Trimestrale Apple, la ripresa dell'iPad

di D. Galimberti - Per la casa della mela è una trimestrale positiva sotto tutti i punti di vista, che convince gli analisti e che vede l'iPad rialzare la testa

Roma – Ci eravamo lasciati lo scorso trimestre con una trimestrale buona, un fatturato in crescita del 5 per cento, ma qualche ombra (in particolare lo stallo dell’iPhone e il trend calante dell’iPad). In questi tre mesi il titolo AAPL ha avuto un andamento un po’ altalenante, nel complesso leggermente positivo, in attesa non solo del nuovo hardware (che arriverà a breve, tra mille indiscrezioni) ma anche dei risultati presentati ieri sera.

Ricordiamo che tre mesi fa la trimestrale si era chiusa con una previsione di fatturato compresa tra i 43,5 miliardi e i 45,5 miliardi di dollari, leggermente in crescita rispetto ai 42,4 miliardi dello stesso trimestre del 2016; i dati forniti da Apple sono risultati esattamente in linea con le migliori previsioni, tant’è che nel mercato After Hours il titolo della casa della mela è cresciuto (nel momento in cui scriviamo) di oltre il 6 per cento. Ma andiamo ad esaminare questi dati nel dettaglio, per capire quali sono stati i punti chiave di questo risultato.

Apple ha fatturato 45,4 miliardi di dollari , con una crescita del 7 per cento sull’anno precedente e un utile diluito per azione pari a 1,67 dollari (anch’esso in crescita rispetto agli 1,42 dollari dello stesso periodo); ma al di là del dato globale, quello che probabilmente ha colpito positivamente gli analisti è il fatto che stavolta non c’è alcuna voce negativa . Partendo dal prodotto che rappresenta ormai la fetta più piccola del fatturato di Cupertino, i Mac crescono solo di un punto percentuale come unità vendute ma fanno segnare un incremento del 7 per cento nel fatturato (andamento per certi versi inevitabile visto che i nuovi Mac costano più dei precedenti, ma rimane significativo il fatto che l’aumento del prezzo medio non ha provocato alcun rallentamento nelle vendite).

Tiene bene anche l’iPhone, nonostante il modello attuale sia fondamentalmente sul mercato con lo stesso design (ma con specifiche hardware diverse) da quasi tre anni, e nonostante sia ormai prossimo l’arrivo di un modello che, in occasione dei 10 anni del melafonino, dovrebbe portare con sé numerose novità. Una crescita del 2 per cento come unità vendute e del 3 percento come fatturato può sembrare poca cosa, ma in momento difficile come quello attuale in cui la concorrenza cinese sta diventando sempre più agguerrita, e alla luce di quanto detto poche righe sopra, rappresenta un ottimo risultato. Non dimentichiamo che molti analisti hanno già sentenziato come il futuro del melafonino sarà fortemente collegato al suo successo (o meno) sul mercato cinese, e anche su queste pagine abbiamo ricordato più volte come siano stati proprio i grandi numeri del mercato asiatico a far segnare sia il forte incremento del 2015 che il successivo calo (inevitabile nel confronto anno-su-anno) del 2016. Nell’analisi dei dati regionali la Cina risulta essere ancora in calo, ma si tratta di un calo più contenuto rispetto ai trimestri precedenti, il che si ripercuote positivamente anche sull’andamento globale delle vendite di iPhone. Resta il fatto che l’iPhone 8 (ammesso e non concesso che sarà questo il nome del prossimo modello) dovrà obbligatoriamente cercare in Cina una buona fetta del suo successo , ma di questo ne parleremo in modo dettagliato nei prossimi sei mesi.

Inutile dire che anche il settore dei servizi (contenuti digitali, AppleCare, ApplePay ecc.) continua la sua crescita facendo segnare un incremento del 22 per cento, e anche tutto ciò che è racchiuso nella voce “altri prodotti” (Apple TV, Apple Watch, Beats e accessori vari) cresce del 23 percento: complessivamente queste due voci rappresentano una quota di fatturato che è all’incirca la stessa di iPad e Mac, e proprio dai numeri del tablet della mela dobbiamo segnalare quello che è il risultato migliore di questo trimestre…

Quando abbiamo testato l’ iPad di quinta generazione abbiamo concluso la recensione ipotizzando che questo modello, grazie al prezzo contenuto senza sacrificare le prestazioni, aveva la carte in regola per diventare uno dei modelli di maggior successo, o comunque un modello in grado di risollevare le sorti di un segmento che sembrava ormai in declino. Se andiamo ad analizzare i dati di questo trimestre, possiamo notare che rispetto agli stessi mesi del 2016 l’iPad ha segnato un incremento di fatturato contenuto (nell’ordine del 2 per cento) ma un incremento di unità vendute ben più significativo, pari al 15 per cento. Questo significa inequivocabilmente che sono stai venduti più iPad ad un prezzo inferiore, e indirettamente conferma la bontà della strategia di Apple nel realizzare un iPad di tali caratteristiche. È ancora presto per dire che il trend calante dell’iPad si è arrestato, ma ricordiamo che nel corso della WWDC sono stai presentati anche nuovi modelli Pro con caratteristiche (e prezzi) dedicate ad un’altra categoria di utenti. Ci sono quindi tutte le premesse affinché il risultato si mantenga positivo anche per il trimestre in corso.

