TNTVillage e TNTrip verso la resa dei conti

Mentre TNTVillage e TNTRip sono alle prese con una questione legale, le regole del copyright sono in discussione in altre sedi e in altri contesti.

TNTVillage e TNTrip verso la resa dei conti

Nelle stesse ore in cui la riforma del copyright sarà discussa al Parlamento Europeo, in Italia vive momenti cruciali una delle community che più di ogni altra ha combattuto negli anni una battaglia di principio contro l’istituto del copyright. TNTVillage, infatti, sembra essere in particolare difficoltà a seguito di una denuncia che potrebbe scrivere i titoli di coda sulla community. E al tempo stesso il motore TNTrip (“Ricerca di torrent italiani. Veloce ed efficiente”) va offline con un grassetto che sembra una promessa, o forse una speranza: “non è un addio, è un arrivederci“.

I forum di TNTVillage

TNTVillage

La denuncia nei confronti di TNTVillage è stata resa nota da Luigi Di Liberto, il quale spiega di aver anche ricevuto una perquisizione a domicilio: il caso è pertanto passato alle carte bollate e lo stesso Di Liberto preannuncia per domani un ennesimo appuntamento di una querelle che si deciderà a questo punto in tribunale. Tra i firmatari della denuncia, così come si evince dalle carte pubblicate online, figurano nomi quali Associazione Italiana Editori, Rai Cinema, Eagle Pictures, nonché editori quali Garzanti e Longanesi. La denuncia mette espressamente nel mirino l’Associazione Scambio Etico e lo stesso Luigi Di Liberto in persona.

Tra le contestazioni vengono indicati in particolare i modi con i quali TNTVillage avrebbe facilitato il reperimento di materiale protetto da copyright, ivi compresa la guida “atta consentire agli utenti l’aggiramento del blocco DNS“:

pertanto sussistono gravi elementi a fondamento del fumus boni iuris delle contestazioni svolte dalle ricorrenti quanto alla violazione effettiva e continuativa dei loro rispettivi diritti sulle opere di loro pertinenza, posto che appare evidente – ed espressamente rivendicato dai responsabili di essa – come la piattaforma TNT Village comunichi al pubblico, nelle modalità peer-to-peer, le opere letterare e audiovisive citate in assenza di qualsiasi autorizzazione da parte dei titolari dei diritti su dette opere.

Pubblicato da Luigi Di Liberto su Lunedì 30 luglio 2018

TNTrip

Nelle parole di Di Liberto è sembrata trapelare la sfiducia per una vicenda che sembra mettere in grave difficoltà TNT Village dopo anni di battaglie di principio che a questo punto potrebbero dover arrivare alla resa dei conti. TNTRip, per logica conseguenza, non può far altro che fermare più o meno temporaneamente le proprie attività. L’avviso è del 31 agosto scorso ma al momento, alla luce del trascinarsi del blocco di TNT Village, nulla appare mutato:

In misura cautelare, visto il brutto momento che TNTVillage sta passando, TNTRip rimarrà offline fino a nuovo ordine.. […] Al momento non ci è possibile fornire un servizio che garantisca la completa sicurezza sia per chi lo eroga sia per chi ne usufruisce. Confidiamo che voi utenti ne capiate il motivo, mentre rimaniamo tutti in attesa di nuovi sviluppi.

La resa dei conti?

Da una parte c’è il mondo dei detentori del copyright, i quali pretendono il rispetto delle normative che tutelano i prodotti nei quali investono tempo e risorse e con i quali si remunerano gli autori e la filiera; dall’altra c’è un movimento che negli anni ha basato le proprie azioni sullo “scambio etico”, trascinando la propria azione a cavallo tra più capitoli di questa lunga storia: dall’esplosione del P2P ai torrent, passando per un’evoluzione dei sistemi di diffusione che ha visto imporsi canali di streaming e ha visto rivoluzionato il mondo musicale.

Ma a questo punto la definizione stessa di “scambio etico” deve fare i conti con un contesto profondamente mutato, al punto che la stessa “etica” può diventare una foglia di fico destinata a cadere. Sul copyright la questione è ancora del tutto aperta, ma le contrapposizione di un tempo non hanno più motivo d’essere tra gli ortodossi della legalità e gli anarchici delle libertà. Oggi vi sono più servizi, più modalità e più opportunità, rendendo accessibili costi e soluzioni, cosa che spinge in fuorigioco gran parte degli escamotage con cui sfuggire alle maglie della legalità. Tutto è mutato.

L’etica proclamata da TNT Village aveva regole precise, tali da differenziare la community da molte altre del mondo del file sharing. In particolare erano formalmente vietati:

  • Materiale pornografico
  • Musica, con meno di 12 mesi dalla pubblicazione
  • Ebooks e audiobooks (Abooks) con meno di 12 mesi dalla data di prima pubblicazione dell’opera, con esclusione di tutta l’area scolastica
  • Film, anime e cartoon con meno di 12 mesi dalla prima divulgazione nell’idioma in cui viene effettuata la condivisione.

