Tutte le novità dei banner di Google

Suggerimenti sponsorizzati ovunque, spot per alcolici e superalcolici con qualche regola in più. In ogni caso, per qualcuno ci sono pure degli add-on utili. Ma occhio a quello che si clicca

Roma – Google Suggest, una delle storiche funzionalità aggiuntive del campo ricerca di BigG recentemente ammessa nella cerchia della dotazione standard, si arricchisce in queste ore di nuove caratteristiche. Che consentono di dare in anticipo la risposta ad alcune domande , oppure di racimolare qualche soldino in più tramite la pubblicità. In ogni caso non è cosa ancora per tutti, e non è l’unica novità che riguarda l’advertisement di Mountain View.

Google Suggest Con una mossa a sorpresa, infatti, Google ha definitivamente (o quasi) sdoganato anche una categoria merceologica a lungo proibita su banner e annunci contestuali sul suo network: gli alcolici e i superalcolici. Se per la birra, il vino e lo champagne la faccenda si era sbloccata già qualche mese fa , è di questi giorni la notizia che anche i liquori stanno facendo il loro ingresso nel circuito AdWords, sebbene con qualche limitazione: come comunicato da Amanda Kelly sul blog ufficiale del programma, i link a pagamento potranno puntare solo a pagine che contengono informazioni sulla bevanda in oggetto, mai direttamente alle pagine di vendita.

Inoltre, si tratterà comunque di annunci giudicati come adatti solo al pubblico che abbia disattivato le protezioni SafeSearch tra le proprie preferenze di Google: chi lascerà alzate le barriere protettive contro i contenuti inappropriati non dovrà temere di vedere reclamizzate certe bevande. Una scelta conservativa, dunque, per non imporre a nessuno la visione di messaggi sgraditi: non solo nelle pagine ma anche, come detto, tra i suggerimenti del campo di ricerca del motore.

Da qualche ora, infatti, è cominciata la graduale introduzione di AdWords anche tra i suggerimenti di Google Suggest: in cima alla lista di chiavi consigliate si potrà vedere apparire un link sponsorizzato , che condurrà direttamente al migliore offerente per una certa combinazione di ricerca. L’idea di anteporre i consigli per gli acquisti pare non essere proprio universalmente gradita, tanto che BigG starebbe valutando la possibilità di invertire l’ordine per accontentare tutti.

Non tutti gli utenti sono già in grado di vedere all’opera la nuova caratteristica del motore. Oltre agli spot, comunque, si dovrebbero vedere apparire anche news inerenti l’argomento cercato e addirittura risposte in presenza di domande specifiche: tutti meccanismi pensati per semplificare la ricerca delle informazioni, anticipando le esigenze del netizen e risparmiandogli clic inutili. Bisogna solo fare attenzione alla reale utilità dei suggerimenti e al fatto che non siano, come in certi casi, rischiosi.

Sembrerebbe, infatti, che in alcuni casi qualcuno sia riuscito ad infilare tra le pubblicità anche link a software pericoloso: malware in grado di installarsi e dirottare tutte le sessioni di ricerca su un sito clone-fasullo, tutto per spingere gli sfortunati malcapitati su una versione posticcia di un sito Microsoft e convincerli all’acquisto di un sedicente programma antispyware. Google avrebbe ammesso l’esistenza del problema e starebbe provvedendo alla sua risoluzione: ma bastano un paio di eventi come questi a trascinare un’azienda nel vortice della sfiducia da parte dei consumatori.

Luca Annunziata

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