Troppi pirati? Fox abbassa i prezzi

Troppi pirati? Fox abbassa i prezzi

In Cina i prodotti degli studios americani saranno venduti a prezzi più contenuti nel tentativo di indurre chi compra copie pirata a non farlo
In Cina i prodotti degli studios americani saranno venduti a prezzi più contenuti nel tentativo di indurre chi compra copie pirata a non farlo

Il messaggio non è “fate i pirati così abbassiamo i prezzi” ma poco ci manca. Uno dei maggiori produttori dell'intrattenimento televisivo e cinematografico, 20th Century Fox , ha deciso di seguire Warner in una singolare forma di lotta alla pirateria in Cina, quella basata sui prezzi.

Il colosso statunitense, che fa in realtà capo alla News Corporation del tycoon australiano Rupert Murdoch, ha infatti deciso di vendere i DVD dei propri film ad un prezzo variabile tra i 2 e i 3 euro (20-25 yuan). Ciò significa che il compratore cinese, abituato a spendere 10 yuan per un DVD pirata, potrebbe essere indotto a godere delle “garanzie” del prodotto originale rinunciando a finanziare la duplicazione illegale.

L'operazione fa esplicitamente parte di un tentativo di arginare la pirateria , che secondo gli studios di Hollywood della MPAA in Cina tocca i massimi livelli, tanto che vi sono produttori che hanno deciso tout-court di non vendere alcunché fino a quando il mercato cinese sarà quello che viene considerato un “far west”.

Spinti dalla necessità di piazzare DVD che soprattutto sui mercati nordamericani mostrano i primi segni di rallentamento nelle vendite, le major stanno facendo di tutto per conquistare la Cina e il suo pubblico. Il Governo cinese, almeno a parole, fa la sua parte con iniziative intriganti, come la cessione di un DVD originale per ogni tre DVD contraffatti consegnati dagli utenti.

Va detto che su altri mercati, come quello europeo, dove la pirateria pur presente è assai meno dirompente di quella cinese, da sempre i consumatori chiedono un ribasso dei prezzi, considerati troppo alti nonostante le numerose offerte e sconti proposti in vario modo da produttori e distributori. Un “appello” che per il momento sembra rimanere inascoltato.

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14 11 2006
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