A tal proposito segnaliamo che Apple prevede di chiudere il quadro trimestre fiscale del 2017 con un fatturato compreso tra i 49 e i 52 miliardi di dollari , nuovamente al disopra dei 46,8 milioni totalizzati nel 2016; nel frattempo ci ricorda anche che il 17 agosto verrà distribuito agli azionisti un dividendo pari a 0,63 dollari per azione ordinaria, e che questo trimestre ha visto aggiungere altri 11,7 miliardi al programma di riacquisto della azioni, che raggiunge così la quota di 223 miliardi di dollari. Non resta che attendere un autunno che si preannuncia molto denso di novità (sia hardware, che software) e vedere in che modo queste novità si rifletteranno nelle prossime trimestrali.

Domenico Galimberti
blog puce72

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  • ... scrive:
    Come ti ammazzo la musica
    Prima le major con il loro modello schiavista.Oggi le piattaforme di streaming con qualche centesimo per singolo streaming.Ancora una volta la storia si ripete: vince l'artista popolare che macina decine o centinaia di milioni di passaggi; muore il piccolo artista, non proprio popolarissimo, ma migliore in originalità e tecnica.
    • panda rossa scrive:
      Re: Come ti ammazzo la musica
      - Scritto da: ...
      Prima le major con il loro modello schiavista.
      Oggi le piattaforme di streaming con qualche
      centesimo per singolo
      streaming.

      Ancora una volta la storia si ripete: vince
      l'artista popolare che macina decine o centinaia
      di milioni di passaggi; muore il piccolo artista,
      non proprio popolarissimo, ma migliore in
      originalità e
      tecnica.Vince... muore... ma quante palle.Intanto facciamo un bel distinguo tra prodotto da scaffale e arte.Il prodotto da scaffale e' fatto per vendere e quindi ha bisogno di marketing, una bella faccia che canta, e l'idiota che acquista.La qualita' del prodotto non conta e infatti e' XXXXX.L'arte invece non e' fatta per vendere e quindi il piccolo artista con originalita' e tecnica non ha nulla a che vedere con la XXXXX destinata alla vendita.Nulla ti vieta di compensare direttamente il piccolo artista se apprezzi la sua opera.
      • 6120 scrive:
        Re: Come ti ammazzo la musica
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: ...

        Prima le major con il loro modello
        schiavista.

        Oggi le piattaforme di streaming con qualche

        centesimo per singolo

        streaming.



        Ancora una volta la storia si ripete: vince

        l'artista popolare che macina decine o
        centinaia

        di milioni di passaggi; muore il piccolo
        artista,

        non proprio popolarissimo, ma migliore in

        originalità e

        tecnica.

        Vince... muore... ma quante palle.

        Intanto facciamo un bel distinguo tra prodotto da
        scaffale e
        arte.
        Il prodotto da scaffale e' fatto per vendere e
        quindi ha bisogno di marketing, una bella faccia
        che canta, e l'idiota che
        acquista.
        La qualita' del prodotto non conta e infatti e'
        XXXXX.

        L'arte invece non e' fatta per vendere e quindi
        il piccolo artista con originalita' e tecnica non
        ha nulla a che vedere con la XXXXX destinata alla
        vendita.Non è detto.
      • Riduttivo scrive:
        Re: Come ti ammazzo la musica

        L'arte invece non e' fatta per vendere e quindi
        il piccolo artista con originalita' e tecnica non
        ha nulla a che vedere con la XXXXX destinata alla
        vendita.Ci sono stati e ci sono fior fiore di artisti che hanno venduto moltissimo, non dire corbellerie.La musica, a differenza dell'opera d'arte "tradizionale" tipo un dipinto o una scultura, si può replicare facilmente da decenni, quindi chi è bravo vende. Se avessimo tutti una copia del david di Michelangelo in casa forse sarebbe meno bello? Avrebbe meno valore l'originale, ma bello rimane uguale.
        • panda rossa scrive:
          Re: Come ti ammazzo la musica
          - Scritto da: Riduttivo

          L'arte invece non e' fatta per vendere e quindi

          il piccolo artista con originalita' e tecnica
          non

          ha nulla a che vedere con la XXXXX destinata
          alla

          vendita.

