exscalate4CoV (finanziato dalla Commissione stessa fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria): l’imponente forza di calcolo messa assieme ha infatti portato alla conclusione per cui il Raloxifene (farmaco generico già registrato e utilizzato per il trattamento dell’osteoporosi) “potrebbe costituire un trattamento efficace per i pazienti Covid-19 con sintomi leggeri“.

Oggi più che mai abbiamo bisogno della scienza. Da gennaio stiamo profondendo il massimo impegno a sostegno degli operatori della R&I di vari settori per trovare soluzioni e sconfiggere il virus. Per questo abbiamo finanziato con 3 milioni di € le ricerche di Exscalate4CoV e sono compiaciuta dei promettenti risultati conseguiti.

Mariya Gabriel, Commissaria europea per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani

Si tratta di un successo anche italiano: all’interno del consorzio Exscalate4CoV, infatti, è presente anche l’apporto del supercalcolatore Eni di Ferrera Erbognone, dove il Green Data Center del team italiano si è applicato al progetto con la forza del proprio HPC5.

Exscalate4CoV, supercomputer per la ricerca

Al momento la Commissione sembra voler rimanere prudente sui risultati conseguiti, ma si esprime fiducia per il risultato conseguito. Soprattutto, v’è forte convinzione nel fatto che il metodo sperimentato con il consorzio possa costituire la base per ulteriori sperimentazioni future all’insegna di una cooperazione paneuropea che sappia mostrare i muscoli a livello internazionale in termini di potenza di calcolo. In questo caso si parla di una dimostrazione muscolare da 120 petaflop utili ad analizzare (e simulare) il comportamento di una biblioteca chimica di molecole in costante ampliamento.

La piattaforma Exscalate4Cov è veramente innovativa nella scoperta di farmaci in Europa e nel mondo. Conferma il valore che può offrire una vera cooperazione paneuropea nei settori delle scienza biomedica e del calcolo ad alte prestazioni, riunendo le migliori capacità europee. Continueremo a mobilitare tutte le tecnologie disponibili, compresa l’intelligenza artificiale, per combattere il coronavirus

Thierry Breton, Commissario responsabile per il Mercato interno

I test hanno finora analizzato 400 mila molecole, 7000 delle quali hanno passato questa preselezione per approdare ai test “in vitro”. “Il Raloxifene“, spiega la comunicazione UE, “potrebbe essere efficace nel bloccare la replicazione del virus nelle cellule e potrebbe quindi arrestare la progressione della malattia. I ricercatori hanno indicato, tra i vantaggi, l’elevata tollerabilità nel paziente, la sicurezza e il profilo tossicologico ben noto“. Tale risultato non avrebbe potuto essere conseguito in tempi tanto brevi perché solo la forza bruta dei supercomputer è in grado di tagliare i tempi e di mettere nelle mani dei ricercatori soltanto le molecole realmente promettenti per gli obiettivi preposti.

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19 06 2020
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