Truffa su WhatsApp: attenzione alle richieste di aiuto

Truffa su WhatsApp: attenzione alle richieste di aiuto

La truffa su WhatsApp sta prendendo piede: i cybercriminali rubano l'account e chiedono soldi ai contatti fingendo situazioni di emergenza.
Truffa su WhatsApp: attenzione alle richieste di aiuto
La truffa su WhatsApp sta prendendo piede: i cybercriminali rubano l'account e chiedono soldi ai contatti fingendo situazioni di emergenza.

La Polizia Postale ha lanciato un altro allarme relativo alle truffe che stanno circolando su WhatsApp. Non è la prima volta e crediamo che purtroppo non sarà nemmeno l’ultima. In questo caso, nello specifico, si parla di un raggiro che sfrutta la compromissione dell’account per ingannare gli altri utenti e sottrarre denaro.

Truffa su WhatsApp: occhio ai falsi messaggi

I responsabili dell’azione in un primo momento entrano in possesso del profilo attraverso le tecniche che abbiamo documentato più volte anche su queste pagine (codice di verifica, SIM swapping e così via), poi inviano falsi messaggi chiedendo aiuto ai contatti della vittima, fingendo di trovarsi in una situazione di emergenza o di dover affrontare un problema improvviso: un incidente mai avvenuto, un arresto ecc. Ad accompagnarli c’è sempre una richiesta di denaro.

Molti cadono nella trappola, credendo che il messaggio provenga da un parente o un amico in difficoltà e pensando di aiutarlo seguendo le istruzioni fornite. In realtà, si finisce col dare soldi a dei cybercriminali.

Riportiamo di seguito i consigli forniti dalla Polizia Postale. Potrebbero sembrare scontati e superflui da ricordare, ma per chi ha meno confidenza con la tecnologia potrebbero rivelarsi molto importanti.

  • Verificare sempre l’autenticità delle richieste di denaro, contattando direttamente la persona tramite una chiamata o un altro canale;
  • attivare la verifica in due passaggi su WhatsApp per aumentare il livello di protezione del proprio account;
  • segnalare e bloccare i messaggi sospetti direttamente all’interno dell’applicazione;
  • informare tempestivamente il contatto qualora si sospetti che il suo account sia stato compromesso.

In questo inizio 2026 abbiamo segnalato diversi raggiri che stanno prendendo piede. Quello del Centro Unico Primario, ad esempio, che chiede di chiamare un numero 893 fino all’esaurimento del credito. C’è poi il finto avviso di scadenza della tessera sanitaria. Un’altra truffa prende invece di mira gli stranieri alle prese con le pratiche dell’immigrazione.

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Pubblicato il
13 gen 2026
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