Telecom, piove sulla separazione della rete

Gli operatori alternativi proprio non ci stanno. I piani Telecom non piacciono neanche a big come Vodafone

Roma – Gli impegni che Telecom Italia ha sottoscritto e presentato all’Authority TLC in materia di separazione della rete non dispiacciono al presidente Calabrò che ha dichiarato di averli apprezzati. Gli operatori alternativi storcono però il naso: quegli impegni sono inadeguati e non aggiungono nulla all’attuale quadro regolatorio.

“Il processo avviato è un passaggio di fondamentale importanza per il futuro delle telecomunicazioni nel nostro Paese” – ha dichiarato in una nota il presidente dell’Authority, in seguito all’audizione che ha avuto per oggetto proprio il documento degli impegni dell’incumbent. Calabrò ha poi commentato: “Apprezziamo lo sforzo di Telecom Italia teso a creare un clima costruttivo di collaborazione”. L’audizione presso il Consiglio dell’Authority segna l’inizio di un cammino di almeno sei mesi, secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato di Telecom Franco Bernabé: “Inizia un processo che durerà praticamente di qui fino alla fine dell’anno e che ha numerose fasi: una prima fase interna all’Autorità, credo che agli inizi di settembre si avvierà il processo di consultazione pubblica, e credo che la decisione finale arriverà entro la fine dell’anno”.

Nell’audizione odierna, ha riferito ancora Bernabé, “si è naturalmente parlato della rete di nuova generazione” e con riguardo agli impegni presentati da Telecom, ha precisato che riguardano una maggiore apertura delle infrastrutture di trasmissione e i procedimenti sanzionatori nei confronti della società, che comunque si dichiara “aperta al confronto con gli altri operatori sullo sviluppo di una nuova infrastruttura di rete in fibra”, un problema che “riguarda tutti, non solo Telecom Italia, che non ha un monopolio sulle infrastrutture future in fibra”. Una prova di questa apertura, osserva Bernabé, è l’ accordo siglato con Fastweb sulla condivisione delle opere civili per la Next Generation Network.

E sono proprio gli stessi “altri operatori” che esprimono insoddisfazione e preoccupazione per gli impegni dichiarati dall’incumbent, in una nota sottoscritta dagli AD di Vodafone Italia, Wind, Fastweb, Tiscali Italia, BT Italia, Tele2 e di Colt Italia. Eccola qui di seguito:

“I principali concorrenti di Telecom Italia, in vista del confronto avviato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, sui temi della concorrenza nel settore della telefonia fissa e sulle reti di accesso attuali e future, ritengono necessario esprimere unanimemente preoccupazione e richiedere garanzie sullo sviluppo di un assetto di mercato realmente concorrenziale.

È indispensabile assicurare, come priorità numero uno, la garanzia di condizioni eque e non discriminatorie nell’accesso a tutti i servizi “all’ingrosso” di Telecom Italia.

Vanno sostenute, tecnicamente ed economicamente, le forme di investimento volte a rafforzare la competizione tra operatori infrastrutturati e va tempestivamente implementata la separazione funzionale dei servizi e degli elementi della rete, attuale e futura, dell’incumbent anche per salvaguardare gli ingenti investimenti realizzati dagli OLO negli ultimi anni proprio nella rete di accesso.

In ogni caso, indipendentemente dalla natura degli impegni presentati, non è accettabile la rimozione di vincoli regolamentari esistenti prima della modifica delle condizioni di dominanza sul mercato nazionale che li hanno resi necessari.

Gli impegni annunciati da Telecom Italia il 19 giugno, non appaiono, sulla base di quanto ad oggi noto, una risposta adeguata: nulla aggiungono rispetto a quanto già previsto dall’attuale quadro regolatorio e quindi confermano solo il mancato rispetto da parte di Telecom Italia della attuale normativa.

Pertanto gli operatori alternativi – nell’ambito del rispetto delle procedure previste per la gestione di simili procedimenti- si riservano di discutere nel dettaglio in Autorità gli impegni presentati da Telecom Italia e di proporre le necessarie modifiche per creare un reale mercato concorrenziale”.

Agcom, comunque, ha per ora dato il via al processo di valutazione formale degli impegni che culminerà in una consultazione pubblica, dopo la quale il documento definitivo potrà essere integrato su richiesta dell’Autorità TLC dopo i primi “market test”.

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