          Ci sono stati e ci sono fior fiore di artisti che
          hanno venduto moltissimo, non dire
          corbellerie.Dire che "non e' fatta per vendere" non significa mica che non viene venduta.L'artista crea per creare.Poi magari vende, ma se non vende ha comunque creato e resta opera d'arte.
          La musica, a differenza dell'opera d'arte
          "tradizionale" tipo un dipinto o una scultura, si
          può replicare facilmente da decenni, quindi chi è
          bravo vende.Non capisco il nesso del concetto che hai espresso.
          Se avessimo tutti una copia del david di
          Michelangelo in casa forse sarebbe meno bello?Al contrario. Se lo avessimo tutti e' proprio perche' piace a tutti.E che tutti avremmo una casa bella grande. ;)
          Avrebbe meno valore l'originale, ma bello rimane
          uguale.L'originale non ha un valore quantificabile essendo opera d'arte e non prodotto destinato al commercio.
      • Robin scrive:
        Re: Come ti ammazzo la musica

        Il prodotto da scaffale e' fatto per vendere e
        quindi ha bisogno di marketing, una bella faccia
        che canta, e l'idiota che
        acquista.
        La qualita' del prodotto non conta e infatti e'
        XXXXX.Ci sono ampie testimonianze che contraddicono quanto da te scritto.Vedi Harry Styles, Justin Bieber, Shawn Mendes, per citarne alcuni.
        L'arte invece non e' fatta per vendereLa Gioconda è arte vende molto bene.
        Nulla ti vieta di compensare direttamente il
        piccolo artista se apprezzi la sua
        opera.Se non è sufficiente? Il piccolo artista deve passare a fare il cameriere in un bar?L'artista è tale anche perché spopola. Guarda Cameron Dallas: zero capacità? Secondo le tue logiche malsane, forse, ma è di fatto un artista con i fiocchi.
    • 6120 scrive:
      Re: Come ti ammazzo la musica
      - Scritto da: ...
      Prima le major con il loro modello schiavista.
      Oggi le piattaforme di streaming con qualche
      centesimo per singolo
      streaming.

      Ancora una volta la storia si ripete: vince
      l'artista popolare che macina decine o centinaia
      di milioni di passaggi; muore il piccolo artista,
      non proprio popolarissimo, ma migliore in
      originalità e
      tecnica.Quanta superficialità !!!
    • prova123 scrive:
      Re: Come ti ammazzo la musica
      Gli artisti vivono facendo i concerti. Sono "animali" da palco, non vivono in sala di registrazione. Quest'ultima gli serve solo per arrotondare, niente di più.
      • ... scrive:
        Re: Come ti ammazzo la musica
        - Scritto da: prova123
        Gli artisti vivono facendo i concerti. Sono
        "animali" da palco, non vivono in sala di
        registrazione. Quest'ultima gli serve solo per
        arrotondare, niente di
        più.Ci arrivi a capire che composizione e interpretazione sono due realtà differenti?
        • panda rossa scrive:
          Re: Come ti ammazzo la musica
          - Scritto da: ...
          - Scritto da: prova123

          Gli artisti vivono facendo i concerti. Sono

          "animali" da palco, non vivono in sala di

          registrazione. Quest'ultima gli serve solo
          per

          arrotondare, niente di

          più.

          Ci arrivi a capire che composizione e
          interpretazione sono due realtà
          differenti?E quindi?L'interprete comprera' la composizione, o si metteranno in societa' per difidere i proventi del concerto.Ne' composizione ne' interpretazione giustificano una rendita parassitaria per 70 anni dopo la morte.
          • Robin scrive:
            Re: Come ti ammazzo la musica
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: ...

            - Scritto da: prova123


            Gli artisti vivono facendo i concerti.
            Sono


            "animali" da palco, non vivono in sala
            di


            registrazione. Quest'ultima gli serve
            solo

            per


            arrotondare, niente di


            più.



            Ci arrivi a capire che composizione e

            interpretazione sono due realtà

            differenti?

            E quindi?

            L'interprete comprera' la composizione, o si
            metteranno in societa' per difidere i proventi
            del
            concerto.

            Ne' composizione ne' interpretazione giustificano
            una rendita parassitaria per 70 anni dopo la
            morte.Fossi tu l'emmmhhh "artista", non vorresti che i tuoi figli potessero beneficiare del tuo emmhmhh "talento"?In fondo sei un artista del trolleggio, pensa quanti soldi potrai fare guadagnare ai tuoi figli grazie a questa tua qualità d'artista di strada, o cantina.
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