Tutto di iPhone mi voglio vestire

Nuovi spot TV negli USA. iPhone è sempre più hype. Tra tribunali, firmware, applicazioni e hack. E l'arrivo (incerto) in Europa
Nuovi spot TV negli USA. iPhone è sempre più hype. Tra tribunali, firmware, applicazioni e hack. E l'arrivo (incerto) in Europa

È l’inizio della stagione del football negli USA, come segnala tuaw.com , e dunque quale occasione migliore per tre nuovi spot per l’iPhone? Rilasciati nelle scorse ore, sono già disponibili per essere visti sul sito Apple. Tutti hanno una particolarità: il telefonino, il più discusso e desiderato degli ultimi anni, praticamente in video non si vede . Potenza della comunicazione.

iPhone Ads (Novembre 2007) I tre protagonisti dei nuovi spot hanno tutto l’aspetto di gente comune . Nessuno sa se siano attori o magari testimonial autentici, sta di fatto che raccontano le loro vite assieme all’iPhone: chi venera la segreteria telefonica interattiva e visuale, chi santifica il browser Safari integrato, chi è entusiasta della convergenza tra vari gadget. Il cellulare non appare quasi per niente, è più una questione di date retta a me, sono uno di voi . Il tutto davanti ad un semplice sfondo nero, in un set improvvisato per le strade di New York.

Apple, in fondo, può permettersi anche questo: se i concorrenti cercano disperatamente di imitarne stile e funzionalità , o di confrontarsi con iPhone per dimostrare che il proprio prodotto è migliore, è segno che la strategia commerciale e comunicativa di Cupertino sta funzionando alla grande . E sebbene i numeri degli altri smartphone restino per il momento decisamente più rotondi di quelli del melafonino, le chiacchiere sono comunque tutte per lui.

C’è la questione del firmware 1.1.1, che ha trasformato molti dei terminali sbloccati per utilizzare una scheda diversa dalla AT&T di serie, in una sorta di mattoncino tecno immediatamente ridenominato iBrick. E se si rincorrono già le voci per un possibile nuovo hack in grado di sbloccare il terminale , comincia a circolare la voce che Apple starebbe lavorando ad un nuovo meccanismo di supporto per le applicazioni terze parti. L’imminente rilascio di Leopard sarebbe decisivo in tal senso.

Nel frattempo, la faccenda del firmware è arrivata pure in aula : il californiano Timothy Smith ha chiamato in giudizio Apple, sostenendo che il blocco sull’operatore AT&T violi in effetti le normative antitrust , impedendo al consumatore di scegliere con quale provider telefonico accasarsi. La conseguenza sarebbe che il consumatore “continua a pagare prezzi artificiosamente gonfiati per il servizio”, senza contare che lo sconto applicato da Apple sul prezzo di listino originale avrebbe drasticamente abbassato le quotazioni del telefono sul mercato dell’usato.

Un problema quello della concorrenza, che pare abbia anche tagliato le gambe allo sbarco di iPhone in Francia : una legge del 1998 costringerebbe qualunque operatore a garantire lo sblocco contestuale dei terminali , ma a pagamento, o gratuitamente dopo tre mesi dall’acquisto. Sarebbe questo il motivo della marcia indietro di Apple sul mercato transalpino, senza contare che un’altra legge imporrebbe addirittura di mettere in vendita terminali completamente liberi da subito.

Luca Annunziata

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08 10 2007
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