Tesla ferma la Model 3: mancano i chip ed è un problema

Tesla ferma la Model 3: mancano i chip ed è un problema

La fragilità delle filiere produttive dei semiconduttori rischia di essere una seria minaccia agli equilibri internazionali dei prossimi anni.
La fragilità delle filiere produttive dei semiconduttori rischia di essere una seria minaccia agli equilibri internazionali dei prossimi anni.

I futuri equilibri geopolitici internazionali, sembra ormai sempre più chiaro, passano per il mondo dei semiconduttori. Se ne avvertono le avvisaglie ormai da mesi, dopo che per anni si è andata diffondendo la convinzione per cui presto il collo di bottiglia si sarebbe manifestato. La sensazione è che i nodi stiano per venire al pettine e che su questo fronte si accenderanno alcune pericolose micce destinate a deflagrare negli anni (mesi?) a venire.

Problema chip: tre indizi

Tre indizi fanno una prova ed i tre indizi sono arrivati nel giro di pochi giorni. Il primo è nell'aumentata convinzione con cui l'Europa ha iniziato a manifestare necessità di ricerca e sviluppo in questo ambito, cercando la collaborazione del mondo privato e promettendo IPCEI utili a sovvenzionare iniziative che possano migliorare la filiera produttiva dei chip. Il secondo è nell'indagine conoscitiva lanciata dalla Casa Bianca per capire se e dove intervenire per evitare che una carenza di chip possa restringere le potenzialità di mercato degli States.

Il terzo indizio è forse quello più pericoloso, un po' perché suona come conferma, un po' perché acuisce la gravità del fenomeno: il gruppo Tesla avrebbe temporaneamente sospeso parte della produzione sulle Model 3 proprio a causa della carenza di chip. In assenza di elementi essenziali, insomma, altro non si può fare se non rallentare la produzione (pur se alla vigilia di quello che si auspicava essere un momento di rimbalzo per il mercato automotive) e attendere che il problema possa ammorbidire le sue spigolature.

Chip e Tesla

Già a inizio 2020, in realtà, Tesla aveva manifestato i primi problemi: aveva montato chip di vecchia data su alcune vetture in distribuzione promettendone la sostituzione non appena i nuovi approvvigionamenti fossero giunti in azienda. Quell'azione, che suonò come una stonata forzatura, era probabilmente la prima avvisaglia di qualcosa che stava per accadere e che, in parte accelerata ed in parte nascosta dalla pandemia, è venuta ora a galla in modo più evidente.

Volkswagen aveva ammonito il mercato già a fine 2020: la mancanza di chip non è solo una circostanza momentanea, ma un problema serio che fa dell'approvvigionamento di semiconduttori e terre rare una questione anzitutto geopolitica. Come tutte le questioni geopolitiche, avrà diramazioni inattese e conseguenze potenzialmente nefaste per alcune maglie del mercato, ma al tempo stesso anche uno sviluppo difficilmente prevedibile. Una sola cosa sembra chiara: è un problema serio, con serie ricadute e seria importanza.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

28 02 2021
Link copiato negli appunti