Nessun file era conservato sul sito, ma solo torrent; si ricordava che violare il copyright rimaneva comunque un reato; si promulgava l’idea di un dialogo finalizzato alla revisione del copyright e degli equilibri tra tutela delle creazioni e il diritto alla condivisione della cultura. Ma era un altro Web, il mondo della musica e dell’editoria non avevano ancora fatto i conti con le novità che hanno rivoluzionato il settore nell’ultimo decennio e si faceva i conti con principi e riflessioni che oggi appaiono per molti versi ormai fuori tempo massimo. Sfumature interpretative, forse, il cui peso andrà valutato a questo punto in tribunale.

Per TNTVillage non è la prima volta: era il 2008 quando la community affrontava per la prima volta il rischio di chiusura (poi sventato). Le condizioni, la cornice e il contesto sembrano però ora differenti. Ad essere cambiato non è tanto TNTVillage, quanto il mondo circostante. La denuncia che ne ha fermate le attività potrebbe essere la resa dei conti che in molti attendevano, ma forse con più facilità è semplicemente rappresenta il tramonto di un’era destinata a sfumare. La definizione del copyright non si può più costruire sui torrent, ma va discussa nelle sale della politica a livello europeo. Lo stesso statuto di TNT Village sembra mettere in fuorigioco le attività del sito:

Riteniamo necessaria ed urgente una riforma sostanziale della legge sulla tutela dei diritti d’autore, a scopo di sfruttamento economico dell’opera, anche per liberare molte di quelle opere dimenticate nei sottoscala delle case di produzione e distribuzione e poterle così restituire alla comunità mondiale.

Oggi quella riforma è in discussione, va in direzione esattamente contraria e la difesa dei principi che il copyright mette in pericolo è ormai affidata ad altri nomi e altre piattaforme. Per TNT Village rimane però la possibilità di difendersi in tribunale, ove potrà riportare in ballo i principi dello “scambio etico” per motivare il proprio agire. Mentre la community combatterà la propria battaglia, però, il futuro del copyright sarà scritto altrove e quand’anche il sito dovesse tornare online si troverà di fronte ad una nuova, ennesima, frontiera del diritto d’autore.

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  • L.Rosiel scrive:
    TNT e altri siti P2P a vita! TNT lo conosco dal 2007, fate voi: cade quello e cade il principio cardine di internet, ovvero la libera condivisione gratuita di file audio, video, immagini e documenti fra amici e appassionati. Questo è il principio su cui si fonda la rete web che tutti noi utilizziamo. E non a caso i più famosi siti p2p come "thepiratebay" sono ancora attivi e disponibili nel "darkweb". La verità è che ad un certo punto certe multinazionali detentrici di copyright hanno voluto iniziare a guadagnare da i loro stessi contenuti, se essi venivano immessi online. Questo di fatto ha creato regole che proteggono solo tali detentori e che mai erano state sancite una volta che internet era nato. Internet è nata come una rete anarchica e libera. Non come una rete schiava del diritto di copyright su qualsiasi cosa. E non parlo solo di brani musicali, film o anime; ma anche di come negli ultimi 6-7 anni siano mal visti anche semplici AMV o fanvid creati a puro scopo di hobby e che di fatto non possono venir comunque monetizzati da youtube o similari per regola... ma spesso chi crea un fanvid è visto come un ladro o un malvivente. Idem per l'ambito di fan-fiction, ove vi sono da anni autori che proibiscono l'uso amatoriale di personaggi fittizi immaginari per creare fan-fiction ad opera di fan dell'opera stessa. Così come capire quale canzone o meno sia soggetta a copyright che su siti streaming può venir monetizzata dal detentore del copyright o cancellata, senza che vi siano regole. E possiamo continuare all'infinito. TNT ha sempre fornito un ottimo servizio e a differenza di molti è sempre stata accorta sulle modalità in cui mettere a disposizione determinati contenuti, cercando di non ledere i diritti altrui, ma al contempo di favorirne la libera circolazione fra appassionati favorendo anche una condizione di cultura generale per gli inernauti. Va ricordato che è pieno il mondo - e dunque anche in Italia - di persone che non hanno i mezzi per potersi permettere il LUSSO di ABBONAMENTI a siti streaming. Io sono una di quelle. 5 o 9 Euro al mese sono soldi, e a me nessuno li regala. Senza contare che "privatizzare" i contenuti solo in certi siti, nati da poco e divenuti "legali" solo perché creati da multinazionali che ne hanno i diritti, significa veicolare informazioni. E significa impoverire la rete e gli stessi UTENTI del diritto di navigare in una rete libera e aperta. E nel frattempo BitTorrent è stata acquistata da Tron. E il Ceo di Tron ha recentemente affermato di voler "LIBERARE INTERNET dalla MORSA delle grandi corporation e restituire i diritti sui dati agli individui. Riaccendere la visione degli inizi del 21° secolo di una rete libera, trasparente e decentralizzata per connettere il mondo. Perché Internet appartiene alla gente." Il tema è sicuramente complicato. Tuttavia vorrei ricordare che TNT ad esempio, fungeva anche da scambio etico per tutte quelle serie acquistate dalle emittenti tv italiane che MAI sono state immesse su supporti DVD, BD o VHS. Ovvero serie che da anni marciscono negli archivi delle emittenti che le hanno trasmesse ma poi archiviate. Ricordiamoci infine, che fino a dieci anni fa tutti usavano torrent e lo scaricare da determinati siti. E a grandi e piccoli non fregava assolutamente nella del copyright, poichè la rete era molto più libera di quanto non lo sia adesso. Fra un pò PAGHEREMO ANCHE L'ARIA CHE RESPIRIAMO, PERCHE' SOGGETTA A COPYRIGHT! Ricordiamoci che la PIRATERIA è nata ben PRIMA di Internet. All'epoca delle VHS c'era la possibilità di duplicare un contenuto video su un'altra videocassetta vergine, bastava avere due videoregistratori. E tutti o quasi lo facevamo, in barba a ciò che i detentori scrivevano sulle stesse videocassette. Idem sulle musicassette. E stessa cosa su i i Cd della Playstation, già all'epoca della prima e i CD audio. Volendo anche fare una copia amatoriale di un CD acquistato pagandoci i diritti, per un proprio parente può ritenersi una lesione del diritto di copyright... Poichè la copia ottenuta è "pirata". Dunque cosa dobbiamo fare? Mandiamo fuori produzione ogni masterizzatore di Cd? Anche acquistare un Cd, film, un libro un fumetto USATO volendo è considerato riprovevole da molti detentori di copyright. Eppure l'usato esiste da secoli. E vi sono librerie e fumetterie specializzate in questo. Viviamo sempre e solo assoggettati a quello che ogni detentore di copyright desidera? Se una persona si APPASSIONA ad una serie o ad un genere o tipo di film, o ad un artista prima o poi desidera acquistare la copia FISICA, poiché è un appassionato. In base poi alle sue personali finanze. Tuttavia parlare di LEGALE e ILLEGALE sul WEB, su contenuti totalmente DIGITALI è assai poco corretto, data la natura contrapposta su cui la rete Internet è nata. Cambiare e sradicare tale principio base, significa cambiare DRASTICAMENTE la rete per come l'abbiamo conosciuta sino ad adesso. E in peggio. E di certo non era questo che voleva chi l'ha creata. Rispetto per i Pirati della rete e per TNT.
  • Emanuele scrive:
    Mi pare un falso problema, con tutti i servizi di streaming on demand che si stanno affacciando sul mercato a prezzi sempre più stracciati (TimVision a 1 eur/mese, Netflix a 3 euro/mese dividendo l'abbonamento con qualche amico, Amazon Prime Video, Spotify and so on). Oggi non vale quasi più la pena di setacciare i motori di Torrent perdendo tempo ed energia, quando con quattro soldi si ha tutto e di più. Pur con tutto il rispetto e la considerazione verso il ruolo fondamentale che TNT Village ha ricoperto in passato :)
    • Sgabbio scrive:
      Peccato che il famoso "legale" si sta dando la zappa sui piedi frammentando il mercato che è nato in pochi anno, con ogni major che vuole fare il proprio servizio, per guadagnare il triplo. Guarda ad esempio la Disney e la Warner che vogliono fare un loro servizio, ritirando quello che avevano messo nei servizi da te citati. Cosi facendo su uccide un mercato che aveva trovato un punto di forza: Prezzo accessibile e catalogo "enorme".
      • Silvestro Di Pietro scrive:
        La condivisione ed il valore culturale di TNT village viene rappresentato perlopiù da opere che, sempre sotto tutela del copyright, non hanno nessuna distribuzione. É vero che commercialmente molte delle opere sono accessibili tramite i vari servizi di streaming ma moltissime non lo sono e spesso sono accessibili solamente tramite la comunità. Faccio notare che nell'ambito della nuova normativa ci sono ampi spazi che consentono al servizio di TNT possa continuare ad esistere, tra questi considerare l'equivalenza commerciale (un rip di un film da 700 mega non é la stessa cosa che usufruirne in streaming in full HD o in 4k) , la rarità o il valore culturale di un'opera. È dimostrato che TNT, grazie al suo statuto, ha impedito che la condivisione recasse danno economico, anzi ci sono esempi dove opere sconosciute, una volta distribuite, hanno avuto una diffusione commerciale prima preclusa. Non a caso si paga per far passare un nuovo brano musicale in radio, brano che viene fruito gratuitamente. Una biblioteca gratuita, accessibile e non vincolata a controlli politico culturale (anche questo è un fatto non marginale che va considerato) non è un reato e la nuova normativa europea lascia agli stati membri un ampio margine normativo. Su questa discussione dovrebbe intervenire (come già fece TNT con AGCOM). Quindi TNT non ha fatto creato escamotages, ma ha anticipato e testimoniato il reale conflitto che contrappone il diritto di essere remunerati dalla creazione di opere di intelletto a quello che richiede un libero accesso alle conoscenze ed alla fruizione delle opere stesse. Leggendo la normativa europea sul copyright è evidente che l'esperienza tutta italiana di TNT village ha fatto scuola.
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